Cassa integrazione anticipata dalle banche fino a 1.400 euro

Raggiunto l'accordo, le banche anticiperanno la cassa integrazione. I primi assegni arriveranno entro Pasqua

Le banche anticiperanno la cassa integrazione dovuta ai lavoratori, costretti a rimanere in casa a causa del Coronavirus. Lo prevede l’accordo che è stato firmato tra l’Associazione bancaria italiana (Abi), il Governo ed i sindacati. L’importo dovuto può arrivare fino a 1.400 euro e sarà versato sui conti degli aventi diritto, senza alcun costo a carico dei lavoratori.


Cassa integrazione anticipata dalle banche

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Le banche anticiperanno la cassa integrazione dovuta ai lavoratori costretti a rimanere a casa nel periodo di emergenza Coronavirus. Firmato l’accordo tra l’Associazione bancaria italiana (Abi), il Governo ed i sindacati. Gli aventi diritto, potranno ricevere la cassa integrazione, che può arrivare ad un valore di 1.400 euro anche prima delle festività di Pasqua. Il tutto senza dover attendere la normali e consuete procedure burocratiche ed amministrative. L’accordo raggiunto e firmato da Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, va a regolare le modalità previste, con cui le banche aderenti potranno procedere con l’anticipo della somma dovuta ai lavoratori, secondo le misure previste dal decreto Cura Italia. Un’azione immediata e tempestiva che darà liquidità ai tanti lavoratori colpiti dalla crisi da Coronavirus.

Le misure di cassa integrazione previste dal decreto Cura Italia

Tra gli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia, ci sono:

  • la cassa integrazione ordinaria: in grado di sostituire trattamenti già in corso, con la nuova casuale Covid19;
  • gli assegni ordinari del Fondo di integrazione salariale;
  • la cassa integrazione in deroga, per tutti i soggetti non rientranti nella Cassa integrazione ordinaria, senza specifiche limitazioni relative al numero di dipendenti di imprese.

Ricordiamo l’introduzione nel testo del protocollo, dell’esclusione di costi e spese a carico del lavoratore per accedere ed ottenere questi anticipi economici dalle banche. Infatti, si invitano tutte le banche aderenti, di applicare misure particolari, senza l’introduzione di costi che gravano sulle spalle dei lavoratori, che beneficiano delle anticipazioni economiche in questione.

Primi assegni in arrivo entro Pasqua

Come il Premier Conte aveva promesso, i primi assegni di cassa integrazione arriveranno prima di Pasqua. I lavoratori a casa senza lavoro, possono così tirare un sospiro di sollievo ed ottenere in tempi brevi la liquidità di cui hanno bisogno per continuare a vivere dignitosamente. L’importo potrà arrivare anche a 1.400 euro. Tuttavia, l’assegno sarà riproporzionato a seconda dei casi. La banca che il lavoratore indicherà per anticipare gli importi mensili, procederà con l’anticipo dell’importo dovuto, senza costi a carico dei lavoratori beneficiari della cassa integrazione. Tuttavia, nel corso dei prossimi giorni, saranno pubblicate indicazioni più dettagliate con tutta la modulistica necessaria per procedere.

Incentivazione delle pratiche da remoto

La convenzione stipulata tra Governo, banche e sindacati, prevede anche l’incentivazione di pratiche da remoto, in maniera tale da evitare gli spostamenti, nel pieno rispetto delle direttive emanate fino ad oggi. Inoltre, si invitano i lavoratori interessati, a rivolgersi telefonicamente o tramite mail alla propria banca, in maniera tale da chiedere tutte le informazioni necessarie senza muoversi da casa. In questo periodo, la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini deve essere tutelata con tutti i mezzi necessari. Continua a valere la regola numero uno, ossia quella di rimanere nelle proprie abitazioni ed uscire solo per motivi di comprovata necessità. Bisogna tenere a bada il virus e per ora questo è possibile solo evitando contatti, spostamenti, assembramenti, in attesa dell’arrivo di un vaccino efficace a distruggere il virus in questione. Nessuno è in grado di prevedere il futuro, di dirci quando e come potremo tornare a lavorare, alla vita di tutti i giorni. Sicuramente ci vorranno ancora diversi mesi.

Bisogna attendere che i contagi diminuiscano e poi con le dovute precauzioni potremo tornare in maniera graduale a riaprire le attività, a lavorare, ad uscire. Ad affermarlo sono gli stessi medici, i quali ci avvertono che dovremo comunque continuare ad indossare le mascherine e mantenere le dovute distanze dagli altri, anche dopo il Coronavirus, in quanto non si esclude il ritorno dei contagi.

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