Coronavirus e lavoro: le proposte per affrontare la situazione con le scuole chiuse

Alcune proposte per gestire al meglio la fase due da Coronavirus, nel caso in cui le scuole non dovessero riaprire

Il Coronavirus ci ha letteralmente catapultati in una vita differente da quella ordinaria. Le conseguenze connesse alla pandemia, non sono solo di carattere sanitario, ma anche economico, sociale e psicologico. Trovarsi dall’oggi al domani chiusi in casa, senza alcuna certezza sul futuro non è cosa facile. Che cosa succederebbe se le scuole non riaprissero a breve? Come gestire i bambini in casa per lunghi periodi? Chi si prenderà cura di loro se i genitori torneranno a lavoro? Ecco alcune proposte su come poter affrontare la situazione.


Le conseguenze del Coronavirus: non solo sanitarie

L’avvento del Coronavirus ci ha colti di sorpresa. Nessuno di noi si sarebbe aspettato di trovarsi in una situazione così critica. Complice anche la generale condizione di confusione iniziale, in cui anche le forze politiche non consideravano il virus pericoloso, associandolo ad una semplice influenza. In pochi giorni la situazione è però completamente cambiata, facendo esplodere dei focolai in Lombardia, poi in Veneto, Emilia ed in fine facendo dell’intera Italia una zona rossa. Da allora tutto è cambiato, il Governo ha emanato diverse ordinanze e decreti, contenenti tutte le restrizioni necessarie per garantire il distanziamento sociale. Stare lontano dagli altri come unica arma per vincere il Coronavirus e limitare i contagi. Ed ancora, blocco totale dell’Italia, stop agli spostamenti su tutto il territorio, fermo delle attività economiche non essenziali, presenza di forze armate ed esercito in strada. Insomma, uno scenario davvero inaspettato e sottovalutato da alcuni. Tutto questo ha avuto conseguenze sull’economia, ma anche sui rapporti sociali e sulla psicologia stessa della gente, costretta a stare in casa per lunghi periodi.

Quando si tornerà alla vita “normale”?

Domanda da un milione di dollari. Per ora nessuno, neanche i medici e gli esperti sono in grado di rispondere a questo quesito. Si tratta di una situazione altamente delicata, in quanto non esiste ancora una cura al virus. Per questo motivo, tanti pensano che saremo in grado di tornare alla vita ordinaria, senza più mascherine e distanziamento sociale, solo quando avremo in mano un vaccino efficace e comprovato. Fino ad allora dovremo imparare a convivere con il Coronavirus, rispettando le norme di prevenzione e distanziamento dagli altri, necessarie per limitare il numero dei contagi e non affannare il sistema sanitario. La cosa certa, è che fino al 3 maggio dovremo continuare a rimanere a casa. Dopo tale data probabilmente si inizierà con la fase due, ossia con una lenta e strutturata ripartenza, aprendo negozi ed attività commerciali, tornando a lavoro, permettendo le uscite, sempre con le dovute precauzioni. Altro punto che preoccupa è quello legato alla scuola, all’attività didattica ed a come gestire i bambini in casa per un periodo così lungo.

Coronavirus e scuola: cosa succederà?

Per ora non ci sono comunicazioni ufficiali ad affermare che l’anno scolastico sia ormai finito. Tuttavia, tanti genitori sono sempre più convinti che le scuole non riapriranno prima di settembre. Una situazione che potrebbe portare a dei problemi, non solo sul piano della didattica, ma anche nella gestione dei bambini in casa. Infatti, molto probabilmente questa estate non sarà la stessa degli altri anni, tante attività e servizi resteranno chiusi, come ad esempio i campi estivi, che da sempre hanno aiutato i genitori nella gestione dei propri figli. Inoltre, nel caso in cui i genitori tornassero a lavoro e le scuole continueranno ad essere chiuse, chi si prenderà cura dei bambini? Non sappiano ancora se i nonni potranno avere contatti con i nipoti o se questo, anche nei prossimi mesi rappresenterà un rischio per la salute. Insomma, un insieme di vari problemi pratici a cui bisognerà pensare e dare una soluzione, senza lasciare sole le famiglie nella gestione del lavoro e della prole.

Alcune proposte pratiche per gestire la situazione

Per gestire la situazione, potrebbero essere utili alcune proposte. Ad esempio incentivare ancora di più lo smart working. In questo modo, i genitori potranno lavorare da casa ed accudire nello stesso momento i figli, fino a quando le scuole non riapriranno. Per chi non può lavorare da casa, bisogna continuare a garantire la cassa integrazione ad uno dei genitori, anche nel corso della fase due Coronavirus. Dal punto di vista didattico, bisognerebbe prolungare ed incrementare la didattica a distanza, in maniera tale da tenere occupati i bambini, garantendo la loro formazione ed istruzione. Inoltre, quest’anno, le vacanze estive, con lo stop della didattica, dovrebbero essere più corte. Ed ancora, sostegni economici per le famiglie meno abbienti, in maniera da potere pagare le baby sitter, che mai come in questa emergenza Coronavirus sono indispensabili e di sostegno ai genitori. Insomma, il futuro è incerto, tuttavia bisogna comunque pensare ad uscire e superare questa situazione di emergenza, nel miglior modo possibile.

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