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Mobbing sul posto di lavoro: spetta al datore pagare i risarcimenti


Secondo la Cassazione, in caso di mobbing sul posto di lavoro, il datore è tenuto a pagare i risarcimenti, anche se completamente estraneo all’accaduto. Le vittime hanno il diritto ad essere risarcite ed a lavorare in un ambiente sereno in piena libertà. Il datore deve garantire la serenità in ufficio.

Il mobbing sul posto di lavoro

mobbing

Negli ultimi anni si parla sempre di più di mobbing tra colleghi o datori di lavoro. Si tratta di un fenomeno particolarmente diffuso negli ambienti di lavoro, con particolare riferimento a quelli più competitivi. Il mobbing è una forma di abuso, l’insieme di comportamenti aggressivi e prepotenti di natura fisica o verbale esercitati da una o più persone verso uno o più soggetti. Questa forma di aggressività purtroppo è comune sul posto di lavoro, soprattutto nelle realtà professionali più competitive. L’ambiente di lavoro diventa così insostenibile per la vittima, con problemi sulla produttività ma soprattutto sul benessere psico-fisico. Secondo la Cassazione, in caso di mobbing le vittime hanno diritto al risarcimento. Il datore di lavoro è colui che deve garantire il benessere sul posto di lavoro, dunque in caso di atteggiamenti da bulli, è tenuto a pagare i risarcimenti.

Il datore di lavoro è tenuto a pagare i risarcimenti

Secondo i giudici della Cassazione, con la sentenza n. 27913 del 4 dicembre 2020, il datore di lavoro è la persona che deve garantire la serenità in ufficio, vigilando sullo stato psico fisico dei propri dipendenti. Ebbene, in caso di mobbing tra colleghi, il datore di lavoro è tenuto a pagare il risarcimento alla vittima, anche se è completamente estraneo all’accaduto. Atteggiamenti aggressivi possono essere fatti da uno o più colleghi o dal datore di lavoro sui dipendenti. In ogni caso, i danni provocati alla salute sia fisica che mentale devono essere risarciti in adeguato modo. La recente decisione della Cassazione mette in luce come, a pagare il risarcimento non necessariamente deve essere il responsabile dell’atto di violenza e pressione, ma il datore di lavoro, anche nel caso in cui questo non è l’artefice ed è estraneo al fatto.

Sicurezza e tutela sul posto di lavoro

La sentenza sopra citata è particolarmente importante perché introduce e stabilisce un nuovo principio. In particolare, nella tutela della sicurezza sul posto di lavoro deve essere incluso anche il mobbing ed i danni da esso derivanti che possono essere sia fisici che morali. Il datore di lavoro deve vigilare attentamente su quello che è l’ambiente di lavoro, garantendo il benessere di ogni singolo dipendente, adottando delle misure in grado di evitare episodi vessatori. Per essere più precisi, in caso di mobbing trova piena applicazione l’articolo 2087 del Codice Civile a cui bisogna dare una adeguata interpretazione, ossia: “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

Mobbing: come si calcola il risarcimento danni?

Molti di voi si staranno chiedendo: come si calcola il risarcimento danni in caso di mobbing sul posto di lavoro? Ebbene, oggi ancora non esiste un risarcimento specifico in caso di mobbing, tuttavia la vittima ha la possibilità di agire in giudizio, chiedendo di essere risarcita secondo le regole generali previste per danni sul posto di lavoro. La vittima può richiedere il risarcimento per:

  • danni patrimoniali (ad esempio le spese sostenute per l’acquisto di medicinali e visite varie);
  • danni non patrimoniali derivanti da stress, esaurimento nervoso o altre patologie accertate;
  • perdita di produttività a lavoro.

Bisogna in ogni caso ricordare che il risarcimento danni è possibile solamente nel caso in cui il dipendente vittima riesca a dimostrare e provare il nesso e la correlazione tra il mobbing opera dei colleghi o del datore e i vari danni subiti. Una realtà davvero particolare che non fa onore al lavoro ed ambienti professionali.

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