Pokémon Go: ci si può anche lavorare, a 15 euro l’ora

Pokémon Go diventa un lavoro. Allenatori retribuiti 15 euro l’ora per sviluppare il gioco derivato dall’app più in voga del momento.

Come al solito la realtà supera la fantasia. Una startup Usa ( Niantic) crea Pokémon Go, un’app che in pochi giorni “smuove” migliaia di persone in ogni Paese, che si riversano a caccia di Pokémon, i mostriciattoli virtuali nati negli anni 90 ed evolutisi poi in molteplici forme. Ora giocare a Pokémon Go è diventato un lavoro, retribuito ben 15 euro l’ora (per un massimo di due ore alla volta).  Il primo ad iscriversi al servizio è stato Loris Pagano, impiegato in un fast food ma contemporaneamente “allenatore di Pokémon”, che su ProntoPro.it ha pubblicato il suo annuncio, offrendosi di inseguire, catturare ed allenare i Pokemon. L’idea, decisamente originale, ha avuto subito un grosso seguito e molti altri hanno imitato il ragazzo.


Pokémon GoL’iniziativa nasce dalla diffusione sfrenata di Pokémon Go, app diventata in pochissimo tempo un vero e proprio fenomeno di massa. Solo che non tutti, anche volendo, dispongono del tempo necessario a stare dietro agli animaletti con a capo Pikachu. La vita moderna si sa, per i più non è certo né facile né tranquilla, ed avere del tempo libero per dedicarsi ad attività ludiche è spesso una vera e propria rarità. Perché allora non ingaggiare un professionista del settore? Vero è che, in questo modo, si perde il “gusto” del gioco, perlomeno per quelle ore in cui ci si affida ad un giocatore professionista.

E’ però altrettanto vero che trovarsi un numero maggiore di Pokémon, e magari anche con livelli più alti quando un po’ di tempo per giocare lo si trova, permette sfide migliori, altrimenti non possibili proprioa causa della mancanza del tempo per “coltivare” il game. Insomma, è una scelta con i suoi vantaggi e svantaggi. Una scelta decisamente più ardita e, per così dire, discutibile, l’ha invece fatta un neozelandese che per giocare con la sua app preferita, Pokémon Go appunto, ha addirittura lasciato il suo lavoro. Chissà mai però, che anche lui si trasformi a breve in un allenatore professionista retribuito.