Perdere tempo sul lavoro? E’ dannoso e stressante

Se qualcuno pensa che perdere tempo al lavoro sia qualcosa di cui approfittare e aiuti a far passare la giornata, si sbaglia di grosso. Le perdite di tempo risultano dannose e stressanti quanto il sovraccarico di lavoro. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Istituto Easypanel per conto del sito e-commerce francese Crucial.fr. su un campione di 1050 dipendenti che lavorano ogni giorno con un computer: quasi la metà (il 43,3%) lamenta di dedicare più di mezz’ora al giorno a incombenze non inerenti al lavoro e non di propria competenza, con conseguente aumento di stress e calo della produttività. Tra le cause maggiori responsabili della perdita di tempo emergono la lentezza delle attrezzature informatiche e la mancanza di comunicazione tra i membri dello staff.


Lavoratore al pc

Il cattivo funzionamento dei vari dispositivi e i “bug” dei sistemi operativi fanno perdere in media 30 minuti al giorno, che però nel corso dell’anno diventano 109 ore, vale a dire quasi tre settimane di lavoro. La conseguenza è l’ abbassamento della produttività e l’aumento dello stress per portare a termine il lavoro. I dipendenti intervistati pensano invece che migliorando l’efficienza delle attrezzature si potrebbero gestire meglio le pause, bere un caffè con i colleghi o avere il tempo per riordinare la scrivania, il che permetterebbe di aumentare le prestazioni e “staccare un attimo” dalla valanga di e-mail e messaggi che inondano la posta elettronica (si calcola che ogni dipendente in Francia ne riceva in media 78 al giorno).

L’altra causa mangia-tempo è rappresentata dalla mancanza di un’efficace comunicazione all’interno dello staff. Il 53,2% degli intervistati lamenta una comunicazione tra i servizi lenta, dispersiva e non ottimizzata eriunioni di lavoro al rallentatore, troppo lunghe e poco efficaci. Basti pensare che, secondo un’indagine condotta dal cabinet Perfony, i manager trascorrono l’equivalente di 16 anni della loro vita in riunioni. Per non parlare dei cellulari aziendali che vengono forniti in qualità di benefit ma diventano un’arma a doppio taglio: la velocità di comunicazione implica che nel momento stesso in cui un compito viene assegnato, esso debba essere eseguito, in tempo reale. Smartphone, tablet, portatili costringono ad una reperibilità continua e diretta e a un’iper-produttività che obbliga a dover sbrigare più incombenze allo stesso tempo. Lo stress aumenta, le giornate si allungano in modo inesorabile causando spesso depressione.

Lungaggini dispersive e poco efficaci dunque, che costano caro all’azienda. Si stima che sia di circa 3.900 euro il costo annuale per ogni dipendente che perde mezz’ora al giorno di lavoro. E che il costo annuale di una riunione di due ore per 200 persone, organizzata una volta alla settimana, sfiori il milione di euro.

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