Bonus 100 euro per i lavoratori dipendenti: quando e come beneficiarne

Nella busta paga di aprile arriva il bonus 100 euro, destinato ai lavoratori dipendenti che nel mese di marzo si sono recati in azienda

Il Decreto Cura Italia, tra le tante misure a sostegno delle realtà colpite dall’emergenza Coronavirus, ha previsto anche il bonus 100 euro per i lavoratori dipendenti. Si tratta di 100 euro in più nella busta paga di aprile, accreditati direttamente dal datore di lavoro. Il bonus spetta ai dipendenti che hanno lavorato in sede durante il mese di marzo. Vediamo di cosa si tratta, chi può accedere al beneficio e come richiederlo.


Bonus 100 euro in busta paga: che cos’è?

Prima di tutto iniziamo a spiegare che cos’è il bonus 100 euro in busta paga. Si tratta di una misura economica a sostegno dei lavoratori dipendenti, che hanno prestato servizio in sede nel mese di marzo 2020. In particolare ci riferiamo a tutti coloro che non hanno lavorato da casa tramite smart working, ma si sono fisicamente recati sul posto di lavoro, nonostante il dilagare dell’emergenza Coronavirus. Il decreto Cura Italia prevede per questa categoria, un riconoscimento pari a 100 euro nella busta paga del mese di aprile. Saranno proprio i datori di lavoro ad erogare in maniera automatica tale riconoscimento, anticipando la somma dovuta, che poi andranno a recuperare tramite compensazione. La stessa Agenzia delle Entrate, ha fornito importanti delucidazioni con la risoluzione n°18/E del 9 aprile 2020.

Chi può accedere al bonus 100 euro in busta paga

Il bonus in questione spetta ai lavoratori dipendenti che hanno continuato a lavorare nel mese di marzo, in piena emergenza sanitaria. In particolare stiamo parlando di tutti quei lavoratori dipendenti che non hanno potuto usufruire dello smart working, dunque sono stati costretti ad uscire di casa ed andare a lavorare mettendo a rischio la propria salute. L’agevolazione economica, spetta ai titolari di redditi di lavoro dipendente, i quali posseggono un reddito complessivo di lavoro dipendente relativo all’anno precedente, non superiore l’importo di 40 mila euro. Questa del reddito, assieme alla presenza fisica in azienda, sono gli unici requisiti richiesti per accedere al bonus in questione.

Questo è riconosciuto solo per l’effettivo numero di giorni lavorativi svolti nel mese di marzo. Infatti, per calcolare l’ammontare del bonus, saranno considerati solo ed esclusivamente i giorni di lavoro in azienda, escludendo eventuali ferie prese, permessi, congedi o giornate lavorative in smart working.

Quando è possibile ricevere la maggiorazione in busta paga?

Come accennato in precedenza, i lavoratori che rientrano nei requisiti necessari per ricevere il bonus 100 euro, potranno beneficiarne nella busta paga del mese di aprile. Il datore di lavoro è tenuto a versare la somma dovuta, in base al numero di giorni di lavoro effettivamente svolti dal dipendente nel mese di marzo. Inoltre, come specificato dalla normativa vigente, il bonus spetta anche ai dipendenti che hanno prestato servizio in altre sedi aziendali, previste nel contratto o hanno effettuato trasferte lavorative.

Questo riconoscimento economico non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente, dunque è completamente esente da qualsiasi tipologia di tassazione, come del resto anche il bonus 600 euro per i professionisti, anch’esso previsto e contenuto nel decreto Cura Italia. Per richiedere questa misura, per ora riferita solo alla mensilità di marzo, non c’è bisogno di presentare alcuna domanda, in quanto l’accredito in busta paga avverrà in maniera automatica.

Come calcolare l’ammontare del bonus

La maggiorazione in busta paga è riconosciuta solo per le effettive giornate di lavoro svolte in sede. Per calcolare l’importo del bonus, bisogna fare un rapporto tra le ore effettivamente lavorate nel mese di marzo e quelle lavorabili, come previsto dal proprio contratto di lavoro. Per tale motivo, chi ha prestato servizio tutte le giornate di marzo previste dal contratto, avrà accesso alla somma di 100 euro. Dall’altra parte, chi non ha prestato servizio in sede tutto il mese di marzo, ma ha usufruito di ferie, permessi, congedi o lavoro agile, riceverà un importo inferiore, a seconda del rapporto tra giornate lavorative effettivamente svolte e quelle previste dal contratto di lavoro.

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