Servizio civile universale, ecco come funziona il decreto

Ecco come cambia il servizio civile universale dopo l'approvazione del decreto di riferimento da parte del governo.

È entrato in vigore da alcune settimane, ma non tutti sembrano essersene resi conto: parliamo del d.lgs. 6/3/2017 n. 40, sorto sulla base della legge 106/2016 recante “Delega al Governo per la riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”, la quale aveva attribuito all’esecutivo la delega per poter adottare specifici decreti legislativi per la revisione della disciplina in materia di servizio civile nazionale. Ma quali sono le novità di tale decreto? E cosa cambia?


Cosa cambia con il nuovo servizio civile universale

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.78 del 3 aprile 2017, il decreto apporta numerose novità per poter disciplinare il servizio civile universale: gli articoli in cui è strutturato il provvedimento di legge si occupano infatti di regolamentare l’assistenza, la protezione civile, il patrimonio ambientale e la riqualificazione urbana, il patrimonio storico, artistico e culturale, l’educazione e la promozione culturale e dello sport, l’agricoltura in zona di montagna, l’agricoltura sociale e la biodiversità, la promozione della pace tra i popoli, della non violenza e della difesa non armata, la promozione e la tutela dei diritti umani, la cooperazione allo sviluppo, la promozione della cultura italiana all’estero e il sostegno alle comunità di italiani all’estero.

In particolare, il decreto istituisce la Consulta nazionale per il servizio civile universale, con lo scopo di realizzare un organismo di consultazione, riferimento e confronto in ordine alle questioni concernenti il servizio civile universale.

Di interesse per tutti i giovani che avranno modo di essere coinvolti nel servizio civile nazionale è anche la possibilità di poter disporre di un’attestazione finale che certificherà il proprio lavoro volontario. Ne consegue che il periodo di servizio civile che viene effettivamente prestato dal giovane potrà essere valutato nei pubblici concorsi e potrà permettere l’acquisizione di eventuali crediti formativi per gli studenti universitari. Insomma, una nuova occasione di crescita per tutti i giovani volontari: secondo quanto riferito dallo stesso governo, infatti, il previsto rilascio di un’attestazione finale per i giovani contribuisce “alla crescita di consapevolezza delle proprie capacità e competenze, comprese quelle trasversali, nonché a rendere spendibile l’esperienza maturata”.

In ultimo, il decreto prevede l’ampliamento del numero di giovani che potranno svolgere Servizio civile nel 2017 a circa 50.000 unità, favorendo inoltre l’accesso a questa esperienza anche dei giovani meno favoriti.

Soddisfatti gli esponenti di governo

Numerose sono state le registrazioni di dichiarazioni di soddisfazione da parte di esponenti del governo. Già nello scorso febbraio, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, aveva affermato la propria soddisfazione per una decisione che “è un traguardo di rilievo, onora una promessa fatta ai giovani e consente la partecipazione attiva anche agli stranieri (…) È un passo avanti importante perché con il servizio civile universale si punta ad accogliere tutte le richieste di partecipazione attiva da parte dei giovani, compresi gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, che intendono fare, nel nostro Paese o in uno degli Stati membri dell’Unione Europea, un’esperienza volontaria di indubbio valore formativo e civile, in grado anche di dare loro competenze utili a migliorare la propria occupabilità”.

Simile l’opinione del Sottosegretario al Lavoro con delega a tale provvedimento, Luigi Bobba, che ha espresso “tutta tutta la mia soddisfazione per la conclusione di questo percorso con il quale nasce il servizio civile universale. Un’occasione di formazione personale all’impegno civico, nonché un’opportunità di conseguire nuove competenze in vista di una successiva attività lavorativa”.

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