Home » News Lavoro » cassazione e legge

Bonus 100 euro in busta paga febbraio 2021: che cos’è e chi può averlo?

Bonus 100 euro in busta paga a febbraio 2021, il premio economico destinato ai dipendenti nel settore scolastico che hanno lavorato in presenza a marzo 2020

Condividi questo bel contenuto

Per alcuni dipendenti pubblici lo stipendio del mese di febbraio potrebbe essere più alto. Arriva il bonus 100 euro in busta paga per chi lavora nel settore scolastico ed ha prestato servizio in sede lo scorso marzo 2020. Ecco di cosa si tratta e chi potrà beneficiarne.

Bonus 100 euro nella busta paga di febbraio

Il mese di febbraio per alcuni lavoratori nel settore pubblico sarà particolare, con uno stipendio maggiore. Tutto questo è possibile grazie al bonus 100 euro in busta paga relativo al mese di febbraio 2021. Questo però non sarà per tutti, infatti è destinato solo ad alcuni dipendenti delle istituzioni scolastiche, così come previsto dal Decreto Cura Italia. In particolare il bonus in questione che può arrivare fino a 100 euro si rivolge ai dipendenti scolastici che lo scorso marzo 2020 hanno prestato servizio in sede. Una sorta di premio per aver continuato a lavorare in presenza in piena emergenza sanitaria. Ad affermare tutto ciò è l’articolo 63 del decreto numero 18 del 17 marzo 2020. Una misura davvero importante a favore di coloro che in piena emergenza coronavirus hanno continuato ad uscire di casa per recarsi sul posto di lavoro. A questi spetta una somma di denaro in più che il Governo riconosce e mette in pagamento nel mese di febbraio.

Chi sono i destinatari del bonus?

Come già detto, il bonus 100 euro in busta paga di febbraio 2021 non è per tutti. Il Miur attraverso un comunicato fornisce importanti ed interessanti chiarimenti in merito e spiega perché è necessario tener conto delle tempistiche che dipendono direttamente dalle singole istituzioni scolastiche. Nello specifico questa maggiorazione economica spetta al personale docente ed Ata, ai DSGA e dirigenti scolastici che a marzo 2020 hanno prestato servizio in presenza. Il Miur grazie ad una nota datata 9 gennaio ha reso pubbliche alle scuole le indicazioni necessarie per riconoscere il premio che può arrivare fino a 100 euro in busta paga. Il bonus è destinato ai soggetti con redditi di lavoro dipendente non superiore i 40 mila euro.

A quanto ammonta il bonus?

Il bonus riconosciuto ai dipendenti scolastici nel mese di febbraio, ha un valore massimo di 100 euro e non avrà lo stesso importo per tutti. Infatti, l’ammontare del premio dipende dal numero di giorni di lavoro svolti in sede nel mese di marzo 2020. Le varie istituzioni scolastiche sono tenute a comunicare i dati relativi il personale interessato al bonus in questione. In base ai giorni lavorativi svolti a marzo, si calcola la maggiorazione economica. Le scuole hanno tempo fino al 12 febbraio 2021 per comunicare i dati ed i giorni lavorativi svolti dai propri dipendenti lo scorso marzo.

Quando non si ha diritto al premio economico

Non tutti possono accedere al premio economico in questione. In particolare, come il Miur stesso specifica, il bonus non vale:

  • per i giorni di ferie;
  • malattia,
  • per i giorni in cui il dipendente non ha svolto l’attività lavorativa in sede ma a distanza tramite lo smart workig;
  • permessi retribuiti e non;
  • congedi

Per queste particolari giornate non è riconosciuto il bonus 100 euro in busta paga a febbraio.

Lavorare in piena emergenza sanitaria

Sono diverse le categorie di lavoratori che hanno effettivamente prestato servizio nel periodo di emergenza sanitaria da coronavirus. A questi il Governo ha destinato dei premi in denaro, direttamente accreditati nella busta paga. A febbraio la maggiorazione economica arriva anche per i dipendenti nel settore scolastico. Andare a lavorare nel pieno di una pandemia che a livello mondiale ha fatto e continua a fare tanti contagi non è certo una cosa di poco conto. Certo ci sono state categorie di professionisti che hanno potuto svolgere il proprio mestiere da casa grazie allo smart working, ma altre non hanno potuto farlo continuando a recarsi sul posto di lavoro, mettendo effettivamente a rischio la propria salute.

Condividi questo bel contenuto