Pensione anticipata: le novità su Quota 41, 100 e Quota 100 rosa

Le ultime novità relative alla pensione anticipata con Quota 41, 100 e Quota 100 rosa a favore delle donne

Continuano le trattative per avviare una decisiva ed efficace riforma pensioni. Il Governo è in contrattazione con i sindacati, che oltre ad avanzare proposte ed idee, cercano di garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori. Lo scopo resta quello di superare la riforma Monti-Fornero, troppo rigida e penalizzante. Proposte di pensione anticipata.


Le trattative per la riforma pensioni

Pensione anticipata

Il tavolo delle trattative tra le varie forze politiche ed i sindacati dei lavoratori è ormai avviato. L’obiettivo è quello di lavorare ad una riforma pensioni efficace e di grande valore. Il tutto per superare la formula Monti-Fornero, considerata non idonea all’attuale scenario lavorativo e previdenziale. I riflettori sono puntati sulla pensione anticipata ed altre soluzioni in grado di garantire ai lavoratori, che si apprestano ad uscire dal mondo del lavoro, tutte le garanzie di cui necessitano. Orietta Armiliato, l’amministratrice del CODS (Comitato Opzione Donna Social) ha chiesto ai sindacati di sostenere la proposta Quota 100 rosa, a favore delle donne e del lavoro di cura.

Questi si sono dimostrati aperti ed interessati a tale opzione, in quanto il lavoro svolto dalle donne, deve essere valorizzato e sostenuto. Il discorso è aperto per quanto riguarda Quota 41 e 100, che ormai si avvia alla scadenza.

La pensione anticipata con Quota 100 rosa

Una delle formule che potrebbe essere introdotta nella riforma previdenziale è Quota 100 rosa. Questa, consente di accedere alla pensione anticipata con 36 anni di contributi e 62 anni d’età anagrafica, andando a valorizzare per fini previdenziali anche il lavoro di cura svolto dalle donne. La misura potrebbe essere un primo step per garantire la tanto attesa e promessa flessibilità. I sindacati sostengono che per la pensione delle donne, bisogna garantire delle misure tali da poter uscire dal mondo del lavoro a 62 anni, anche con pochi contributi versati. Di fatti, il problema connesso al mondo femminile è proprio quello di arrivare a fine carriera professionale con una contribuzione misera a causa di lavori discontinui e precari.

Certo, Quota 100 rosa è un buon trampolino di lancio, ma non basta, bisogna puntare più in alto. Queste sono state le parole di Ghiselli della Cgil.

Pensione anticipata con Quota 41

Altro nodo resta quello di Quota 41, su cui si sta ancora discutendo per cercare di capire quanto tale misura possa essere utile o meno. Questa formula, permette di andare in pensione a 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età. Di conseguenza, saranno avvantaggiati i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno incominciato a lavorare in età giovanissima. Ma non solo, in quanto possono accedere alla misura anche coloro che nella loro vita professionale, hanno svolto lavori gravosi ed usuranti, come ad esempio il lavoro notturno. Il Governo punta ad ampliare la platea dei beneficiari di tale misura, andando ad abolire determinati paletti.

Tuttavia, la questione è ancora aperta, cercando di accordare nel migliore dei modi le varie parti chiamate in causa, garantendo il rispetto dei diritti dei cittadini.

Pensione anticipata e Quota 100

La pensione anticipata con Quota 100 si avvia alla sua scadenza, in quanto come ben sappiamo si tratta di una misura puramente sperimentale. Ne deriva l’esigenza sempre più imminente di pensare ad un post Quota 100. Nel 2021 questa tipologia di pensione anticipata non sarà più attiva. Ricordiamo che questa, attualmente permette di uscire dal mondo del lavoro con almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età. Serve una nuova riforma in grado di garantire maggiore flessibilità, prendendo in considerazione altre variabili come ad esempio: l’aspettativa di vita, l’adeguamento dell’anzianità contributiva e tanto altro ancora. Tra polemiche e consensi, Quota 100 ha fatto il suo ingresso nel mondo previdenziale, permettendo a tanti lavoratori di accedere alla pensione anticipata ed abbandonare il lavoro con qualche anno di anticipo. Ciò nonostante bisogna continuare a lavorare per mettere al servizio dei cittadini una nuova riforma previdenziale.



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