Coronavirus: bonus e sostegni alle famiglie con il decreto Ristori Bis

Bonus baby sitter e congedo parentale previsti dal decreto Ristori Bis. Aiuti alle famiglie colpite dai disagi del coronavirus

Sono tante le misure a sostegno delle famiglie interessate dagli effetti negativi del coronavirus. Bonus baby sitter e congedo parentale sono due formule previste anche dal decreto Ristori Bis, con lo scopo di sostenere i genitori che devono accudire i figli a casa in didattica a distanza. Ecco di cosa si tratta e come poter accedere a queste misure di sostegno economico.


Coronavirus e decreto Ristori Bis

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Nel corso dei mesi si sono susseguiti differenti decreti a causa dell’aumento dei contagi da coronavirus. L’ultimo di questi è il decreto Ristori Bis, che oltre a sostenere le attività economiche, garantisce aiuti anche alle famiglie che hanno figli a casa in didattica a distanza. Purtroppo la seconda ondata di coronavirus è arrivata senza farsi attendere. I contagi sono aumentati velocemente nel corso delle settimane, rendendo indispensabile l’intervento del Governo con misure restrittive e la chiusura delle Regioni considerate zona rossa. Ora bisogna capire se le restrizioni adottate fino ad oggi sono realmente sufficienti oppure bisognerà metterne in campo altre, che siano in grado di limitare al massimo il rischio di contagio.

Bonus baby sitter con contributo Inps di 1.000 euro e congedo parentale sono due misure previste anche dall’ultimo decreto emanato. I beneficiari sono i genitori che non possono lavorare in smart working e allo stesso tempo si trovano a dover badare ai figli che sono a casa in didattica a distanza.

Bonus baby sitter: come funziona?

Il bonus baby sitter consiste in un contributo Inps del valore di 1.000 euro destinato ai genitori che non possono lavorare in smart working, con figli a casa in seguito alla sospensione delle lezioni in presenza. Questo bonus può essere richiesto alternativamente da entrambi i genitori che non possono lavorare da remoto a causa dell’incompatibilità delle prestazioni lavorative. Va specificato che non è possibile beneficiare di questa misura nel caso in cui uno dei genitori risulti essere beneficiario di altre misure di sostegno al reddito, concessi in caso di interruzione dell’attività lavorativa. Il bonus baby sitter spetta al verificarsi delle seguenti condizioni:

  • i genitori svolgono attività lavorativa;
  • entrambi non possono lavorare da remoto;
  • nessuno dei genitori beneficia di altre misure di sostegno al reddito.

Queste sono le condizioni che devono verificarsi per avere accesso al bonus baby sitter in periodo di coronavirus.

Come inoltrare la domanda?

Per beneficiare del bonus baby sitter bisogna presentare apposita domanda all’Inps in modalità telematica. Per fare questo è necessario accedere ai servizi Inps online usando lo Spid o il Pin. Una volta che la domanda è stata accolta, i 1.000 euro saranno erogati tramite Libretto Famiglia seguendo attentamente le istruzioni dell’Inps, che in ogni caso saranno pubblicate online. Per il via alle domande attendiamo una circolare ufficiale da parte dell’Inps. Il decreto Ristori Bis specifica che si decade dal diritto al bonus baby sitter nel caso in cui i familiari possono prendersi cura dei bambini, svolgendo attività di baby sitting.

Coronavirus e congedo parentale

La misura alternativa al bonus baby sitter è quella del congedo parentale. I genitori con figli a casa a seguito dalla sospensione delle lezioni in presenza, in alternativa al bonus baby sitter possono usufruire del congedo covid o congedo parentale straordinario. Questi, anche se non si recano a lavoro, ricevono uno stipendio pari al 50% della normale retribuzione, con la possibilità di beneficiare di questa misura fino alla ripresa delle attività scolastiche in presenza. Anche in questo caso, il congedo può essere richiesto da entrambi i genitori sempre e solo nel caso in cui questi non possano lavorare in smart working. Per dare il via alle domande, siamo in attesa di una comunicazione ufficiale da parte dell’Inps. Si tratta di misure che sostengono le famiglie colpite dai disagi portati dal coronavirus su tutto il territorio nazionale e non solo.