Partita Iva 2020: le novità su contributi Inps e Naspi

Le novità relative alle Partite Iva 2020 con contributi Inps gestione separata al 25% e la questione Naspi per i collaboratori a progetto

Sono state introdotte differenti novità per quanto riguarda la partita Iva 2020 ed i vari professionisti. Lo scopo è sempre quello di agevolare tali categorie, con una diminuzione del carico fiscale. Vediamo cosa cambia in materia di contributi Inps e Naspi per i collaboratori a progetto.


Manovre a sostegno dei professionisti con partita Iva

partita iva 2020

Il Governo Conte bis, sta lavorando a tutta una serie di misure atte a favorire i contribuenti, con particolare riguardo per i professionisti. Lo scopo è quello di agevolare anche le partite Iva 2020, con un alleggerimento del carico fiscale che grava sulle spalle di professionisti ed aziende. Per far riprendere l’economia ed incentivare i giovani a diventare imprenditori, bisogna anche adoperarsi in maniera tale da garantirgli un futuro fatto non solo di tasse. Confermata l’aliquota contributi Inps al 25% e novità per quanto riguarda le partite Iva collaboratori a progetto.

Le novità relative alla partita Iva 2020

La Legge di Bilancio ha confermato tante misure ed introdotto altre di nuova generazione. In particolare c’è stata la conferma della flat tax 2020 ed anche la riduzione dei contributi previdenziali dovuti dai titolari di partita Iva all’Inps, in quanto iscritti alla gestione separata. Dunque, per queste particolari categorie di lavoratori è stato confermato il blocco del progressivo aumento delle aliquote relative alla gestione separata oltre all’abbassamento dell’aliquota gestione separata professionisti, anche per il 2020. Infatti, il Governo ha confermato la riduzione dell’aliquota relativa alla gestione separata al 25%. Non è tutto, in quanto ha confermato anche la flat tax professionisti 2020. Dunque, tutte misure ed agevolazioni economiche a favore dei possessori di partita Iva e professionisti.

Novità partita Iva collaboratori a progetto in Naspi

Per i collaboratori a progetto o cocopro, non c’è stato ancora il passaggio dalla gestione separata alla gestione ordinaria Inps. Infatti, la Legge di Bilancio 2020 non ha modificato ancora nulla a riguardo. Cosa significa questo? In parole molto semplici vuol dire che i collaboratori a progetto devono aspettare ancora per avere diritto alle medesime prestazioni di cui beneficiano i lavoratori dipendenti, come ad esempio la malattia, la maternità, la Naspi. Tuttavia, ad oggi, i collaboratori hanno diritto alla Dis-coll, ossia l’indennità di disoccupazione pensata per i collaboratori a progetto, occasionali, collaboratori coordinati e continuativi, borsisti, dottorati di ricerca e tanto altro. Tuttavia, lo scopo del Governo resta quello di equiparare i diritti di tutti i lavoratori, ovviamente questo richiede del tempo.

Altre agevolazioni per i professionisti

Come accennato, la Legge di Bilancio ha effettuato un vero e proprio restyling delle agevolazioni destinate alle varie imprese, oltre ad aver introdotto nuove formule. In particolare, per i professionisti con partita Iva che dal 1° gennaio di quest’anno decidono di investire in beni strumentali, è prevista la trasformazione in credito d’imposta del vecchio super e iper ammortamento. Non è tutto, in quanto anche chi opera nel regime forfettario, avrà la possibilità di usufruire di queste misure. Ed ancora, novità per quel che riguarda il credito d’imposta ricerca e sviluppo e la reintroduzione dell’ACE Aiuto alla Crescita Economica. Di fatti, lo scopo primario resta quello di pensare a delle misure in grado di agevolare la ripresa economica, facilitando il lavoro delle imprese e dei professionisti, senza che questi siano penalizzati dal sistema tasse.

Il nuovo regime forfettario 2020 per le partite Iva

Dall’altra parte, non bisogna dimenticare l’introduzione di nuovi requisiti e limiti per accedere al regime forfettario 2020. In particolare, le partite Iva che potranno accedere al regime fiscale agevolato, dovranno rispettare due criteri, ossia

  • non superare il limite di 20 mila euro lordi all’anno per compensi dati ai dipendenti o collaboratori;
  • non superare i 30 mila euro di ricavi, derivanti da lavoro dipendente o assimilati.

Nel caso in cui questi requisiti non siano rispettati, non sarà possibile accedere al nuovo regime forfettario, oppure ci sarà l’esclusione di chi è già dentro questa particolare forma di agevolazione economico-fiscale.

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