Posso omettere il nome sul CV per non far capire che sono donna?

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro Gent.le direttore di Bianco Lavoro, leggo spesso i suoi articoli, che in generale trovo interessanti. Mi è piaciuto molto quello relativo il colloquio creativo, anche se non applicabile al mio caso specifico. Io sono architetto, ma lavoro come responsabile cantieri, direttore lavori o responsabile sicurezza. Al di …

Leggi tuttoPosso omettere il nome sul CV per non far capire che sono donna?

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro


Gent.le direttore di Bianco Lavoro,

leggo spesso i suoi articoli, che in generale trovo interessanti. Mi è piaciuto molto quello relativo il colloquio creativo, anche se non applicabile al mio caso specifico.

Io sono architetto, ma lavoro come responsabile cantieri, direttore lavori o responsabile sicurezza.

Al di la di questo, il mio maggiore problema è essere totalmente incapace di vendermi.

Pur avendo 10 anni di esperienza, una laurea e tre abilitazioni, cerco invano lavoro da marzo 2011 quando sono stata licenziata dopo un ricovero in ospedale per seri problemi di salute (premetto che ero, come sono sempre stata, a partita iva, senza diritti e quindi l’azienda aveva tutto il diritto di mandarmi via).

Negli ultimi 5 anni ho lavorato esclusivamente in cantiere e di qui mi si pongono dei dubbi.

1) Il primo è relativo al sesso. Spesso non vengo chiamata a colloquio neanche per annunci perfettamente attinenti al mio profilo, e quindi spesso penso sia un problema di sesso, mi chiedevo quindi se potevo ometterlo nel cv, citando solo il cognome ed evitando riferimenti al femminile nella lettera di presentazione (ho conseguito una laurea… ecc piuttosto che sono laureata… ecc).

2) il secondo dubbio è relativo all’abbigliamento. Candidandomi per un ruolo prevalentemente maschile mi sono sempre presentata ai colloqui in modo elegante ma non femminile, ma non so se questo è giusto o meno, non rinnego la mia femminilità, tuttavia spesso vedo che chi mi sta di fronte è già molto condizionato dal mio aspetto fisico. Sono molto minuta e la prima cosa che spesso mi chiedono è come faccia una persona così piccola a farsi rispettare da degli operai…

Di qui addirittura mi chiedo se non sia più corretto, dato il tipo di ruolo, presentarmi in modo affatto non formale, e quindi con abbigliamento casual piuttosto che elegante.

3) L’ultimo, più che un dubbio è una certezza, che vorrei capire come bypassare.

Ho notato che mai nessuna agenzia interinale mi ha proposto per due diverse posizioni.

Le spiego meglio. Sono alla ricerca di lavoro da 6 anni praticamente, pur avendo sempre lavorato infatti, ho sempre anche cercato di fare il salto verso un contratto piuttosto che la partita iva.

Negli ultimi 6 anni appunto, quasi dopo ogni colloquio presso l’agenzia sono stata candidata per l’azienda. Ogni volta, dopo il colloquio, ho risentito l’agenzia interinale e chiesto quale era stata l’impressione, ed escluso un caso, ci sono sempre state risposte positive o molto positive. Il non acquisire il lavoro è dipeso da motivi contrattuali, o economici, o spesso negli anni molto addietro

dalla troppa poca esperienza (spesso interessati dal profilo mi candidavano per lavori dove era richiesta molta più esperienza), o forse, non so se è vero ma è una mia opinione, dal non risultare particolarmente simpatica o piacevole alla prima impressione, al di là delle caratteristiche professionali.

Tuttavia appunto, pur non avendo mai fatto fare brutta figura a nessuna agenzia, esclusa una appunto, non sono mai stata richiamata, sembra che una volta per le agenzia sia sufficiente, dopo

di che finisci in un libro nero e non hai più possibilità.

Ho avuto la prova con una grossa agenzia interinale per la quale ho provato, a distanza di anni, ad inviare il cv con un altro indirizzo e-mail, e mi hanno chiamato. Facendo una ricerca per nome poi

hanno visto che ero già stata nella loro agenzia e neanche a farlo a posta non mi hanno più chiamato. Eppure tra le due candidature erano passati 3 anni.

L’altra cosa che ho notato è che anche chiedendo di essere candidata per posizioni inferiori, si rifiutano.

Io attualmente ho un disperato bisogno di lavorare, e non ho nessun problema ad accettare una posizione per geometra, o con 2 anni di esperienza piuttosto che 5 o 10 ma ogni volta che ho chiesto alle agenzie di candidarmi s sono rifiutate.

Spesso nei siti il cv è visibile, non posso modificarlo a convenienza, omettendo delle competenze, e sarebbe assurdo oltretutto… tuttavia non riesco davvero più a venirmene a capo, io ho 32 anni, lavoro da 10 e mi sono laureata da 8, sono troppo vecchia per entrare nella categoria giovani, troppo giovane per entrare in quella senior.

Io per lavorare sarei disposta a tutto, non a caso vivo a milano senza una famiglia, che è al sud, ma devo appunto comunque almeno sopravvivere e davvero non so più che inventarmi per trovare lavoro.

Cercando sempre di “rispettare” i vari consigli che trovo sui siti, scrivendo le lettere di presentazione quasi volta per volta, avendo anche fatto visionare il cv a diversi consulenti, e accolto osservazioni per migliorarlo, allora suppongo che il mio sia un problema più specifico alla mia situazione e alla mia persona.

Se riesce a rispondermi e darmi qualche buon input le sarei davvero grata.

Saluti

Tiziana A. – Milano

La risposta di Marco Fattizzo, direttore di Bianco Lavoro ed esperto in Politiche del Lavoro

Innanzitutto la ringrazio per la fiducia riposta ed i complimenti, cerco di rispondere punto per punto, cercando di poter andare al nocciolo di ognuna delle tre domande/situazioni.

Eliminare ogni riferimento al fatto di essere donna, mettendo solo il cognome ed evitando riferimenti al femminile? Mi sento di escludere e sconsigliare questa “soluzione”. Primo poiché non sarebbe affatto efficace, se un’azienda è talmente “dura” da non volerla perchè “donna”, farebbe perdere a lei solo del gran tempo in questo modo; secondo: perchè (ma lo dico da uomo, quindi lo prenda con le dovute precauzioni) non accetterei mai di vivere in un Paese dove per lavorare devo omettere il mio sesso per far credere magari di essere dell’altro sesso… pari opportunità non vuole affatto dire questo…

Piuttosto, quello che mi sento di consigliarle è di “convincere” le potenziali aziende che lei è la figura giusta, così com’è. Come? Cerco di dare degli spunti, sarà poi lei a svilupparli. Ad inizio lettera lei scrive che il mio contenuto sul “colloquio creativo” le è piaciuto, ma non è applicabile nella sua professione, bene, probabilmente è vero, si parla infatti di “portare a colloquio” materiale inerente il proprio lavoro e molto più si adatta a lavori artigianali o dove comunque si produce qualcosa di concreto. Ma le offro uno spunto per una soluzione che seppur diversa ha lo stesso obiettivo: far andare l’interlocutore oltre le apparenze che saltano fuori da un freddo CV ed un breve colloquio.

Dal sul CV (che lei ha allegato ed ho quindi attentamente letto) e da quello che scrive mi appare più che evidente che sa fare il suo lavoro ed è una persona in gamba. Non è un complimento gratuito, ma lo deduco da alcuni indizi: si è laureata giovane e già lavorava durante gli studi, ha lavorato per molti anni con partita iva presso lo stesso cliente (ma chiamiamolo pure datore di lavoro) e per la “modalità di contratto” se lei non fosse stata più che all’altezza del suo operato l’avrebbe mandata via molto prima che avesse la sfortuna di avere il problema di salute di cui parla; per ultimo lei è una persona che si mette in gioco ed analizza le situazioni senza andare a “facili conclusioni” ma cercando realmente tutte le strade per arrivare al suo obiettivo. Bene, è questo che deve trasmettere al potenziale datore di lavoro.

Per il come… la butto lì: si faccia una pagina web, un blog; oggi con blogspot o wordpress è tecnicamente semplicissimo e soprattutto assolutamente gratuito (se vuole un dominio suo personale spenderà al massimo 1 euro al mese…). Come “popolarlo” di contenuti? Non faccia l’errore di molti di mettere online una semplice “presentazione”, ma lo renda interessante, scriva dei “post” con dei racconti del suo lavoro, ma anche soluzioni tecniche o di gestione che è riuscita a superare e risolvere. Tutto facendo attenzione a che non risulti una mera “pubblicità” della sua persona, ma sia interessante e coinvolgente per chi si occupa del suo settore. Oltre a dei post “tecnici” in cui parla del suo lavoro può anche inserire sue idee ed opinioni personali circa il mondo del lavoro nel suo settore. In tanti anni di esperienza e di “avventure” professionali, sono certo che ne avrà da scrivere, poi può magari parlare dell’università e delle sue opinioni su università e lavoro… sono ovviamente solo spunti, solo lei potrà decidere la giusta strada da intraprendere.

L’obiettivo? Catturare l’interesse dell’interlocutore, metta il link del sito nel CV, lo mandi per email, lo faccia conoscere; quando il potenziale datore di lavoro avrà letto qualcosa di interessante, vedrà che contattandola, lei non sarà più un “anonimo” CV di una “donna che vuole fare un mestiere da uomini”… conoscendola in questo modo ed avendo avuto oppurtinità di apprezzarla i pregiudizi saranno superati.

Accanto a questo partecipi attivamente a gruppi di di discussione sui social network, in particolar modo Linkedin, intervenga spesso, proponga le sue idee e cerchi di entrare in contatto con i “decision maker” del suo settore.

Negli Stati Uniti (solo per fare un esempio) è prassi assolutamente comune ricercare personale specializzato tra i blogger che parlano e bloggano di argomenti del loro settore.

Che ne pensa? Se decide di seguire questo consiglio, attenzione però, è una cosa da fare in maniera ponderata e professionale, buttare lì due pagine e lasciarle abbandonate a se stesse può sortire l’effetto contrario a quello desiderato. Stesso discorso per l’utilizzo di Linkedin, se lo utilizza solo per “contattare” e proporsi rientrerà automaticamente nella categoria che in gergo è chiamata degli “spammer della candidatura”… deve crearsi un suo spazio e partecipare attivamente.

Studi bene le modalità, le consiglio di dare uno sguardo a questo contenuto: Linkedin per trovare lavoro, una presentazione grafica che è a mio parere la migliore in circolazione sull’argomento.

2) l’abbigliamento… il mio consiglio è sempre lo stesso, vestirsi in maniera ordinata ed assolutamente non stravagante, qualsiasi cosa che eviti di scadere nell’esagerazione. Mi rendo anche conto che per una donna è molto più difficile che per un uomo. Sconsiglio tuttavia di abbigliarsi con qualcosa che non si sente “proprio”… Non so cosa intende lei per “abbigliamento non femminile”, tuttavia quello che bisogna evitare e mettersi qualcosa che “stoni” o dia nell’occhio e faccia magari dire “guarda quella, si veste come un uomo…”. Se posso dire come mi aspetterei io una donna che lavora in cantiere: abbigliamento semplice ed ordinato, non elegante ma curato, jeans (comunque non di “tendenza” tipo quelli che si vedono in giro ora con toppe stravaganti, strappi, tasconi e catene…) e camicia. Ma questa è una mia opinione, è sempre molto soggettivo, ma tenendo presente la regola del non “strafare” solitamente non si sbaglia.

Se poi lei ha paura che l’interlocutore si domandi come una donna minuta possa farsi rispettare dagli operai… tocchi l’argomento per prima, ma non in maniera diretta, arrivandoci per gradi, magari raccontando le esperienze passate e come vede lei la situazione. Insomma… non ci deve mica fare a pugni con gli operai vero?! Non credo che il suo ruolo sia nemmeno urlare più forte di loro… e quindi? Ponga il punto come naturale e facendo sembrare scontato che il problema non esista. Tornando al consiglio di prima… se decide di aprire il blog, faccia un post in cui spiega come “una donna minuta può farsi rispettare dal suo team di uomini”… ha lavorato in cantiere molti anni e certamente si sarà fatta rispettare (altrimenti sarebbe andata via molto velocemente…), spieghi come.

3) All’ultimo punto è molto complesso rispondere, poiché entrano in gioco tantissimi fattori e non sono in grado di dare una risposta univoca, tantomeno una soluzione. Quello che consiglio nei rapporti con le Agenzie per il Lavoro è di essere chiari e trasparenti ed anche parlare dei propri dubbi. Il personale di Agenzia molto spesso è competente e formato a dovere e potrebbe riuscire ad aiutarla ad interfacciarsi con le aziende loro clienti e sue potenziali datori di lavoro. Per permettere all’agenzia di fare questo, quello che deve fare è esporre in maniera concisa e concreta i suoi dubbi ed ostacoli (così come ha scritto in questa email) e chiedere loro un supporto per superarli. Tenga conto anche che è molto probabile che pur presentando il suo CV, il cliente lo scarti dando come motivazione “è un lavoro per il quale cerchiamo un uomo”, a quel punto l’agenzia se lei le ha dato delle valide argomentazioni può “contestare” ed insistere per presentarla al meglio.

Per concludere, non conosco la sua situazione personale e familiare, ma se non ha legami che la “trattengono”, un periodo di lavoro all’estero le gioverebbe moltissimo… anche solo sei mesi o un anno cercando di svolgere una mansione anche se di livello inferiore alla sua qualifica, comunque nello stesso ambito.

Auguro buona fortuna e pur rendendomi conto che l’aiuto che si può dare semplicemente “rispondendo ad una email” e senza conoscere in maniera molto più approfondita le situazioni è piuttosto limitato… spero comunque di averle dato alcuni spunti utili ed un minimo di incoraggiamento.