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Buoni acquisto e welfare: come funzionano, quanto sono utili

Buoni acquisto e altri strumenti per il welfare aziendale offrono alle famiglie italiane un importante supporto al budget mensile ed annuale.

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Si tratta di bonus che l’azienda offre al proprio dipendente, sotto forma di buoni acquisto o soluzioni di welfare, da valutare attentamente quando si considera la proposta di lavoro. Per l’anno 2021 la soglia di esenzione da IVA, oneri fiscali e previdenziali per questo tipo di buoni è stata raddoppiata, dunque, sia per il dipendente che per l’azienda si tratta di una soluzione particolarmente conveniente.

Come funzionano i buoni acquisto

buoni pasto

Un buono acquisto si può utilizzare ad esempio per la spesa o per lo shopping; si tratta di buoni utilizzabili in diversi punti vendita che devono però essere convenzionati con la specifica tipologia di buono acquisto che si possiede. Non è possibile ottenere il resto: un buono va utilizzato per l’intero valore cui corrisponde. È vero però che si possono accumulare più buoni acquisto per ogni singola spesa, in modo da ottenere beni che abbiano un valore maggiore rispetto al singolo buono. Ogni buono consente di fare spese di diverso genere, buoni acquisto come i Ticket Compliments di Edenred possono essere utilizzati nei tanti punti vendita convenzionati presenti sul territorio nazionale.

Come funziona il welfare aziendale

Il welfare aziendale è un contributo importante anche per il miglioramento della qualità della vita dei dipendenti e del cosiddetto work-life balance, ossia il bilanciamento tra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato al resto delle attività (famiglia, tempo libero, sport, etc). Alcune forme di welfare sono direttamente  previste dai contratti nazionali, ma alcune aziende decidono di aumentare la somma offerta ad ogni singolo dipendente, andando oltre quella stabilita dal contratto nazionale. Si possono sfruttare quindi sia per rispondere alle esigenze di contratto, sia come benefit da offrire a tutti o a categorie omogenee di dipendenti. Sta al dirigente d’azienda la scelta del tipo di metodo per offrire il welfare ai dipendenti. I quali dal canto loro potranno usare questi fondi per vari scopi, solitamente per la salute, la previdenza, l’istruzione, la cultura o i viaggi.

Perché le aziende offrono buoni acquisto

I buoni acquisto di qualsiasi genere sono sempre più spesso proposti dalle aziende ai propri dipendenti. Sono infatti un modo pratico per proporre benefits di qualsiasi genere, o anche come abbiamo visto per rispondere alle richieste dei contratti nazionali. Il vantaggio per il datore di lavoro sta nel fatto che è possibile dedurre all’anno fino a 516,46 euro per ogni singolo dipendente in buoni acquisto; oltre a questo si ha la certezza di offrire al dipendente un benefit che non sarà tassato. In più questo tipo di bonus permette di non alzare il costo del lavoro, pur riconoscendo al singolo dipendente un buono economicamente significativo.

Valutare con attenzione i buoni acquisto

Nel momento in cui si hanno diverse proposte lavorative è sempre importante considerare la remunerazione offerta, ma anche l’eventuale presenza di benefits in buoni acquisto. Per una famiglia ottenere dei buoni acquisto significa sostanzialmente avere a disposizione fondi aggiuntivi per il budget mensile.

La tassazione sui buoni acquisto

Si deve poi considerare che si tratta di somme che per il dipendente non fanno reddito: sono completamente detassati e non si aggiungono all’imponibile IRPEF annuale. Certo, questo significa anche che non saranno considerati per i contributi previdenziali. In sostanza con questa tipologia di buoni è possibile accedere a servizi in settori come ad esempio il benessere, la cultura e la salute e di non pagare le tasse sull’importo erogato dall’azienda.

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