Assegno circolare: cosa è, come funziona

Come si usa, quanto tempo dura e come funziona l'assegno circolare. Come funziona il pagamento e tutti i dettagli in questa pagina.

A chi di noi non è capitato di sentirsi dire: “Ti pago con un assegno circolare, è ok?”. Dopo un primo momento di spiazzamento (e magari anche di diffidenza) ecco allora che andiamo ad approfondire di cosa si tratta. L’assegno circolare è un mezzo di pagamento molto diffuso e sicuro, sia per chi paga che per chi incassa.  In questa pagina ti parlerò quindi delle caratteristiche dell’assegno circolare di modo che tu possa approcciarti ad esso in maniera sicura, corretta ed informata!


In questo contenuto ti parlerò di tutto quello che c’è da sapere sull’assegno circolare: dalla semplice compilazione ai tempi di accredito, passando per valuta, differenze con assegno bancario e tanti consigli utili per evitare le truffe con questa modalità di pagamento.

Nell’era dei bonifici da smartphone e nelle transazioni con moneta elettronica, parlare in generale di assegno può sembrare obsoleto. In realtà, ancora oggi l’assegno circolare (spesso abbreviato con l’acronimo AC) è una delle forme di pagamento con maggiori garanzie. Nelle prossime righe ti descriverò tutte le caratteristiche di questa specifica transazione finanziaria, fornendoti diversi consigli utili, sia come beneficiario che come richiedente.

Definizione di assegno circolare

L’assegno circolare è un titolo di credito a vista emesso dalla banca che garantisce, a differenza di quello bancario, la certezza di essere incassato. Vediamo nel dettaglio cos’è e come funziona

I soggetti interessati sono due:

  1. l’emittente dell’assegno, che è la banca che si impegna a effettuare il pagamento a vista (che significa che la banca lo pagherà all’atto della presentazione)
  2. il beneficiario, che è il soggetto a cui verrà consegnato o inviato l’assegno e che lo presenterà in banca per la riscossione.

Con il termine assegno circolare si indica quindi un titolo di credito emesso nei confronti di un soggetto, fisico o giuridico, definito generalmente come “beneficiario”. La caratteristica dell’AC è che a emetterlo è direttamente la banca, che in questa specifica transazione assume il ruolo del garante: nei confronti del beneficiario, affinché incassi la somma senza problemi, e ovviamente anche verso il richiedente, sul cui conto corrente deve avvenire il relativo addebito. Affinché possa emettere un assegno circolare, l’istituto finanziario deve avere i seguenti requisiti:

  • Deve godere della qualifica di Banca
  • Deve essere preventivamente autorizzato dalla Banca d’Italia per l’emissione di assegni circolari
  • Al momento dell’emissione, su conto del richiedente, deve esserci la somma indicata sull’assegno
  • L’istituto finanziario deve sottomettere, in conformità alle leggi vigenti, una cauzione che assicura il beneficiario circa l’incasso dell’assegno in qualsiasi circostanza

L’AC, a sua volta, deve contenere una serie di elementi per poter essere definito tale:

  • La dicitura “assegno circolare” deve essere ben evidenziata nel titolo del documento
  • Il nominativo del beneficiario
  • La sottoscrizione da parte della banca emittente
  • La dicitura “da pagarsi a vista”
  • Data e luogo dell’emissione dell’assegno

Si tratta di elementi imprescindibili. Se manca solo uno dei dati sopra elencati, l’assegno non ottiene lo status di “circolare”. Altra cosa importante, l’assegno si considera estinto se girato in favore dell’emittente.

I cardini su cui poggia l’AC, quindi, sono sostanzialmente tre:

  • Il beneficiario, ovvero il soggetto che beneficia della somma indicata sull’assegno, a patto che lo esibisca al momento dell’incasso
  • L’emittente, ovvero la banca che si impegna a versare quella specifica somma al beneficiario all’atto della presentazione (il cosiddetto “pagamento a vista”)
  • Il richiedente, ovvero il correntista che si rivolge alla sua banca affinché emetta l’AC in favore del beneficiario indicato, autorizzando la suddetta al prelievo dal proprio conto corrente

Al fine di renderti più chiaro il concetto, in parole semplici è possibile definire l’assegno circolare come una promessa di pagamento, di quelle che sono mantenute a qualsiasi costo. Come vedrai anche nei prossimi paragrafi, il pagamento avviene ovviamente solo se il beneficiario presenta l’AC entro i termini prestabiliti.

Differenze tra assegno circolare ed assegno bancario “tradizionale

Spesso si parla di assegno in termini generali anche quando ci si riferisce a quello circolare, il che porta a confonderlo con quello bancario tradizionale. Tuttavia, esistendo due denominazioni differenti, appare evidente che delle differenze ci debbano essere.

La differenza sostanziale tra i due titoli di pagamento è che l’AC viene emesso e firmato direttamente dalla banca che lo emette, mentre il secondo porta la firma del correntista. Da un punto di vista formale, anche l’assegno bancario viene emesso dalla banca, ma in questo caso la responsabilità di avere sufficiente liquidità per garantire il beneficiario ricade direttamente sul correntista.

Di conseguenza, tutte le volte che hai sentito parlare di “assegno scoperto”, ovvero un titolo al portatore legato a un conto corrente che non ha l’importo sufficiente per liquidare quanto richiesto, il riferimento era sempre a quello bancario. Come ti ho detto in precedenza, infatti, l’AC garantisce sempre il beneficiario, anche perché al momento dell’emissione la banca non solo si assicura che la cifra sia presente sul conto corrente, ma la “blocca” affinché il richiedente non la possa prelevare anzitempo.

A questo punto però l’interrogativo sorge spontaneo: perché usare l’assegno circolare? In quali casi questa forma di pagamento è prevista?

Devi sapere che, in realtà, sono rari i casi in cui un richiedente ricorre all’AC, perché si tratta di una forma di pagamento che, pur non avendo alcun costo nell’emissione, pretende la massima serietà dal correntista, e oggi purtroppo è merce rara.

Più realisticamente, l’AC è richiesto come garanzia a norma di legge per l’acquisto di beni immobili e/o auto (o qualsiasi prodotto o servizio superiore ai 10mila euro), oltre che per il pagamento di fornitori e consulenti.

Guida alla compilazione dell’assegno circolare

Trattandosi di un titolo che viene emesso direttamente dalla banca, l’assegno circolare non prevede una vera e propria compilazione da parte del richiedente.

Qualora tu voglia avvalerti di questa forma di pagamento, devi seguire questo specifico iter: recati presso la tua banca e chiedo l’emissione di un AC. A quel punto lo sportellista ti rilascia un apposito modulo che tu dovrai compilare, indicando le tue generalità, l’importo da corrispondere e apponendo ovviamente la tua firma. Appena riconsegnato il modulo, la banca verifica che sul tuo conto corrente vi sia la cifra richiesta. Qualora sia necessario, contestualmente alla richiesta di assegno circolare puoi anche fare un versamento sul tuo conto corrente, affinché sia presente la cifra necessaria. A quel punto, valutata l’effettiva presenza dei soldi richiesti, la banca blocca la cifra sul tuo conto corrente e ti emette l’AC. Ricevuto l’assegno, potrai a quel punto consegnarlo al beneficiario e invitarlo all’incasso nei tempi previsti.

Anche se non si tratta di una compilazione vera e propria, l’assegno circolare è composto da una serie di elementi che ne garantiscono la validità. Se ricevi un AC come forma di pagamento e vuoi essere sicuro che sia valido, controlla che abbia:

  • Il tuo nominativo in qualità di beneficiario
  • La dicitura “assegno circolare”
  • La firma della banca che emette l’assegno
  • La promessa di pagamento a vista
  • La somma da pagare, espressa sia a lettere per esteso che in numeri
  • Data e luogo di emissione

Ti faccio inoltre notare un particolare. In un AC può essere indicato come beneficiario una persona fisica (nome e cognome) o giuridica (ragione sociale di una società). In nessun caso, però, il richiedente può auto-indicarsi come beneficiario, quindi questo titolo non può essere emesso “al portatore”.

La firma della banca emittente è obbligatoria in quanto con questa (dove è anche indicata la sede, filiale o agenzia) essa si assume l’obbligo di pagare a vista l’assegno circolare e impegna tutte le altre dipendenze della stessa banca a effettuare tale pagamento alla presentazione dell’assegno.

Modalità di incasso

Dopo tanto agognare, hai fra le mani un assegno circolare, e brami ovviamente dalla voglia di incassarlo. Sotto questo aspetto, ti do una buona notizia: incassare questa tipologia di titolo è davvero semplice. Poniamo che il richiedente abbia emesso un AC attraverso la “Banca X” e te lo consegni successivamente per fartelo incassare. Se sei correntista presso un altro istituto finanziario, che per comodità chiamerò “Banca Y”, potrai recarti comunque presso un qualsiasi ufficio della Banca X e richiedere il pagamento dell’AC, anche se non sei un loro diretto cliente. Non solo: soprattutto in quei casi in cui ti è impossibile incassare i contanti perché l’importo è superiore ai 3000 euro, potrai chiedere alla Banca X che la cifra ti sia interamente versata sul tuo conto corrente presso la Banca Y. Quest’ultima operazione, inoltre, potresti farla presentandoti direttamente nella tua filiale della Banca Y: consegni allo sportellista l’AC, e sarà poi suo compito fare in modo che l’importo sia interamente accreditato sul tuo conto.

Precisazione banale ma doverosa: è evidente che, affinché tu possa incassare l’AC, oltre al titolo dovrai far visionare un tuo qualsiasi documento d’identità in corso di validità, nel rispetto delle normative vigenti. Inoltre, qualora tu fossi impossibilitato a recarti fisicamente in banca per incassare l’assegno, puoi delegare una persona di fiducia, a patto che questa sia minuta di una delega da te firmata con copia fronte retro della tua carta d’identità.

Assegno circolare postale

Da quando Poste Italiane ha deciso di ricoprire anche il ruolo di istituto finanziario ha accolto nel corso del tempo milioni di correntisti. Nonostante ancora oggi vi sono transazioni non disponibili con conto corrente postale (poche, in realtà), Poste Italiane ricopre in toto il ruolo di una banca tradizionale, compresa l’emissione di un proprio AC.

Se vai a vedere nello specifico, in realtà scopri che non ci sono grosse differenze fra un assegno circolare postale e uno bancario: anche Poste Italiane si pone come garante per questa tipologia di pagamento, e rispetta le stesse tempistiche e valuta. Semmai, con Poste c’è un vantaggio aggiunto: l’assegno circolare postale è considerato un credito a vista, quindi il beneficiario può richiedere il pagamento direttamente alla presentazione dello stesso.

Se vuoi provare anche tu a richiedere l’emissione di una assegno circolare postale, sappi che è molto più semplice di quello che pensi. Puoi ad esempio richiedere questo titolo anche se non sei un correntista BancoPosta: ti sarà sufficiente recarti presso un qualsiasi sportello di Poste Italiane, versare i contanti e chiedere la “conversione” di quest’ultimi in AC postale. Qualora tu abbia invece un conto BancoPosta, potrai usare direttamente il carnet di assegni che ti è stato dato all’apertura del medesimo. Ricordati che si tratta di assegni non trasferibili, quindi potranno essere incassati solo dal beneficiario.

La valuta

Come ti ho già sottolineato nei paragrafi precedenti, l’assegno circolare è particolarmente apprezzato dai beneficiari perché si tratta di un titolo di pagamento a vista, ovvero fra la presentazione del documento allo sportello e l’effettivo incasso passa pochissimo tempo. È quindi fondamentale che un AC porti la dicitura “a vista”, altrimenti potrebbe essere considerato nullo. Con i tempi che corrono, è difficile pensare che qualcuno possa mettere un assegno circolare in un cassetto a casa e dimenticarlo lì. Anzi, statistiche alla mano, quasi sempre gli assegni circolari vengono incassati entro le 24 ore successive dall’emissione. Tuttavia, semmai dovesse capitarti, è giusto che tu sappia il tutto fra tempi di incasso e valuta.

A scanso di equivoci, ti ricordo che con il termine “valuta” si indica l’intervallo di tempo che intercorre fra l’addebito effettivo sul conto corrente di un richiedente e l’accredito ricevuto dal beneficiario di un AC. Tali tempi, che indubbiamente costituiscono un vantaggio nel calcolo degli interessi attivi per le banche, in realtà sono previsti dalle normative antiriciclaggio, per evitare finanziamenti a organizzazioni criminali o terroristiche.

Anche nei tempi di valuta l’assegno circolare costituisce un enorme vantaggio. Se un assegno bancario prevede almeno 3 giorni lavorativi per la valuta, quello circolare ne richiede appena uno. Se poi un beneficiario ha la fortuna di “condividere” con il richiedente lo stesso istituto di credito, i tempi sono perfino minori: in questo specifico caso, infatti, la data di emissione coincide con quella di valuta.

Fai attenzione, però, che la valuta non coincide con l’immediata disponibilità delle somme. Anche trascorso il canonico giorno lavorativo per la valuta di un AC, dovrai ancora attendere prima di poter prelevare la cifra dal tuo conto corrente. Tempistiche alla mano, le somme di un assegno bancario sono disponibili entro 5 giorni lavorativi, quelle di un assegno circolare entro 4. In teoria, potresti anche iniziare a prelevare le somme prima dell’effettiva disponibilità, ma questo quasi sicuramente ti comporterebbe delle commissioni da pagare.

Se invece devi ancora incassare un AC che hai ricevuto, ricordati di rispettare queste tempistiche:

  • 8 giorni se luogo di emissione e di incasso coincidono
  • 15 giorni se luogo di emissione e di incasso sono differenti
  • 30 giorni per la decadenza della girata

Se sono passati 30 giorni, tuttavia, sei ancora in grado di incassare l’assegno. L’importante è che non passino 3 anni dall’emissione, periodo oltre il quale l’assegno circolare rientra nella categoria dei titoli “dormienti”. Se un assegno diventa “dormiente”, l’accredito potrà essere effettuato solo dal soggetto emittente, a patto che non siano trascorsi 10 anni.

Come difendersi dagli assegni circolari falsi

Anche una forma di pagamento dalla grande garanzia come un AC ha i suoi lati negativi, seppure non direttamente ascrivibili ai soggetti emittenti. L’assegno circolare viene usato sempre da meno soggetti perché purtroppo è facilmente falsificabile. Del resto, con gli strumenti tecnologici di cui disponiamo oggi giorno, realizzare una perfetta copia di un AC è purtroppo cosa semplice per i malintenzionati.

Fortunatamente, ci sono diversi strumenti per difendesi dagli assegni falsi. La prima cosa che puoi fare, non appena ricevuti un assegno “sospetto”, è chiamare la banca e verificare il cosiddetto “bene emissione”. In questo modo, con l’ausilio della banca, potrai verificare che si tratta di un assegno circolare vero al 100%.

Un altro metodo è quello di usare specifici assegni circolari, dotati di quadri di controllo con cifre da annullare o modificare al momento dell’emissione. Oppure puoi semplicemente compilare dei moduli prestampati che hanno un importo massimo: se devi emettere un assegno circolare da 7000 euro, ad esempio, puoi usare la modulistica che ha come cifra massima 10mila euro.

Altra, ma non meno importante, riguarda gli assegni circolari veri. Affinché non siano incassati da soggetti terzi non autorizzati, puoi spuntare la casella di “non trasferibilità” al momento della compilazione dell’apposito modulo. In questo modo, anche se l’assegno fosse smarrito o finisse nelle mani delle persone sbagliate, non potrebbe essere incassato in nessun caso, dato che l’unico che potrebbe farlo sarebbe il beneficiario.

assegno circolare

Un’ulteriore precauzione consiste nell’utilizzare moduli di carta speciale dove c’è l’indicazione dell’importo massimo (per esempio, un assegno circolare di 6.000,00 euro potrà essere emesso utilizzando un modulo valido fino a 10.000,00 euro). Anche gli assegni circolari possono essere trasferiti mediante girata. Se si teme che l’assegno possa essere smarrito o sottratto si può mettere la clausola non trasferibile che impedisce la circolazione dell’assegno. Solo il beneficiario può incassarlo. In questo caso di parla di assegno non trasferibile.

Quando usare l’assegno circolare e perché

Solitamente l’assegno circolare viene utilizzato nel caso di acquisto di beni di importo elevato tra cui:

  • acquisto di immobili
  • acquisto di beni mobili (ad esempio automobili) di importo superiore ai 10mila euro
  • consulenze e pagamento fornitori
  • acconto (esclusa la caparra confirmatoria)

Cosa avviene quando viene richiesto un assegno circolare

Prima di chiederne l’emissione,  il richiedente deve versare (o avere la liquidità necessaria sul conto corrente che sarà sottratta dallo stesso la momento della riscossione)  il denaro alla banca emittente che a sua volta gli consegna l’assegno circolare. Il richiedente a questo punto indica un beneficiario e glielo consegna. Il beneficiario deve poi presentare l’assegno per il pagamento alla banca emittente, o alla sua banca, e la banca emittente promette di pagare l’assegno al beneficiario.

Le banche che possono emettere gli assegni circolari devono essere in possesso di un apposita autorizzazione della Banca d’Italia, che è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Validità dell’assegno circolare e costi

Quando viene emesso un assegno circolare è frequente che vengano applicate delle commissioni che possono essere:

  • di importo fisso (1,50 Euro per ogni vaglia o modulo emesso)
  • una percentuale in riferimento all’importo dell’assegno

Al momento dell’emissione dell’A/C, di conseguenza, occorrerà recarsi in banca con la somma da versare comprensiva delle commissioni. Per essere validi, secondo la normativa vigente, gli assegni circolari di importo superiore ai 1000 euro devono indicare o il nome del beneficiario oppure la causale e avere la dicitura “Non Trasferibile”.

I termini utili per incassare un A/C sono di 30 giorni dalla sua emissione. Scaduto questo termine il possessore dell’assegno circolare decade dall’azione di regresso.

Tutto più chiaro ora? Pronto ad incassare o pagare il tuo assegno circolare?



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