Riscatto della laurea agevolato: come funziona, quanto costa, a chi conviene

Il riscatto della laurea agevolato può rappresentare un vantaggio per raggiungere i requisiti contributivi necessari alla pensione. Come funziona, quanto costa a chi conviene

Il riscatto della laurea agevolato è stato introdotto nel 2019 attirando l’interesse di molti. Questo serve a raggiungere anticipatamente i requisiti contributivi che consentono di andare in pensione. E’ possibile riscattare massimo 5 anni di studio universitario, mentre eventuali anni fuori corso non sono conteggiati. Tuttavia, la misura in questione non conviene a tutti ed è utile considerare la personale storia contributiva prima di presentare la domanda.


Che cos’è il riscatto della laurea agevolato

riscatto laurea

Il riscatto della laurea agevolato è una misura introdotta lo scorso anno con il decreto 4/2019 successivamente convertito in Legge 26/2019. Questo serve a raggiungere in anticipo il monte contributivo necessario per andare in pensione. Il sistema agevolato, consente di riscattare ogni anno di studio universitario (al massimo 5), escludendo eventuali anni fuori corso. La platea dei beneficiari è stata ampliata, con la concreta possibilità di riscattare anche gli anni di studio antecedenti il 1996, con la clausola che non devono essere stati versati più di 18 anni di contributi sino al ‘95. Il sistema del riscatto light prevede il pagamento di una quota fissa pari a 5.264 per ogni anno da voler riscattare. Così, per riscattare una laurea triennale occorreranno 15.780 euro, mentre per una laurea magistrale 26.300 euro. Ovviamente il pagamento del dovuto può essere rateizzato, così da venire incontro ai richiedenti tale misura.

Come funziona il riscatto delle laurea agevolato

Come la stessa dicitura ci suggerisce, il riscatto agevolato degli anni di studio universitario prevede una semplificazione e costi meno onerosi. Chi decide di riscattare gli anni di studio o parte di essi, per raggiungere i requisiti contributivi necessari alla pensione, dovrà pagare una sorta di quota fissa pari a 5.264 euro per ogni anno da riscattare. Con la procedura ordinaria il costo da dover sostenere per il riscatto della laurea era strettamente connesso al livello degli stipendi percepiti e la spesa totale poteva essere abbastanza elevata. Ora, con la procedura ligth i costi si abbassano e soprattutto non sono più connessi all’ammontare degli stipendi di chi ne fa richiesta. Tuttavia, prima di accedere questa misura è bene farsi due conti e vedere fino a che punto riscattare gli anni di studi universitari convenga. Molto dipende dalla personale storia contributiva e dall’età in cui si è incominciato a lavorare. Il rischio maggiore è quello di pagare senza ottenere la concreta uscita anticipata dal lavoro.

Chi può accedere al riscatto

Ricordiamo che al riscatto della laurea sia ordinario che agevolato, possono aderire tutti, con la possibilità di riscattare anche solo una parte degli anni di studio. Tuttavia questo può avvenire in presenza di due condizioni:

  • nel periodo di studi non bisogna aver versato alcun contributo;
  • al momento della domanda il richiedente deve aver versato almeno un anno di contributi presso l’ordinamento pensionistico a cui è richiesto il riscatto.

Unica eccezione è fatta per gli inoccupati.

A chi conviene riscattare gli anni di studio universitari

Il riscatto non è vantaggioso per tutti. La misura in questione conviene in particolar modo ai soggetti che hanno iniziato a lavorare da giovani, tra i 25 ed i 27 anni, in quanto il riscatto di 5 anni di studio comporta un reale anticipo dell’uscita dal mondo del lavoro. Ed ancora, la misura conviene a chi vuole accedere alla pensione anticipata con Opzione Donna o Quota 100. Opzione donna permette di andare in pensione a 58 anni e 35 di contributi versati. Così, ad esempio, una lavoratrice che alla data del 31 dicembre 2019 abbia compiuto i 58 anni di età ma gli mancano altri 4 anni per raggiungere i requisti contributivi, riscattando gli anni di studio può accedere alla misura. Anche per Quota 100, che consente il pensionamento a 62 anni di età e 38 di contributi, qualcuno potrebbe aver maturato solo il requisito anagrafico ma non quello contributivo. In questo caso il riscatto della laurea potrebbe essere vantaggioso.

A chi non conviene il riscatto della laurea

C’è una platea altrettanto ampia di persone a cui il riscatto della laurea non conviene. Stiamo parlando di chi è ormai vicino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni). Così, un lavoratore che ha raggiunto almeno 20 anni di contributi, iniziandoli a versare prima del 1996 a cui mancano pochi anni per raggiungere la pensione di vecchiaia con calcolo misto, non conviene il riscatto degli anni di studio antecedenti il ‘96, in quanto i requisiti contributivi sono ormai raggiunti. Inoltre, chi ha incominciato a lavorare a 30 anni, non avrebbe alcun beneficio per quanto riguarda l’accesso anticipato alla pensione, cosa che invece andrebbe a vantaggio di chi ha incominciato a lavorare a 25 anni, con un anticipo di accesso alla pensione di 4 anni e sei mesi.

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