Reddito di Cittadinanza: il rapporto Istat sull’andamento della nuova misura

L'Istat ha effettuato un rapporto sul generale andamento del Reddito di Cittadinanza nel corso dei mesi. La maggior parte delle domande è arrivata dal Sud Italia, mentre la zona geografica che risulta essere meno interessata dalla nuova formula a favore dei più deboli è il Nord-Est.

L’Istat ha recentemente presentato un rapporto sul generale andamento del Reddito di Cittadinanza, la nuova misura a sostegno dei più deboli. Il numero delle domande aumenta e la nuova formula risulta essere più vantaggiosa rispetto al vecchio Reddito di Inclusione. La maggior parte delle domande pervenute arriva dal Sud Italia, mentre il Nord-Est risulta essere la zona geografica meno interessata.


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Reddito di Cittadinanza: l’andamento nel corso dei mesi

L’Istat, grazie al rapporto pubblicato lo scorso 10 luglio, ci fornisce dati interessanti per quanto riguarda il generale andamento del Reddito di Cittadinanza. Da aprile a luglio 2019, sono stati circa 737 mila i nuclei familiari considerati idonei alla nuova misura. Nello specifico 561 mila i nuclei familiari risultati idonei ad aprile, per diventare 710 mila a maggio ed arrivare a 737 mila a giugno. Inoltre, se al Reddito di Cittadinanza si aggiunge anche la Pensione di Cittadinanza, il numero dei beneficiari supera i 2 milioni, raggiungendo gli 840 mila nuclei familiari. Attualmente, il numero delle domande effettivamente elaborate è stato dell’89%, dove il 62% sono state quelle accolte ed il 27% quelle respinte.

Il Reddito di Cittadinanza ed il Reddito di Inclusione

Secondo i dati elaborati dall’Istat, il Reddito di Cittadinanza conviene molto di più del vecchio Reddito di Inclusione. Infatti, rispetto ai beneficiari del Rei, quelli del Reddito e della Pensione di Cittadinanza risultano essere più del doppio a fine giugno. Ma non è tutto, infatti la nuova formula di sostegno economico, conviene anche da un punto di vista economico, ossia dell’ammontare dell’assegno mensile concesso ai beneficiari. Se l’importo medio dell’assegno mensile relativo al Reddito di Inclusione era di 292 euro al mese, l’assegno medio, connesso al Reddito di Cittadinanza è di 490 euro al mese. Se scendiamo nei dettagli, l’importo dell’assegno mensile del Reddito di Cittadinanza va da circa 387,25 euro per i single ai 626,32 per i nuclei familiari con 5 componenti, mentre per i nuclei familiari con 6 o più componenti si arriva a percepire un assegno mensile di 617 euro.

Da dove arrivano le domande del Reddito di Cittadinanza?

Diamo ora uno sguardo a quella che è la geografia delle domande relative al nuovo sussidio economico. La maggior parte di queste sono pervenute dal Sud Italia, raggiungendo circa 459 mila nuclei familiari, il tutto contro i 110 mila nuclei del Centro Italia e i 167 mila del Nord. Il Nord Est risulta invece essere la zona geografica italiana meno raggiunta dal Reddito di Cittadinanza, dove in media, le domande respinte superano quelle effettivamente accolte. Infatti, si parla di 130 mila domande inoltrate, dove solo 60 mila sono state quelle accolte. Ricordiamo che per beneficiare sia del Reddito di Cittadinanza che dei Rei, bisogna possedere determinati criteri non solo reddituali ma anche avere una residenza stabile.

Gli esclusi dal beneficio economico

Non tutti riescono a rientrare nei requisiti richiesti per beneficiare dell’assegno mensile. Una notevole fetta di famiglie ed individui resta comunque esclusa per la mancanza di determinati requisiti di carattere puramente burocratico. Gran parte degli esclusi riguarda chi non ha una fissa dimora. Interessante a tale proposito, l’iniziativa lanciata dall’Inps e denominata “Inps per tutti”. Questa mira a dare la possibilità anche ai senza fissa dimora (che hanno diritto al sussidio), di presentare la domanda per il Reddito di Cittadinanza.

Tale progetto partirà in via totalmente sperimentale in alcune città come: Milano, Bologna, Roma e Napoli per poi estendersi su tutto il territori nazionale. Tuttavia, per la buona riuscita del piano è essenziale la collaborazione dei Comuni. Come ci spiega Pasquale Tridico, presidente Inps, l’obiettivo del progetto è quello di raggiungere una platea di 50 mila senza tetto, permettendo loro di inviare la domanda per accedere alle prestazioni di carattere assistenziale o previdenziale.

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