Come superare la paura di parlare in pubblico

Prepararsi non basta; per tenere a bada l'ansia, occorre allenare la propria autostima

Torniamo indietro nel tempo e ripercorriamo con la memoria le lunghe ore passate in classe a condividere esperienze e conoscenze con insegnanti e compagni. Alcuni di loro non facevano alcuna fatica a formulare domande o ad esporre la loro opinione, mentre altri non osavano proferir parola. Perché? Quasi sempre perché sopraffatti dalla paura di parlare in pubblico. Che può giocare brutti scherzi anche al lavoro. Diciamolo chiaramente: il public speaking non è una capacità innata, ma un’abilità che si affina e si perfeziona con la pratica. Essere comunicativi non basta: per superare la paura di parlare in pubblico, bisogna lavorare su se stessi, prepararsi e imparare a volersi più bene. E sforzarsi di non pensare alla platea che ci ascolta come ad un corpo ostile, da cui bisogna difendersi.


Perchè parlare in pubblico fa paura

parlare in pubblico

Perché parlare in pubblico fa tanta paura? Perché ci si ritrova inevitabilmente esposti al giudizio degli altri. Chi non ha coltivato la buona abitudine di dire la sua e di ascoltare e rispettare quello che gli altri dicono a loro volta, si è costruito una gabbia da cui farà fatica ad uscire. A restare in silenzio non è necessariamente chi non ha niente da dire; ma chi, molto spesso, non riesce a sostenere il peso degli occhi puntati su di lui (o su di lei) e delle orecchie tese su quello che dice. Soprattutto al lavoro dove il timore del giudizio negativo del capo (o dei colleghi) può portare i più “timidi” a confinarsi in un angolo. E’ un atteggiamento rinunciatario, che a lungo andare genererà malessere e frustrazione.

3 consigli per superare la paura di parlare in pubblico

Chi ha paura di parlare in pubblico, non deve, però, disperare: con un po’ di impegno e applicazione, l’ostacolo può essere superato. Come? Scopriamolo insieme.

Potenziamo la nostra autostima

Non c’è niente da fare: solo se impareremo a volerci più bene e ad avere più considerazione di noi stessi, potremo relazionarci bene con gli altri. E’ una regola che vale sempre (nella vita professionale come in quella privata) e che sancisce la necessità di lavorare molto sulla propria autostima. Le persone che faticano a parlare in pubblico sono, di solito, quelle che tendono a sottostimarsi e a giudicarsi inadeguate e impreparate. E’ un’impostazione mentale castrante che – nel lavoro e nella vita privata – può causare seri problemi. Essere modesti va bene, ma tendere a sminuire sistematicamente il nostro valore è diverso. Per tenere a bada la paura di parlare in pubblico, occorre modificare l’immagine mentale che abbiamo di noi e imparare ad apprezzarci di più.

Prepariamoci per bene

La cosa potrà sembrare banale, ma a rimanere zitti sono anche coloro che non sanno cosa dire. Quando ci prepariamo ad affrontare un incontro di lavoro, che prevede la partecipazione di tante persone a cui dovremo (verosimilmente) esporre un progetto o delle idee, dobbiamo puntare tutto sulla nostra preparazione. Ovvero sulla pianificazione di un discorso ben strutturato. Che non va imparato meccanicamente a memoria, ma fissato nella mente. Con l’ausilio di una scaletta su cui potremo appuntare parole o frasi chiave, che ci aiuteranno a dare sviluppo ai nostri pensieri. Arrivare al cospetto della platea con la consapevolezza di essere preparati sull’argomento che dovremo esporre ci darà la sicurezza di cui abbiamo bisogno per vincere la paura iniziale.

La sincerità paga sempre

Non prendiamoci in giro: la prima volta che parleremo in pubblico, il cuore batterà all’impazzata, la salivazione si azzererà e le gambe inizieranno a tremare. Condividere queste sensazioni con il pubblico che ci sta di fronte potrebbe fare la differenza. Parlare apertamente dell’agitazione e dell’ansia che stiamo provando ci aiuterà ad “esorcizzare” un po’ la paura e ci sgraverà dal peso di dover fingere quella sicurezza e tranquillità che non abbiamo. Ma non solo: la sincerità dimostrata non potrà che essere apprezzata dal pubblico, che tenderà a stabilire un rapporto empatico con noi. Perché? Perché snudando le nostre fragilità, metteremo gli uditori nella condizione di potersi immedesimare con noi. E ci costruiremo una dimensione mentale più confortevole, che ci permetterà di parlare con più scioltezza e tranquillità.

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