Pensioni, tutte le ultime novità sulla riforma

Pensioni, l'allarme della CGIL: "I 40enni di oggi in pensione solo dopo 73 anni". Sulla Riforma pensionistica interviene l'ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero.

L’argomento pensioni continua ad alimentare discussioni e dibattiti politici. In un momento storico in cui il lavoro è sempre più scarso, molti sono quelli che continuano a chiedersi che effetti avrà il precariato e la disoccupazione di oggi sulle pensioni di domani.


andare in pensione

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Pensioni, l’allarme della CGIL: “I 40enni di oggi in pensione solo dopo 73 anni”

Mentre tutti non fanno altro che parlare di Quota 100 e Quota 41, facendo crescere sempre di più l’attenzione sulle misure che attualmente permettono l’uscita anticipata dal mondo del lavoro, c’è chi continua a far leva sui problemi che le nuove generazioni avranno quando toccherà a loro andare in pensione. Disoccupazione, precariato e un mercato del lavoro sempre più privo di sicurezze e tutele sta danneggiando il sistema economico – sociale già adesso e, purtroppo, rischia di ripercuotere i suoi effetti negativi anche sul futuro (pensionistico) dei giovani di oggi.

L’ultima a lanciare l’allarme, proprio in questi giorni, è stata la CGIL, sottolineando i difetti del sistema contributivo che, combinato alle disposizioni vigenti in materia di pensioni, rischia di far andare in pensione i 40enni di oggi solo dopo i 73 anni. La discontinuità degli impieghi, i contratti sempre più temporanei e i periodi di inattività tra l’inizio di un lavoro e l’altro (cosa molto diffusa tra le nuove generazioni) sono tutte situazioni che rallentano il cumulo degli anni contributivi necessari per avere diritto alla pensione.

Questa situazione, se associata all’entrata tardiva nel mondo del lavoro (crescono sempre di più infatti i Neet e l’età in cui si raggiunge una certa stabilità lavorativa è sempre più alta), finisce col rendere incerto il presente e, come ha sottolineato il sindacato, ancora più precario il futuro. La soluzione? Secondo molti sarebbe quella di rivedere la Legge Fornero e mettersi a lavoro su una nuova Riforma pensioni che tenga conto di tutto questo.

Riforma pensioni, il punto sulla Legge Fornero: interviene la Ministra

Sull’eventualità di rivedere la Legge Fornero, proprio in questi giorni, si è espressa l’autrice stessa della Riforma, ovvero Elsa Fornero. Ospite a Unomattina l’ex Ministra ha parlato di quelle che secondo lei sono le vere problematiche dell’attuale sistema pensionistico.

Il sistema pensionistico così come delineato dalla Riforma Fornero si basa sul metodo contributivo. Questo, in pratica, vuol dire che l’assegno pensionistico  di un soggetto sarà proporzionato (in futuro) all’ammontare di contributi versati durante tutta la sua carriera lavorativa. La legge, inoltre, prevede il raggiungimento di un tot di anni contributivi per poter andare in pensione. Anni e contributivi versati sono due requisiti indispensabili per il pensionamento ma, purtroppo, la situazione attuale in cui riversano milioni di lavoratori sembra rendere impossibile il raggiungimento di entrambi.

Alla base del problema, come abbiamo già spiegato sopra, c’è il precariato e le scarse sicurezze contrattuali. In un paese dove i giovani e i meno giovani convivono con l’instabilità lavorativa, di fatto, riesce sempre più difficile raggiungere gli standard minimi per poter godere un giorno di un’assegno pensionistico decente.

Il vincolo della Legge Fornero

Come se non bastasse, inoltre, vi è un vincolo imposto dalla Legge Fornero che rischia di complicare ancora di più la situazione, ovvero quello che “sposta” l’età pensionabile quando il valore dell’assegno pensionistico a cui si ha diritto risulta essere al di sotto di una determinata soglia. La Riforma, in pratica, non permette l’uscita dal lavoro prima dei 70 anni quando versamenti ed anni contributivi danno al soggetto il diritto ad un assegno pensionistico mensile dal valore degli attuali 687 euro.

Interrogata sulla questione, durante la sua ospitata televisiva, Elsa Fornero ha spostato il dibattito sul lavoro, sottolineando come il problema non sia il sistema delineato dalla sua Riforma ma l’instabilità lavorativa con cui molti devono tristemente fare i conti oggi.

Se ad una persona non si offre altro che una vita di lavoro precario e mal pagata è difficile pensare che avrà una buona pensione. Questo è il fondamento del metodo contributivo – ha dichiarato la ForneroIl metodo contributivo dice che la pensione è il riflesso del risparmio obbligatorio accumulato durante la vita lavorativa. Ma il presupposto è una vita lavorativa normale: ma se questo non accade, allora ci vuole intervento di sostegno dello Stato, l’assistenza“. Un’assistenza che, come ha aggiunto la stessa dopo, non può che essere finanziata ricorrendo alla tassazione generale.

Introdurre una flat tax, dunque, sarebbe secondo la Fornero “una sciagura”. Questo perché, ha spiegato, per garantire una pensione dignitosa ai lavoratori di oggi è necessario intervenire sul lavoro ed utilizzare le risorse statali per coprire i periodi di disoccupazione o di assenza di lavoro pagando i contributi via Stato e non – appunto – tagliando le tasse.

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