Riscatto della laurea: un successo, presentate 21 mila domande in tre mesi

Il riscatto della laurea ha registrato in soli tre mesi, da marzo ad oggi, 21 mila domande. Un vero e proprio successo, dettato anche dall'introduzione del riscatto degli anni di studio universitari in modalità agevolata, con il pagamento di 5.240 euro per ogni anno da riscattare.

Il riscatto della laurea ha avuto molto successo. Infatti si parla di un vero e proprio boom di richieste presentate in pochi mesi. Sono 21 mila le domande pervenute in tre mesi, cioè da marzo, periodo in cui è stato introdotto il nuovo sistema agevolato ad oggi. Attivo sul sito Inps il servizio “La mia pensione futura”.


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Riscatto della laurea: 21 mila domande in tre mesi

L’opzione riscatto della laurea ha registrato un vero e proprio successo. Basta dare uno sguardo al numero di richieste che i contribuenti hanno inviato nel giro di pochi mesi. Sono 21 mila le domande inviate in tre mesi, ossia da marzo (data in cui è stata introdotta la possibilità di riscattare in maniera agevolata gli anni di studio universitari) fino ad oggi. Di queste, 10.139 domande permettono di accedere al riscatto degli anni di studio universitari in maniera agevolata, il cosiddetto “riscatto low cost”. La maggior parte delle richieste è arrivata da parte dei dipendenti nel settore privato, meno per quanto riguarda i dipendenti nel settore pubblico.

Dati nettamente superiori rispetto alle domande di riscatto relative allo scorso anno. Nel 2018 sono arrivate una media di 2.320 domande al mese, di cui 1.740 dai lavoratori nel settore privato e 580 dai lavoratori nel settore pubblico. Mentre, a marzo 2019 sono arrivate 6 mila domande circa, ad aprile 7 mila ed a maggio 8 mila. Dunque la formula riscatto agevolato ha incentivato i contribuenti a farne richiesta.

Chi può accedere al riscatto della laurea agevolato?

I requisiti che i soggetti interessati al riscatto della laurea in modalità agevolata, devono possedere e soddisfare sono essenzialmente due:

  • il lavoratore interessato al riscatto agevolato deve avere almeno un contributo versato nella gestione Inps dove si intende riscattare gli anni di studio;
  • possono accedere alla misura, i contribuenti che hanno iniziato i loro studi universitari dal 1996 in poi, periodo in cui è effettivamente entrato in vigore il metodo contributivo.

Sono questi i due requisiti fondamentali che i contribuenti devono soddisfare per poter accedere al riscatto della laurea agevolato. Tuttavia, è bene verificare ogni caso, per rendersi conto se effettivamente il riscatto degli anni di studio possa portare grossi vantaggi ai contribuenti oppure è meglio optare per altre formule.

Riscatto della laurea ed anticipo della pensione

Come accennato in precedenza, il riscatto degli anni di studio universitari non comporta vantaggi per tutti. Ogni caso è diverso. Una delle prime cose da analizzare è se il riscatto porta automaticamente all’anticipo della pensione e dunque dell’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Questo dipende da quando il contribuente ha iniziato a lavorare, quindi non è uguale per tutti.

Normalmente il riscatto della laurea porta vantaggi a chi si è laureato in corso ed ha effettivamente incominciato dopo poco a lavorare e versare i relativi contributi. Negli altri casi, tale formula può servire per andare ad aumentare i contributi ma non per una pensione anticipata. La formula “low cost” consente inoltre ai contribuenti che hanno incominciato a studiare dal 1996 in poi, di poter riscattare tali anni spendendo di meno. La quota da versare per ogni anno da riscattare è 5.240 euro (da pagarsi anche in differenti rate), una quota fissa non connessa al proprio reddito.

Farsi un’idea sulla pensione futura può essere utile ai contribuenti

Andare a calcolare l’ammontare della pensione futura, può essere utile ai tanti contribuenti che si trovano a dover operare una scelta relativa al proprio futuro. Per dare una mano ai contribuenti, nell’orientarsi tra tutte le novità introdotte quest’anno in materia di pensione e pensionamenti, ci sono servizi che permettono di calcolare, in base ai dati presenti fino ad oggi e facendo una stima di quelli futuri, la propria pensione futura. Sul sito dell’Inps è infatti operativo il servizio “La mia pensione futura”. Questo, sulla base della personale storia contributiva, permette di stimare la data del pensionamento e l’ammontare stesso dell’assegno pensionistico. Sicuramente non lo prevede in maniera dettagliata,  (nel corso del tempo possono insorgere cambiamenti o può mutare il sistema legislativo stesso), tuttavia è uno strumento utile per iniziare a farsi un’idea generale e prendere le giuste decisioni.

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