Coronavirus: dal Politecnico di Torino arriva il progetto per la riapertura

Il progetto del Politecnico di Torino per la riapertura delle attività produttive, frenate dall’emergenza Coronavirus

La fase critica Coronavirus sembra avviarsi alla conclusione, o almeno così si spera. Per questo si sta lavorando alla fase 2, ossia quella che sarà caratterizzata dalla lenta e progressiva riapertura delle attività. La domanda principale è: come riaprire in maniera sicura? Arriva il progetto coordinato dal Politecnico di Torino ed altri Atenei Piemontesi, denominato “Imprese aperte, lavoratori protetti”, che studia le modalità con cui imprese e lavoratori possono tornare alla normalità.


Coronavirus: verso la riapertura delle attività

Fase 2 coronavirus

La fase critica dell’emergenza Coronavirus, sembra andare verso la conclusione, almeno i dati sono più incoraggianti di quelli passati. Per questo motivo, il nostro Paese sta già guardando avanti, progettando quella che è denominata la fase 2, contrassegnata dalla lenta e progressiva riapertura delle attività professionali. Si tratta di una fase molto delicata, in cui bisogna evitare qualsiasi tipo di errore, che potrebbe costarci il ritorno dei contagi. Per evitare questo si metteranno in campo dispositivi che garantiranno la sicurezza dei lavoratori e delle imprese. La misurazione della temperatura all’ingresso dell’azienda, la compilazione di un diario dei sintomi e dei contatti avuti con terzi, speciali barriere di plexiglas tra le scrivanie degli uffici, la chiusura delle mense, sono solo alcune delle cose che potranno cambiare.

Imprese aperte, lavoratori protetti”: il progetto del Politecnico

Il Politecnico di Torino, con la collaborazione di altri Atenei Piemontesi, ha pubblicato il Rapporto denominato “Imprese aperte, lavoratori protetti”. Si tratta di linee guida, preparate da una task force di esperti nel settore tecnico-scientifico delle varie università piemontesi ed alti centri di ricerca, relative le modalità di riapertura delle attività produttive. Bisognerà cambiare le nostre abitudini e forme di organizzazione del lavoro, per poter ripartire in piena sicurezza, il tutto con l’utilizzo di semplici ma indispensabili dispositivi, che vanno dalle mascherine, ai guanti, gel igienizzanti, no assembramenti, ingressi scaglionati in azienda e tanto altro. Guido Saracco, il Rettore del Politecnico, ha spiegato come è stato significativo mettere a disposizione della comunità le conoscenze degli esperti, per dettare linee guida alla riapertura, che potranno essere adottate dalle aziende.

Infatti, nelle ultime 24 ore, sono state già 40 le imprese, realtà produttive, culturali ed anche ricreative, che si sono candidate per testare il progetto. Il Coronavirus si combatte anche attraverso la fase 2.

Combattere il Coronavirus con specifiche strategie

Il Coronavirus si combatte anche nella fase 2, attuando una serie di accortezze semplici ma assolutamente indispensabili. Il Rapporto del Politecnico, affronta quattro specifici aspetti: la prevenzione, il monitoraggio, l’informazione e la formazione per prevenire e contenere il contagio da Coronavirus. Tanto per fare un esempio, bisognerà gestire gli ingressi, i turni e gli spazi di lavoro, garantendo la distanza interpersonale, evitando la formazione di assembramenti. Bisognerà optare per gli ingressi scaglionati, in mono da non affollare i dipendenti che devono prendere servizio tutti alla stessa ora. Indispensabile l’uso di mascherine, come fattore di sicurezza per la propria ed altrui salute.

In casi speciali, ossia di lavori particolarmente esposti al rischio contagio, dovranno essere adottate le mascherine di tipo FFP2/FFP3, guanti e cuffie per capelli. Inoltre, ogni dipendente avrà a disposizione un kit personale di protezione individuale, composto da 2-4 mascherine e gel igienizzante.

Coronavirus e trasporti pubblici

Altro aspetto particolarmente cruciale è quello relativo l’utilizzo di mezzi pubblici. Solitamente si tratta di mezzi di trasporto affollati, dove la gente deve stare ammassata in un posto chiuso per tutto il tragitto. Ebbene, anche questi cambieranno, assicurando la protezione dei passeggeri e del conducente stesso. Più corse, e meno posti a disposizione su ogni autobus, per evitare gli assembramenti che continuano ad essere particolarmente pericolosi per la salute. I mezzi dovranno essere sanificati quotidianamente, tuttavia la responsabilità della sicurezza sarà condivisa tra i vari passeggeri, autisti e gestori dei mezzi stessi.

Il Coronavirus e la nuova faccia al lavoro

Il lavoro, almeno nell’immediato non tornerà come prima. Il Coronavirus ed il reale pericolo di contagio ha cambiato radicalmente le modalità di organizzazione professionale. Come accennato, avremo ingressi scaglionati, più controlli per il personale, attenzione maggiore in riferimento all’utilizzo dei mezzi di trasporto. Ed ancora, incentivare e preferire lo smart working, evitare le assemblee e riunioni se non in modalità telematica, particolare attenzione alle trasferte, con corsi di formazione interattivi e l’adozione di realtà virtuali. Per finanziare tutto questo, il Rapporto ha fatto riferimento a misure di finanziamento da parte dell’Unione Europea ma anche dello Stato e delle Regioni.

Inoltre, si punta anche ad un approccio nazionale che prevede l’istituzione di filiere autoctone per la produzione e l’acquisto centralizzato di tutti gli indispensabili dispositivi di prevenzione. Dunque sì alla riapertura ma nel pieno rispetto della salute.

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