Pensione e Naspi: come viene calcolato il periodo di disoccupazione

La Naspi contribuisce al calcolo della pensione, grazie ai contributi figurativi che l'Inps versa al soggetto beneficiario della disoccupazione in tale periodo. Vediamo di cosa si tratta.

L’indennità di disoccupazione Naspi, nella generalità dei casi, contribuisce perfettamente al raggiungimento della pensione. Vediamo in maniera più approfondita di cosa si tratta.


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La Naspi contribuisce al raggiungimento della pensione

Nella generalità dei casi, l’indennità di disoccupazione Naspi contribuisce al raggiungimento della pensione in quanto al soggetto in questione sono versati dei contributi figurativi. Stiamo parlano di contributi utili al raggiungimento della pensione, versati direttamente dall’Inps al soggetto in questione, beneficiario dell’indennità di disoccupazione. Dunque, l’Inps versa i contributi al soggetto anche nel periodo in cui questo beneficia della disoccupazione. Questo è molto utile, in quanto non si fa perdere al soggetto lavoratore, il periodo legato alla Naspi.

Il diritto alla pensione: cosa contribuisce al suo raggiungimento

I contributi figurativi, versati direttamente dall’Inps durante il periodo di Naspi, sono utili al raggiungimento ed al calcolo della pensione. In particolare:

  • Sono utili per quanto riguarda il raggiungimento della pensione di vecchiaia. In tal caso, per il biennio 2019 – 2020 è chiesta la contribuzione minima di 20 anni ed età minima di 67 anni, è inoltre richiesto un assegno superiore di 1,5 volte l’assegno sociale per tutti coloro che non hanno contributi al 31 dicembre 1995.
  • I contributi figurativi sono utili al raggiungimento della pensione anticipata. I requisiti necessari per questa sono di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di retribuzione per gli uomini. Per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, è necessario che almeno 35 anni siano conteggiati al netto, per i periodi di malattia e disoccupazione non integrata.

Quando i contributi figurativi non sono utili alla pensione

Bisogna sottolineare che, i contributi figurativi non sono utili per quanto riguarda il raggiungimento della vecchia pensione di anzianità ed a tutte le deroghe alla legge Fornero, basate su tale tipologia di pensione. Parliamo ad esempio di Opzione donna, in cui si richiede per tutte le pensioni di anzianità e pensioni anticipate, il requisito necessario di 35 anni di contributi, calcolati al netto relativi ai periodi di malattia e disoccupazione (questo per tutti gli iscritti all’Associazione generale obbligatoria). Ed ancora, per tutti i giovani assicurati dal 1996, i contributi di disoccupazione, non sono e non possono essere adoperati come tutti gli altri contributi figurativi per:

  • il perfezionamento dei 20 anni di contribuzione necessaria per ottenere la pensione anticipata a 64 anni di età anagrafica.
  • Il perfezionamento dei 5 anni di contribuzione necessaria per raggiungere la pensione di vecchiaia a 71 anni di età.

L’ammontare della pensione in Naspi

Vediamo ora l’ammontare della pensione in Naspi, ossia legata ai contributi figurativi versati dall’Inps. Bisogna tenere in conto che, se la retribuzione pensionabile prima dell’indennità di disoccupazione è elevata, potrebbe abbassarsi con i contributi figurativi Naspi. In una circolare emanata dall’Inps, si legge che, i contributi figurativi per quanto riguarda la disoccupazione, non si basano sempre sull’imponibile posseduto dal soggetto lavoratore, se non entro una ben determinata soglia limite (per il 2019 fino a 1.860,26 euro). La retribuzione pensionistica in riferimento ai contributi figurativi in Naspi, può essere riconosciuta entro il limite di 1,4 volte l’importo mensile della Naspi stessa.

Calcolo dei contributi figurativi su Naspi

Il calcolo dei contributi figurativi per il periodo di disoccupazione Naspi, si misurano eseguendo alcuni calcoli. Vediamoli in dettaglio:

  • Per prima cosa, bisogna identificare l’imponibile mensile medio, in riferimento agli ultimi 4 anni
  • Nel caso in cui l’imponibile medio è inferiore a 860,26 euro mensili, per il calcolo dei contributi figurativi, bisogna moltiplicare l’imponibile per l’aliquota contributiva attualmente vigente del 33%
  • Nel caso in cui l’imponibile medio supera i 860,26 euro, l’imponibile deve essere ridotto a tale somma, diventando di 1.860,26 al mese, mentre i contributi devono essere sempre calcolati, moltiplicando questo ammontare per l’aliquota contributiva vigente del 33%

Tuttavia, in questo caso, il soggetto, se la pensione si abbassa calcolando il periodo di disoccupazione, per non peggiorare la sua “situazione pensionistica” può decidere di neutralizzare tale periodo.

La Naspi ed il calcolo contributivo della pensione

Come si legge dalla circolare Inps, per quel che concerne l’ammontare della pensione soggetta al calcolo contributivo, bisogna tenere di conto alcune cose. Nello specifico caso in cui la retribuzione figurativa supera il massimale, questo stesso massimale va a costituire la base di calcolo per quel che riguarda i contributi in Naspi. Inoltre, i contributi figurativi vanno sommati al montante contributivo. In questo caso i contributi figurativi non vanno ad incidere negativamente la quota della pensione calcolata con il metodo contributivo, questo perché si vanno a sommare al montante già posseduto dal soggetto disoccupato.

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