Pace fiscale: approvata la rottamazione multe, bollo auto, Imu e Tasi

Il Decreto Crescita vara la nuova rottamazione di multe, bollo auto, Imu e Tasi. Tale misura si riferisce alle imposte locali dei Comuni che hanno affidato la riscossione a società private. La disciplina dei termini e modalità di adesione spetta agli enti locali.

Il Decreto Crescita ha varato la nuova rottamazione per quanto riguarda le multe, il bollo auto, Imu e Tasi. Regioni, Province e Comuni hanno ora la possibilità di usufruire della pace fiscale sia per le entrate tributarie che non. Ecco di cosa si tratta e quanto previsto dalla misura.


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Pace fiscale: la rottamazione multe, Imu, Tasi e bollo auto

Il Decreto Crescita ha varato la rottamazione di multe, bollo auto, Imu e Tasi delle imposte locali, riguardante quei Comuni che nel corso degli anni passati non hanno affidato ad Equitalia o ad Agenzia Entrate Riscossione (Ader) la riscossione stessa. Nello specifico, l’art.15 del Decreto Crescita è andato a riproporre la rottamazione relativa alle ingiunzioni degli enti territoriali come Regioni, Province e Comuni, andando ad adottare la vecchia disciplina e soprattutto lasciando libera scelta agli enti locali di aderire o meno alla pace fiscale. Ricordiamo che la rottamazione era stata già disciplinata per gli enti che avevano deciso di affidare la riscossione ad Equitalia o Agenzia delle Entrate, mentre per quelli che avevano deciso di affidare la riscossione e società di carattere privato, la questione non era stata trattata.

Pace fiscale ed eliminazione delle differenze di trattamento

Con la nuova misura di rottamazione presente nel Decreto Crescita, è possibile ampliare lo spettro della pace fiscale ed eliminare le varie differenze nel trattamento dei soggetti. Ci riferiamo alle differenze di trattamento nei confronti dei cittadini residenti nei Comuni che hanno affidato la riscossione esattoriale a società private, rispetto a quelli residenti nei Comuni che hanno affidato la riscossione all’Agenzia delle Entrate Riscossione. Inoltre, gli enti locali, hanno avuto a disposizione 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto Crescita, per la comunicazione tramite i propri siti internet, dell’interesse o meno ad aderire alla pace fiscale tramite la rottamazione di multe, bollo auto, Imu e Tasi.

Quali sono le tipologie di imposte da poter rottamare?

Vediamo ora quali sono le tipologie di imposte che possono essere rottamate. La nuova rottamazione si riferisce alle cartelle esattoriali ed alle ingiunzioni, sia di natura tributaria che non, notificate nel periodo di tempo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Dunque, ci riferiamo a tutte le imposte di carattere locale, con l’esclusione di:

  • somme a titolo di recupero di aiuti dello Stato di carattere illegittimo;
  • tutti i crediti derivati da varie procedure di condanna da parte della Corte dei Conti;
  • tutte le sanzioni di carattere penale;
  • tutte le sanzioni diverse da quelle contributive e tributarie.

Sono questi i casi in cui non è prevista e non si può applicare alcuna rottamazione.

Pace fiscale: il caso delle multe stradali

Come affermato, rientrano nella pace fiscale e rottamazione, le sanzioni e gli interessi stessi. Un discorso e trattamento differente è previsto per quanto riguarda le multe stradali. In questo caso, la rottamazione stessa prevede il solo annullamento ed azzeramento degli interessi di mora, mentre non viene annullata la multa. La sanzione dovrà comunque essere pagata per intero dal soggetto.

Come poter aderire alla rottamazione

Le modalità e termini per poter aderire alla rottamazione, sono disciplinati e comunicati dagli enti locali come i Comuni stessi. Infatti, il recente Decreto Crescita ha affidato ai vari Comuni, il compito di andare a disciplinare tutti gli aspetti di carattere applicativo della sanatoria. Saranno dunque i Comuni a dover comunicare ai cittadini i termini e le condizioni di adesione. Nello specifico, agli enti locali spetta la disciplina:

  • del termine relativo alla presentazione della domanda connessa alla rottamazione;
  • il numero totale delle rate previste, ricordando che la scadenza finale non deve andare oltre settembre 2021;
  • il termine entro cui, l’ente locale oppure il concessionario abilitato è tenuto a comunicare tutti gli importi dovuti al debitore stesso.

Cosa molto importante per i debitori è ricordarsi, che non sarà assolutamente tollerato alcun ritardo nei pagamenti delle rate dovute. Per perdere tutte le agevolazioni e sconti previsti dalla rottamazione, basterà anche un solo giorno di ritardo nei pagamenti. In tal caso non potranno più essere richieste agevolazioni o sconti per quanto riguarda il debito residuo.

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