Ferie durante il preavviso: il datore di lavoro non può imporle

Le ferie durante il preavviso non possono essere imposte dal datore di lavoro. La Cassazione sancisce l'irregolarità di tale pratica.

Il periodo di ferie e quello di preavviso previsto (in misura variabile) per lasciare il posto di lavoro non sono sovrapponibili. E’ quindi giusto spostare il secondo alla fine del primo, nel qual caso si abbiano giorni di ferie da godere. Di fatto il datore di lavoro non può obbligare il dipendente a fare ferie durante il preavviso. Lo ha specificatoin una recente sentenza la sezione lavoro della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul caso di un dirigente di banca che, dopo aver dato il preavviso si era dichiarato disponibile a lavorare per tutto il periodo previsto.


ferie durante il preavvisoSecondo quanto riportato dal quotidiano specializzato Ipsoa, ” il datore di lavoro (la banca) lo aveva costretto a non lavorare sfruttando i giorni di ferie rimasti a propria disposizione”, riuscendo così a “risparmiare”, evitando di pagare sia il preavviso che le ferie al dirigente e limitandosi a corrispondere uno dei due. Il dirigente però recedeva dal contratto e portava tutto all’attenzione dei giudici.

La Cassazione ha così riformato la sentenza di secondo grado, che dava ragione alla banca, specificando che il periodo di preavviso non è sovrapponibile con quello delle ferie, ritenendo così errato il comportamento del datore di lavoro. In specifico viene richiamato l’articolo 2109 del codice civile, il quale spiega appunto che “non può essere computato nelle ferie il periodo di preavviso indicato nell’articolo 2118”. Questo perché, di fatto, i due istituti hanno finalità completamente differenti e non è quindi possibile farli corrispondere.

Il dirigente è riuscito a far valere le proprie ragioni servendosi di un altro istituto previsto dalla legge, il “recesso per giusta causa”, ovvero la possibilità di interrompere in anticipo il rapporto di lavoro nel caso in cui sussistano i presupposti (tra gli altri) di una violazione delle regole da parte del datore di lavoro. “Non di rado”, scrive ancora Ipsoa “i lavoratori “uscenti” sono invitati a sostituire il periodo di preavviso con le ferie maturate e spettanti”. Ma tale soluzione, come specificato dalla Corte di Cassazione, non può essere imposta dall’alto.



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