Coronavirus: il Governo a lavoro per salvare le festività natalizie

Il Governo sta lavorando al decreto Natale con misure per salvare le festività natalizie ai tempi del coronavirus. Coprifuoco, spostamenti e cene

Le festività di Natale si avvicinano ed il Governo sta lavorando ad un nuovo decreto che uscirà nel mese di dicembre. Questo sarà un Natale diverso dagli altri a causa della pandemia da coronavirus che non vuole darci tregua. Possibili misure per salvare le festività e dare un po’ di respiro all’economia. Aperture, spostamenti tra Regioni e coprifuoco ecco alcune ipotesi.


Il Natale ai tempi del coronavirus

antifragilità

Il mese di dicembre si avvicina e con esso anche le festività natalizie. Questo sarà sicuramente un Natale molto diverso da quelli vissuti fino ad oggi. La causa è sempre la stessa, ossia la pandemia da coronavirus che non vuole darci tregua. Per evitare una possibile terza ondata di contagi, il Governo sta già lavorando ad un nuovo decreto che vedrà la luce il mese prossimo. Lo scopo è quello di cercare di riaprire gradualmente e di concedere più libertà, così da salvare, almeno nel limite del possibile, il Natale e far respirare l’economia italiana. Sicuramente il Natale 2020 sarà all’insegna dei non assembramenti, degli ingressi scaglionati nei negozi e nelle chiese, di cene e pranzi solo ed esclusivamente in famiglia, cercando di mantenere le distanze di sicurezza. Insomma, lo scenario sarà davvero particolare ed a saltare saranno certamente i vari mercatini, che solitamente nel periodo natalizio animano le piazze di molte città. Ci si avvia a delle festività più sobrie e semplici.

Nuovo decreto Natale: quali misure?

Il Governo sta lavorando al nuovo decreto che vedrà la luce nel mese di dicembre. Questo sarà composto da misure destinate al periodo natalizio, per cercare di salvare le festività e riaprire qualche attività commerciale. Naturalmente tutto dipenderà dal numero dei contagi da coronavirus. In particolare se l’RT, ossia l’indice di trasmissibilità del contagio entro il 4 dicembre si stabilizzerà intorno ad 1 o al di sotto di 1, si potrà eliminare il coprifuoco. Intanto, nella giornata di ieri, domenica 15 novembre, i contagi da coronavirus in Italia sono stati 33.979 con 546 morti. Bisogna continuare a rispettare le norme di contenimento se si vuole sperare in una progressiva diminuzione dei contagi covid. Inoltre è importante affrontare con particolare delicatezza ed attenzione la questione sugli spostamenti tra le varie Regioni.

Coronavirus, coprifuoco e cenone

Se l’indice dei contagi da coronavirus nel corso delle prossime settimane diminuirà progressivamente, nel periodo di Natale si potrebbero avere delle misure meno rigide. In questo caso il coprifuoco potrebbe essere eliminato, con la riapertura di bar e ristoranti, che potrebbero tornare a lavorare senza alcun problema. Nel caso in cui i contagi non dovessero affatto diminuire, il Governo potrebbe optare per un coprifuoco posticipato alle 23.00 o alle 24.00, consentendo di festeggiare il Natale solo ed esclusivamente in famiglia. Addio al classico cenone con tutti i parenti e gli amici, quest’anno pranzi e cene sobrie e soprattutto con meno commensali. Usare la mascherina e mantenere la giusta distanza di sicurezza va sempre rispettato. Ed ancora, l’obiettivo principale del Governo è quello di arrivare a dicembre con tutte le Regioni italiane in zona gialla, così da rendere più semplici gli spostamenti per raggiungere i familiari.

La riapertura delle attività commerciali

Nel periodo natalizio si spera in graduali riaperture per far ripartire nel limite del possibile l’economia italiana, duramente colpita dalle conseguenze del coronavirus. La riapertura dei negozi è altro problema particolarmente delicato da dover affrontare. Il Governo pensa ad un’apertura delle attività commerciali, con entrate scaglionate per evitare assembramenti e contatti tra le persone. Ovviamente, tutto questo sarà più facile se le Regioni attualmente in zona rossa, passassero almeno in quella arancione. Anche l’ingresso nelle chiese dovrà essere scaglionato e controllato. Non si escludono celebrazioni religiose a numero chiuso proprio per impedire il crearsi di pericolosi assembramenti. Un no secco ai mercatini di Natale che tutti gli anni animano le piazze delle nostre città. Questi restano ancora troppo pericolosi e dunque non consentiti. Si tratta di ipotesi a cui il Governo sta lavorando, che dipenderanno molto dai contagi coronavirus nel mese di dicembre.