Mobbing: non c’è se il capo è sgarbato con tutti

Un dirigente medico viene accusato di mobbing, ma per la Cassazione il reato non c’è, anche a fronte di modi “sgarbati” ed espressioni “inurbane”. Il caposala era “attento alle esigenze di tutti”.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 2012 dello scorso gennaio ha sancito l’insussistenza del reato di mobbing, nel caso in cui il datore di lavoro o il dirigente utilizzi modi autoritari e non sempre cortesi nei confronti dei dipendenti. Il caso è quello di un dirigente medico chiamato in causa da un suo sottoposto, che formulando la richiesta di risarcimento del danno morale esistenziale nei confronti del primo, si è visto rifiutare tale richiesta.


mobbingSottolineando che il dirigente usava modi autoritari e scortesi, alzando spesso la voce, il dipendente ha fatto causa per mobbing, ma la Corte di Cassazione ha decretato l’inesistenza di una condotta mobbizzante da parte del dirigente, in quanto, essendo burbero per natura, il suo comportamento si configurava come un modo di essere e non (quindi) una condotta volontaria persecutoria, lesiva della dignità altrui.

Gli Ermellini, avvalendosi anche di quanto sancito dalla Corte di Appello, hanno constatato la mancanza dell’intento persecutorio, in quanto il dirigente, a quanto è stato possibile apprendere burbero con tutti, godeva comunque di ottima stima da parte dei colleghi e degli altri sottoposti, visto e considerato essere stato giudicato come efficiente, attento e disponibile anche a “svolgere mansioni non di sua competenza”.

Il fatto di utilizzare espressioni “inurbane” od eventualmente anche “linguaggio scurrile”,  non integra in nessun modo il reato di mobbing. Insomma se è forse possibile aprire una discussione sul piano umano, dal punto di vista legale e lavorativo il comportamento del dirigente (un caposala), per la Cassazione è  scevro da qualsiasi condotta scorretta, in quanto,  in quanto, tale dirigente, è risultato essere “sempre attento alle necessità del reparto, capace di distribuire efficacemente il lavoro tra gli addetti, esigente con tutto il personale sottoposto il suo coordinamento”.