Non ti piace il lavoro nero ma preferisci il “Bianco Lavoro”? Secondo Facebook sei razzista e discriminatore

La incredibile vicenda del post pubblicitario di Bianco Lavoro bloccato su Facebook, poiché nelle immagini appare la parola “bianco” e non anche un altro colore

Ebbene è proprio così, abbiamo pubblicato un post sponsorizzato su Facebook per promuovere il Master online in Risorse Umane Bianco Lavoro. Inserito alcune immagini con il nostro logo e via su Facebook. Per i primi due giorni tutto ok, arriva poi la notifica che avverte che il post è stato rifiutato e bloccato, specificando che la causa sono immagini “discriminatorie”.


Ecco la motivazione: Facebook non consente le inserzioni che discriminino illegalmente potenziali acquirenti o affittuari in base a caratteristiche personali come razza, etnia, colore, nazionalità, religione, età, genere, orientamento sessuale, identità di genere, stato familiare o civile, disabilità, patologie o malattie genetiche.”

In pratica da Facebook (o meglio, a questo punto ancora il loro algoritmo) ci da dei razzisti, così gratuitamente. Ecco le immagini “incriminate”:

le immagini “discriminatorie”

Le immagini sono regolarmente acquistate da un servizio di photo stock cui siamo abbonati ed analizzandole attentamente non abbiamo trovato alcun elemento che possa far anche lontanamente pensare a qualcosa di discriminatorio. Si pensa quindi ad un tipico “falso positivo” del sistema automatico. Anche se sentirsi dare dei “razzisti”, seppur da un sistema automatico, non è davvero piacevole.

Compiliamo così, diligentemente, il form di richiesta di revisione manuale. Nessuna risposta per giorni, il post continua ad essere bloccato, fino a quando finalmente riesco a chattare con l’assistenza di Facebook Ads. Trovo in chat una persona molto gentile (questo è da ammettere), ma la discussione può essere solo in inglese, ok. Il referente Facebook fa un controllo e mi dice che il post è discriminatorio perché nell’immagine appare la parola “bianco” di Bianco Lavoro… e mi chiede cosa intendiamo per Bianco! Scrive in inglese: “Could we know what do you mean by White Work? Are you referring to White Collar Jobs? “.

Spiego che Bianco Lavoro è un sito web, un brand con marchio registrato da oltre 10 anni, quindi la parola “bianco” non si riferisce alle persone, ma al lavoro. Spiego che “lavoro nero” (“black job” letteralmente) in italiano significa: lavoro illegale. Inoltre aggiungo che la pagina “Bianco Lavoro” su Facebook è attiva dal 2009! Dico anche (con gentilezza, giuro) che se hanno dei colleghi italiani nel team possono spiegargli facilmente che Bianco Lavoro non vuol dire che ci riferiamo alle persone bianche e che non potevamo chiamare il brand “lavoro nero” o qualsiasi altro colore.

Bene, sembra aver capito, prende un po’ di tempo e poi chiede: “is it possible to replace this word with another word?” (traduzione: è possibile sostituire questa parola con un’altra parola?). In pratica chiede di cambiare la parola “Bianco” di “Bianco Lavoro” con un’altra parola… o colore forse. Boh.. “Giallo Lavoro”? “Lavoro Arcobaleno” Grigio Lavoro”? Davvero non so.

Dico che questo non è assolutamente possibile, il sito biancolavoro.it fa milioni e milioni di visite, è online (ed è un marchio registrato) da oltre 10 anni e non posso così su due piedi cambiare il nome del brand perché Facebook pensa che “bianco” sia discriminatorio. Allora, sempre con gentilezza mi scrive che per il momento non può riattivare il post, ma mi assicura che ci penseranno e mi daranno un riscontro al più presto. Ora siamo quindi in attesa.

Devo ammetterlo, la cosa che rode di più è sentirsi dare dei razzisti. Ma è anche frustrante dopo aver spiegato nel dettaglio come stanno le cose ad un “umano” non aver ancora risolto ed aver avuto come unica soluzione quella di sostituire la parola “bianco” con altra parola! Infatti finché era in gioco solo la parte “automatica” c’era la giustificazione “ok, è un Intelligenza Artificiale, non può essere intelligente come una persona” e ci passiamo su. (Ma, tra parentesi, è anche il motivo per il quale non affiderei mai alcun servizio al 100% alle intelligenze artificiali).

Ma quando anche parlando con gli “umani” la situazione non si sblocca e si continua ad avere nel pannello di Facebook l’avviso che si ha il post bloccato perché “discriminatorio”, la frustrazione sale. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, credo tuttavia che per situazioni così delicate Facebook debba guardarsene bene dal dare del “razzista” a qualcuno (senza peraltro nemmeno usare il condizionale), in molti Paesi è anche reato (diffamazione).

Aggiornamento 1 Maggio 2020:

Dopo 5 giorni di attesa, richiesta revisione e chat senza esito… un’ora dopo la pubblicazione del post (ma magari è una coincidenza) è arrivata la email di Facebook: Il post è riattivato! La parola “bianco” non è più discriminatoria 🙂 EVVIVA!