Proroga dello stato di emergenza: cosa cambia per lavoro, scuola e spostamenti

Prorogato lo stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020. Ecco cosa cambia per i cittadini ed alcune misure per evitare nuovi contagi da Coronavirus

Prorogato lo stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020. Questo, nel caso in cui la curva dei contagi da Coronavirus dovesse tornare a salire, consentirà di emanare ordinanze, decreti e DPCM con valore immediato. Tra gli effetti della proroga: l’anticipo del pagamento delle pensioni, misure per garantire la ripartenza delle lezioni in presenza a scuola, smart working, potenziamento degli ospedali e strutture sanitarie. Ecco le novità e cosa cambia per i cittadini.


Prorogato lo stato d’emergenza fino al 15 ottobre

assistenti civici fase 2 covid

Ufficiale la proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020, grazie all’ok dalla Camera con 286 voti favorevoli, 221 contrari e 5 astenuti. Questo consente al Governo di essere pronto ad intervenire in maniera tempestiva ed immediata nel caso in cui la curva dei contagi da Coronavirus dovesse aumentare. Le scorse settimane sono state caratterizzate da un acceso scontro politico sulla questione. Se da una parte ci sono state approvazioni dall’altra non sono mancate le critiche, le polemiche e l’opposizione a tale linea di pensiero. Questo ha creato anche disordine e confusione a livello informativo. Ecco perché il Premier Conte è intervenuto chiarendo la situazione e spiegando il perché oggi sia necessario prolungare di altri 3 mesi lo stato di emergenza nel nostro Paese.

Che cos’è lo stato di emergenza

Lo stato di emergenza non è il lockdown, si tratta di due cose differenti. Lo stato di emergenza è un provvedimento che delega al Governo poteri straordinari solitamente attribuiti agli enti locali. Questo consente all’esecutivo di intervenire in maniera tempestiva, senza dover attendere gli iter parlamentari, in caso di catastrofi naturali, emergenze sanitarie e pericoli vari, coordinando tutti gli interventi a livello nazionale. Lo stesso premier Giuseppe Conte, con un intervento in aula al Senato ha reso note le motivazioni sul perché sia importante non abbassare la guardia e prolungare lo stato di emergenza. Se questo non fosse stato prorogato, le 38 ordinanze emanate gli scorsi mesi per proteggere la salute pubblica e non solo, avrebbero cessato il loro effetto con i relativi provvedimenti attuativi.

La proroga va a garantire la validità ed il mantenimento delle ordinanze anti Covid e consente al Governo di intervenire in maniera efficace e tempestiva nel caso di un impennata di contagi. Nessuna libertà personale messa in pericolo, c’è solo la volontà di essere prudenti e di prevenire una degenerazione della situazione.

Lo stato di emergenza non è un nuovo lockdown

Va chiarito che stato di emergenza e lockdown sono due cose dverse. Garantire la proroga dello stato di emergenza significa fondamentalmente conservare i poteri straordinari del Governo, che può intervenire con decreti e misure attuative nel caso in cui la situazione sanitaria dovesse peggiorare, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Nessuna restrizione alle libertà personali o “reclusione forzata” nelle proprie abitazioni. La ripartenza continua ma nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza per evitare contagi ancora possibili. La pandemia non è stata sconfitta. Eventuale nuovo lockdown sarà reso necessario solo ed esclusivamente se la situazione dovesse sfuggire di mano, con più contagi capaci di mettere a rischio la salute pubblica.

Piano sicurezza per la scuola

La proroga dello stato di emergenza consente di potersi preparare all’avvio del nuovo anno scolastico in tutta sicurezza. A scuola si dovrà rispettare il distanziamento sociale, ma anche avere i dispositivi per la sicurezza previsti come gel igienizzanti, banchi distanziati, pochi alunni all’interno delle classi, mascherine per professori, ragazzi e personale Ata. Si sta lavorando duramente in maniera tale che a settembre tutto possa essere pronto per ripartire con le lezioni in presenza, senza mai abbassare la guardia e la prudenza.

Agevolare lo smart working

Lo smart working continuerà anche nei prossimi mesi ad essere una forma di lavoro particolarmente sicura ed usata da enti pubblici e privati. Dopo la semplificazione burocratica per avviare questo tipo di lavoro, sono state tante le aziende che hanno e continueranno a prediligere il lavoro da casa, limitando gli spostamenti dei propri dipendenti. Inoltre, il Decreto Rilancio ha riconosciuto il diritto al lavoro agile per tutto il periodo di emergenza, ai lavoratori con figli minori di 14 anni. Si tratta di una nuova filosofia professionale, possibile grazie a dispositivi digitali e tecnologici.

Stop dei collegamenti con i Paesi a rischio

Altra misura preventiva è quella dello stop dei collegamenti tra Italia e Paesi a maggior rischio pandemia. Questo serve per limitare i contagi di ritorno, ossia quelli provenienti da persone che arrivano da Paesi in cui il tasso dei contagi è ancora molto alto. Ed ancora, più sorveglianza e controlli sui migranti. Questi possono essere fonte di ulteriori contagi e dunque un rischio se lasciti senza controllo. Anche il servizio sanitario deve essere potenziato su tutto il territorio nazionale, ed è proprio quello a cui si sta lavorando. Non possiamo più permetterci strutture ospedaliere stracolme con poco personale da poter impiegare.

Pagamento anticipato della pensione

Le pensioni continueranno ad essere erogate con qualche giorno di anticipo, proprio come è avvenuto gli scorsi mesi. Lo scopo è quello di evitare assembramenti, consentendo ai pensionati di poter riscuotere in tutta sicurezza l’assegno previdenziale mensile che gli spetta. Bisogna garantire l’ingresso scaglionato presso i vari uffici pubblici, tra cui anche le Poste. La riscossione anticipata della pensione di agosto è prevista dal 27 al 31 luglio. Ripartenza sì ma in sicurezza, questo fino a quando la lotta al virus non sarà del tutto scongiurata.



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