Bonus 600 euro: cambiano i requisiti, le domande dovranno essere ripresentate

Nuovi requisiti di accesso al bonus 600 euro destinato ai liberi professionisti colpiti dalla cri Coronavirus. Bisognerà rinviare le domande

Ulteriori novità per quanto riguarda il bonus 600 euro da riconoscere ai liberi professionisti colpiti dalla crisi Coronavirus. Il decreto liquidità alle imprese ha cambiato le carte in tavola, introducendo nuovi requisiti. Circa 400 mila professionisti dovranno inviare nuovamente la domanda agli enti, mentre le Casse sospendono l’erogazione del bonus.


Bonus 600 euro: le domande dovranno essere ripresentate agli enti

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Il decreto liquidità alle imprese, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 aprile 2020, ha cambiato le carte in tavola per quel che riguarda il bonus da 600 euro. Come sappiamo, si tratta di una misura a sostegno delle imprese con fatturato basso e particolarmente colpite dalla crisi Coronavirus. Questa come altre misure sono state varate dal Governo, con lo scopo di limitare i disagi provocati dalla crisi economica. La questione principale è quella di mettere in campo dei provvedimenti e delle misure di sostegno, in grado di dare forza all’economia italiana, duramente colpita dalla crisi economico-sanitaria degli ultimi mesi. Ebbene, il decreto liquidità ha cambiato i requisiti necessari per accedere al bonus da 600 euro. Infatti, per accedere a questa misura, bisogna essere iscritti in via esclusiva ad una Cassa di previdenza privata, una dicitura che negli scorsi decreti mancava. Così, sono circa 400 mila i professionisti che dovranno inviare nuovamente la richiesta di bonus, tenendo conto dei nuovi requisiti. Infatti, sono stati tanti i professionisti che hanno già richiesto alle proprie Casse di previdenza l’erogazione del bonus.

Bonus 600 euro: 420 mila richieste già pervenute

Ad oggi, le Casse hanno ricevuto circa 420 mila domande per l’erogazione del bonus 600 euro. Stando alle nuove disposizioni, non tutte saranno accettate, in quanto tra queste ci sono anche quelle dei liberi professionisti che svolgono anche attività da lavoratori dipendenti. Dunque, è tutto da rifarsi. I professionisti che rientrano nei nuovi requisiti di accesso al bonus, dovranno ripresentare la domanda. Tuttavia si sta lavorando al perfezionamento di procedure di aggiornamento e modifica delle domande già pervenute, in maniera tale da evitare il rinvio di queste e di tutta la documentazione prevista. Ricordiamo, che secondo le disposizioni dell’ultimo decreto, i professionisti potranno accedere al bonus solo se iscritti in via esclusiva alle Casse di previdenza private e non titolari di trattamento pensionistico.

Stop ai pagamenti bonus 600 euro

Il bonus professionisti da 600 euro sembra essere partito con il piede sbagliato. Infatti dopo il tilt del portale Inps, verificatosi il primo giorno di invio delle domande, ora arriva il cambiamento dei requisiti di accesso. Tutto ciò, ha comportato lo stop immediato del versamento del bonus, in riferimento alle domande già presentate. L’Enpam la cassa di medici e dentisti, fa sapere di aver bloccato 25.262 bonus in partenza, la Cassa dottori commercialisti (Cnpadc) fa sapere lo stesso. Dall’altra parte, La Cassa forense, richiede una documentazione integrativa per poter accedere al bonus 600 euro. Ed ancora, l’Inpgi2 (giornalisti) non è riuscita a bloccare per tempo i pagamenti, ciò significa che nei giorni scorsi qualche bonifico è già partito. Una situazione di caos che ritarda i pagamenti e dunque la ricezione del denaro dovuto ai liberi professionisti colpiti dalla crisi da Coronavirus.

Bonus 600 euro e la titolarità di una pensione

Altro aspetto molto importante è quello relativo alla titolarità di una pensione. Non possono avere accesso al beneficio economico i titolari dell’assegno di anzianità e di vecchiaia, mentre potranno accedervi i soggetti che ricevono una prestazione di invalidità. Tuttavia su tale questione le Casse hanno chiesto maggior chiarezza al Governo, in maniera tale da non dover in un secondo momento, rivedere nuovamente le domande inoltrate. Infatti, il nodo pensione nelle righe degli ultimi decreti, resta ancora contorto e soprattutto poco chiaro. In attesa di delucidazioni, le Casse hanno escluso i beneficiari di qualsiasi tipologia di pensione, per evitare ulteriori future correzioni.

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