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Pensioni: in 20 anni la spesa è destinata a raddoppiare. Allarme lanciato dall’Inps



L’Inps lancia l’allarme in riferimento al trattamento pensionistico. Nel giro di 20 anni la spesa connessa alla pensione raddoppierà. Ci saranno 5 milioni di lavoratori in meno con altrettante pensioni da dover pagare. Una spesa destinata ad aumentare in maniera considerevole.

quota 100

Pensioni: una spesa destinata ad aumentare

Secondo recenti stime e previsioni, le spese connesse alla pensione sono destinate a raddoppiare nel corso di 20 anni. Questi i dati e soprattutto l’allarme lanciato dall’Inps. Nel 2040 ci saranno circa 5 milioni di lavoratori in meno perché si ritireranno dal mondo del lavoro, con altrettante pensioni da dover pagare. La spesa è destinata ad aumentare notevolmente e Quota 100 così come le altre misure varate dal Governo e connesse al trattamento pensionistico, non cambiano il quadro generale di quello che sarà il futuro. Infatti, nel corso dei prossimi 20 anni, i baby boomers, ossia i nati negli anni ’50 e ’60, figli del boom demografico,  lasceranno il mondo del lavoro per godersi la meritata pensione. Questo significa che ci saranno ulteriori spese da sostenere e pensioni da pagare.

Alcuni dati sulle spese connesse alle pensioni

Per rendersi conto della questione, basta dare uno sguardo al fondo pensioni lavoratori dipendenti(Fpld). Questa è la principale gestione Inps che rappresenta il 45% della spesa pensionistica totale. Tale fondo quest’anno corrisponde 8,6 milioni di pensioni per un valore nominale medio pari a 14.700 euro lordi all’anno, il tutto per un totale di circa 143 miliardi di euro. Secondo i bilanci prospettici dell’Inps, nel corso di 20 anni, le pensioni in pagamento dal Fpld saliranno a circa 9 milioni e 300 mila, registrando un +7%. Si tratterà di assegni pensionistici del valore di 27 mila euro lordi in media, con una spesa che sempre in termini nominali arriverà quasi a 297 miliardi di euro. Ricordiamo che queste proiezioni non includono gli esiti delle ultime misure varate dal Governo in quanto a pensioni, che saranno aggiornati a partire dal prossimo anno.

Spesa pensionistica e transizione demografica

Non solo la spesa pensionistica è destinata ad aumentare notevolmente nel corso dei prossimi 20 anni ma, anche i dati relativi alla transizione demografica sono interessanti. Secondo le proiezioni Istat saranno 18,8 i milioni di italiani che nel 2040 avranno più di 65 anni, circa 5 milioni in più rispetto ad oggi. Dall’altra parte, il numero dei lavoratori attivi scenderà, arrivando a circa 33,7 milioni ovvero 5 milioni in meno rispetto ad oggi. Ciò che sta per accadere in ambito pensioni è chiaro ed evidente. Ci stiamo avviando verso il fenomeno denominato baby boomerang cioè l’effetto negativo del boom demografico registrato negli anni ’50 e ’60. Tutti i nati in quegli anni, hanno ormai alle spalle una lunga carriera lavorativa e presto vorranno godersi la meritata pensione, con ulteriori spese per pagare i loro assegni pensionistici.

Le variabili che potranno incidere sulle future spese pensionistiche

Ci sono delle variabili che potrebbero incidere sul quadro futuro forniteci dalle proiezioni per i prossimi 20 anni. Primo tra tutti il fattore relativo al perdurare o meno della crisi macroeconomica con i suoi effetti, soprattutto per quanto riguarda la produttività stessa. Le scelte di politica economica che si sono avute e quelle che si avranno nel corso degli anni, giocano un ruolo importantissimo in tutto lo scenario finanziario legato al nostro Paese. Altro fattore in grado di incidere è quello relativo al quadro demografico, con un suo peggioramento o miglioramento, tenendo in considerazione anche l’andamento dei flussi migratori. Si tratta di aspetti importanti e da tenere in considerazione, anche se non facilmente prevedibili.

 

 

 

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