Coronavirus: nuovo decreto con misure più restrittive. Sì al lavoro agile

Il nuovo decreto del Governo con maggiori restrizioni per vincere la guerra al Coronavirus. Incentivare il lavoro agile in tutt'Italia

Arriva il nuovo decreto 11 marzo 2020 contenente nuove disposizioni in materia di Coronavirus. Il Governo ha deciso di adottare su tutto il territorio nazionale delle misure più restrittive, con l’obiettivo di contenere i contagi che ormai interessano tutto il nostro Paese. Chiusura delle attività commerciali non essenziali e incentivi allo smart working.


Coronavirus: il nuovo decreto firmato dal Premier Conte

Coronavirus

Ieri sera il Premier Conte ha firmato un nuovo decreto (11 marzo 2020), contenente delle importanti misure di carattere restrittivo, da applicarsi su tutto il territorio nazionale. Ovviamente, si tratta di soluzioni che si aggiungono a quelle già previste dai precedenti decreti. Dopo la richiesta del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, di chiudere tutte le attività commerciali, il Governo ha deciso di procedere in maniera più decisa alla lotta contro il Coronavirus. La decisione è stata presa anche in vista del propagarsi dei contagi, non solo in Italia ma anche in Europa e nel mondo, diventando pandemia, come l’Organizzazione Mondiale della Samità ha confermato. L’effetto di queste misure si vedrà solo tra un paio di settimane, mentre si continua ad invitare la gente a mantenere la calma, non uscire si casa, se non per particolari motivi di necessità e di collaborare. Conte ha anche riservato un ringraziamento particolare a tutti i medici e personale sanitario, che lavorano ininterrottamente per il bene dei cittadini.

Cosa resta chiuso?

Il nuovo decreto con tutte le sue direttive è entrato in vigore questa mattina e resterà attivo fino al 25 marzo. Questo prevede la chiusura sul territorio nazionale di tutte le attività commerciali ed al dettaglio, fatta eccezione di alcuni. Vediamo nel dettaglio chi deve chiudere i battenti a partire da oggi:

  • chiusi i mercati su strada;
  • chiuse le attività commerciali al dettaglio, con eccezione degli alimentari, farmacie, e negozi che offrono beni di prima necessità;
  • chiusi i bar, i ristoranti, i pub, le pasticcerie;
  • chiudono le mense, che non garantiscono il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone;
  • restano chiuse le scuole, le università, i teatri, cinema e musei fino al 3 aprile, come era stato già detto nei precedenti decreti.
  • chiuse anche le palestre, i centri benessere e parrucchieri.

Cosa resta aperto?

Se molte attività chiudono, ci sono altre che continueranno a lavorare, assicurando beni e servizi ai cittadini. In particolare ci riferiamo a:

  • farmacie, parafarmacie, edicole e tabacchi, distributori di carburante;
  • attività commerciali che garantiscono beni di prima necessità, come: alimentari, supermercati, ipermercati, panettiere, macelleria ecc.
  • consentita la ristorazione con consegna a domicilio, rispettando le norme igienico sanitarie previste;
  • aperte le aree di servizio sulle autostrade, aeroporti, stazioni ferroviarie ed ospedali;
  • assicurati i servizi bancari, finanziari ed assicurativi, così come idraulici, meccanici ed artigiani;
  • consentito il commercio al dettaglio di vernici, vetro, materiale elettrico, ferramenta, articoli igienico sanitari, articoli per l’illuminazione, ottica, saponi e detersivi.
  • aperte le lavanderie, il settore agricolo, la zootecnica e di trasformazione agro alimentare;
  • Aperte le fabbriche e le industrie;
  • garantiti i mezzi di trasporto pubblici ed alberghi.

Coronavirus: scuola chiusa ma personale Ata a lavoro

Per quanto riguarda il versante scuola, le attività didattiche resteranno sospese fino al 3 aprile. Questo vuol dire che i professori e gli alunni non dovranno recarsi a scuola, mentre il personale Ata continua a lavorare. Dopo le proteste dei giorni scorsi, in cui gli addetti Ata rivendicavano il loro diritto di rimanere a casa, per evitare contagi da Coronavirus, la situazione non cambia. Addetti alla segreteria e bidelli, dovranno così recarsi a lavoro, anche se le lezioni sono sospese. Ovviamente sul posto di lavoro bisogna garantire sempre e comunque il rispetto delle principali norme di prevenzione, così come evitare contatti ravvicinati tra dipendenti.

Il lavoro agile contro il Coronavirus

Il Governo continua ad incentivare ed invitare le varie realtà lavorative ad adottare lo smart working. In particolare l’appello si rivolge a tutti quei lavori di amministrazione, ufficio, contabilità, segreteria ed altro, che possono essere facilmente svolti da casa. Il concetto e la regola base resta quello di ridurre al massimo gli spostamenti sul territorio. Vi ricordiamo che questi sono possibili sono per motivi di lavoro, salute ed altre necessità, come ad esempio fare la spesa. Per spostarsi bisogna munirsi dell’autocertificazione agli spostamenti, da esibire alle forze dell’ordine in caso di controlli. Questo vale anche per gli spostamenti all’interno dello stesso Comune. Dobbiamo impegnarci tutti nel rispetto delle direttive, solo così potremo uscire il prima possibile da questa situazione di emergenza sanitaria.



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