Navigator: Vincenzo De Luca dice no. “Il loro destino è il nulla”

La Campania non aderisce al progetto navigator ed il Presidente della Regione Vincenzo De Luca dice no alla nuova forma di precariato in Italia che ha invece bisogno di un futuro solido e concreto per i giovani disoccupati

Pesanti e ferme le opinioni che il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha espresso nei confronti dei navigator, la nuova figura professionale nata dal Reddito di Cittadinanza. Vediamo perché la Campania dice no ai navigator.


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Navigator: perché la Campania non li vuole

Qualche giorno fa il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca ha partecipato al convegno dei giovani imprenditori di Confindustria, approfittandone per parlare di Reddito di cittadinanza e navigator. Così alla presenza di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, De Luca ha dato letteralmente vita ad una serie di gag sull’attuale Governo e le sue scelte politiche.

La sua attenzione è stata rivolta ai navigator, sostenendo che si tratta di una scelta scellerata, che porterà alla creazione di nuovi milioni di precari. Il futuro di questa recente figura professionale, introdotta con il Reddito di cittadinanza è il nulla, non hanno futuro se non quello di diventare precari. Per questo motivo la Regione Campania dice no ai navigator. Sono queste le parole ferme e decise di De Luca, argomentate davanti ad un pubblico di giovani e giovanissimi imprenditori.

Quando il futuro significa precarietà

Come ben sappiamo, i navigator sono stati introdotti dal nuovo Governo come tassello importante del Reddito di cittadinanza. Il loro compito è quello di guidare i beneficiari del sussidio economico, nella ricerca di un lavoro. Sono dunque dei tutor con il compito di seguire passo dopo passo i titolari del sussidio economico, con lo scopo di inserirli o reinserirli nel mondo del lavoro. Tuttavia non tutti concordano sul reale bisogno e sull’effettiva utilità di queste nuove figure professionali. Vincenzo De Luca è uno di questi. “Il destino dei navigator è il nulla” parole pesanti espresse dal Presidente. Secondo il suo punto di vista, è vero che questi giovani lavoreranno per due anni circa, ma dall’altra parte è pur vero che sono destinati a diventare precari, andando ad incrementare notevolmente le fila dei lavoratori temporanei. Una sorta di illusione che si vuol dare ai tanti giovani alla ricerca di un’occupazione stabile.

L’utilità dei navigator nel mondo del lavoro

L’utilità stessa di questa nuova categoria di lavoratori è stata poi messa in discussione. “La verità è che stiamo parlando di una grande boiata e di una imbecillità totale”, e le parole di De Luca si fanno ancor più dure. Quest’ultimo sostiene che i navigator non sono effettivamente utili ed indispensabili, in quanto andranno ad aumentare il numero dei precari in Italia, senza risolvere in alcun modo la situazione lavoro presente nel nostro Paese. Inoltre, oggi in Anpal sono già presenti centinaia di giovani che sono a loro volta precari. La misura varata dal Governo andrà a creare precari su precari, aumentando il lecito malcontento dei cittadini che non si vedono garantire alcun futuro. Del resto la posizione dello stesso De Luca è apparsa chiara già qualche mese fa, quando su Facebook postava: “Navigator? No al nuovo precariato. Stabilizzare i dipendenti a tempo determinato dell’Anpal ed utilizzare quelle risorse per incrementare il reddito di cittadinanza”.

La Campania non ha aderito al progetto navigator

Proprio per dire no ai lavori temporanei, la Regione Campania non ha aderito al progetto navigator istituito dal Governo. L’incarico lavorativo di queste nuove figure, ha una durata di due anni, fino al 30 aprile 2021 con contratto a tempo determinato. Questo significa che al temine dei due anni, i giovani ritorneranno ad essere senza un posto di lavoro, ricollocandosi nella posizione di partenza. Per evitare tutto questo, Palazzo Santa Lucia a Napoli ha rifiutato la collaborazione per il progetto navigator in Campania. De Luca sottolinea che questo non vuol dire togliere ai campani la possibilità di lavorare, ma semplicemente dire no ad una nuova forma di precariato che non porta a nulla di concreto.

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