Tutto quello che c’è da sapere per avviare lo Smart working al tempo del Coronavirus

Lo smart working ai tempi del Coronavirus. Ecco come avviarsi al lavoro agile in maniera semplificata, senza problemi

L’attuale situazione italiana con contagi da Coronavirus, che interessano tutto il territorio nazionale, ha avuto delle conseguenze anche nell’organizzazione del lavoro. Sono sempre di più le aziende che decidono di adottare lo smart working, in maniera da evitare gli spostamenti dei dipendenti ed il relativi rischio di contagio.


Lo smart working come soluzione al Coronavirus

smart working

Lo stesso Governo italiano ha emanato un decreto del 1° marzo 2020, per garantire alle imprese l’avvio in maniera agevolata e semplice dello smart working. Si tratta di una nuova modalità di organizzazione del lavoro, che permette ai dipendenti di operare da remoto. Con il lavoro agile, recarsi in ufficio non è più necessario, in quanto si può lavorare da casa. Soprattutto oggi, con il rischio contagio da Coronavirus, è importante limitare al massimo gli spostamenti su tutto il territorio nazionale. Per questo motivo sempre più aziende hanno deciso di operare in modalità smart, in maniera tale da evitare ai propri dipendenti di recarsi in ufficio tutti i giorni. Tuttavia ancora non tutte le realtà sono attrezzate e pronte.

Gli adempimenti per lo smart working “agevolato”

Il datore di lavoro che intende passare a modalità lavoro smart, deve comunicarlo ai propri dipendenti, in maniera tale da renderli consapevoli di tutti i cambiamenti. Inoltre, questo è anche tenuto all’invio ai dipendenti, anche attraverso modalità telematiche, dell’informativa sulla sicurezza. Per fare questo, può essere utilizzato l’apposito modulo online messo a disposizione dall’Inail. Ricordiamo che il decreto emanato dal Governo per promuovere ed incentivare lo smart working ai tempi del Coronavirus, ha abolito, almeno fino al 31 luglio, la necessità della stipula dell’accordo scritto tra azienda e dipendente. Lo scopo è proprio quello di facilitare tutto il normale iter burocratico, in maniera che tante realtà possano partire al più presto con il lavoro agile.

Smart working per tutta la settimana lavorativa?

Tanti si chiedono se le modalità di lavoro agile devono essere adottate durante tutta la settimana lavorativa o meno. Solitamente lo smart working prevede alternanza di lavoro da casa e di lavoro da compiersi in azienda. Tuttavia, data la particolare situazione di emergenza sanitaria in cui ci troviamo, il datore di lavoro può anche decidere di far lavorare il dipendente da casa, per tutta la settimana. Dunque, molto dipende dall’azienda, dal datore e dalla tipologia di lavoro da svolgere. Ovviamente nel caso in cui fosse possibile, si consiglia di applicare lo smart working a tutto l’orario lavorativo del dipendente.

Smart working e la concessione degli strumenti di lavoro

Altro quesito che tanti datori di lavoro si sono posti è quello relativo la concessione degli strumenti di lavoro. La normativa specifica come lo smart working necessita di strumenti tecnologici per consentire il lavoro fuori dall’ufficio. Ed ancora: “il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa”. Dunque il capo, che decide di passare al lavoro agile, deve comunque assicurarsi della disposizione di tutti gli strumenti tecnologici necessari. Inoltre, se il dipendente si trova in una situazione di malattia, quarantena ed isolamento, non è tenuto a lavorare, neanche da casa, in quanto c’è la sospensione momentanea del rapporto di lavoro.

Si possono fare straordinari con il lavoro agile?

Se si lavora in modalità smart, è possibile fare gli straordinari. Ovviamente questi devono essere accordati con il proprio datore di lavoro oppure richiesti esplicitamente da quest’ultimo. Dunque, sia in ufficio, sia a casa, i dipendenti possono tranquillamente svolgere degli orari di lavoro extra. Cosa succede con le spese di connessione internet sostenute dai dipendenti che lavorano da casa? Su questo argomento l’Agenzia delle Entrate non si è espressa. Tuttavia si può applicare quanto presente nella risoluzione 357/E del 2007: “rimborso di spese di interesse esclusivo del datore di lavoro anticipate dal dipendente. Per le ragioni esposte, ai rimborsi in questione non vanno applicate da parte del sostituto le relative ritenute fiscali, previdenziali e assistenziali”. Dunque oggi più che mai è importantissimo cercare di avviarsi allo smart working il prima possibile. Non possiamo permetterci altri contagi da Coronavirus, per questo dobbiamo correre ai ripari.



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