Pensioni: aumento dell’assegno previdenziale fino a 515 euro. A chi spetta?

Aumento delle pensioni fino a 515,07 euro. Ecco di cosa si tratta e chi può beneficiare, rientrando nei requisiti richiesti

Il dibattito sulle pensioni non si arresta. In arrivo aumenti dell’assegno previdenziale fino a 515,07 euro, valore minimo riconosciuto dalla legislazione. Chi sono i pensionati che potranno beneficiare di più denaro? Quando? Quali requisiti bisogna rispettare? Gli aumenti non riguarderanno solo la pensione di invalidità ma anche altri assegni previdenziali. Cerchiamo di fare chiarezza su una situazione molto delicata che coinvolge tanti ex lavoratori.


Aumento pensioni di invalidità civile e non solo

quattordicesima pensione

Il Decreto Rilancio ha stanziato risorse per poter procedere con l’aumento delle pensioni di invalidità civile. L’incremento dell’assegno previdenziale è garantito solo in presenza di determinati requisiti di accesso ed arriva fino a 515,07 euro, valore minimo riconosciuto per le pensioni nell’anno 2020. Secondo questo meccanismo, i trattamenti previdenziali con un importo molto basso, vengono integrati fino al raggiungimento del valore minimo fissato dalla legge. In questo caso, per il 2020 parliamo di 515 ,07 euro. Tale importo ogni anno è rivalutato con tutti gli assegni previdenziali in base all’andamento dell’inflazione. Ad aumentare non sono solo le pensioni di invalidità civile, visto che la soglia minima si applica a tutti gli assegni previdenziali, compreso l’assegno ordinario di invalidità, in presenza di determinati requisiti connessi al reddito.

Quando si può beneficiare dell’aumento delle pensioni

Vediamo di chiarire un fattore molto importante, ossia quando è possibile accedere all’integrazione del trattamento minimo previdenziale? Oltre ai limiti di reddito ben fissati dalla legislazione, molto dipende anche dalla data di liquidazione della pensione, prima o dopo il 1° gennaio 1994. Per accedere all’aumento bisogna rientrare in determinati parametri reddituali, sia in relazione al reddito singolo del soggetto, sia al reddito di coppia nel caso in cui si è sposati. Per i pensionati la cui pensione è stata erogata prima del 1994, si tiene in considerazione solamente il reddito individuale. Ed ancora, bisogna distinguere i casi di integrazione piena della pensione e quelli di integrazione parziale.

Requisiti reddituali per l’integrazione piena

I requisiti legati al reddito, necessari per poter accedere e beneficiare dell’integrazione piena delle pensioni sono:

  • il reddito individuale non deve superare i 6.695,91€ , indipendentemente dall’anno di liquidazione della pensione;
  • reddito di coppia che non deve superare i 26.783,64€ per le pensioni erogate entro il 1994 e non deve superare i 20.087,73€ per le pensioni liquidate dopo l’anno 1994.

Se i soggetti rientrano in questi particolari e specifici requisiti reddituali, possono beneficiare dell’integrazione piena dell’assegno pensionistico, fino a 515 euro.

Requisiti reddituali per l’integrazione parziale

Ci sono dei casi in cui i soggetti, pur superando i limiti reddituali sopra indicati, possono comunque beneficiare di un’integrazione parziale. In questo caso, il reddito deve comunque essere inferire ai seguenti valori:

  • reddito individuale inferiore ai 13.391,82 €
  • reddito di coppia inferiore a 33.479,55€ in riferimento alle pensioni erogate entro il 1994, inferiore a 26.783,64 € per le pensioni liquidate dopo il 1994.

Bisogna ricordare che per le pensioni calcolate con il solo metodo contributivo non è prevista alcuna integrazione dell’assegno previdenziale.

Assegno ordinario di invalidità ed integrazione pensioni

I lavoratori con assegno ordinario di invalidità inferiore al valore minimo di 515,07 euro, hanno diritto all’integrazione fino al raggiungimento di tale somma. Tuttavia, in questo caso, i limiti reddituali da dover rispettare sono differenti rispetto a quelli sopra elencati. Per essere più precisi, l’integrazione piena spetta a coloro che hanno un reddito:

  • individuale inferiore a 11.955,58€;
  • di coppia coniugale inferiore a 17.933,37€

Chi supera questi limiti non ha diritto ad alcuna forma di integrazione, neanche a quella parziale. In ogni caso in riferimento all’assegno ordinario di invalidità, l’integrazione spetta a chi supera la soglia di reddito individuale ma non quella coniugale. C’è un ulteriore condizione da dover tenere in considerazione. L’integrazione in questione non può superare l’importo dell’assegno sociale che per il 2020 ammonta a 459,83€ al mese. Sono queste le condizioni generali che i pensionati devono rispettare per poter beneficiare dell’integrazione previdenziale.