Come aiutare i dipendenti in crisi: 3 consigli utili

Risolvere le vite di ogni singola risorsa è umanamente impossibile, ma quando il malessere dei dipendenti ha a che fare con ciò che succede in azienda, è tuo dovere intervenire

Essere a capo dell’azienda in cui sei entrato come stagista tanti anni fa ti riempe di gioia, ma adesso che hai raggiunto il traguardo, non puoi certo abbassare la guardia. Come capo, dovrai imparare ad occuparti di tutto (o quasi): delineare strategie, cementare contatti, affidare incarichi e – cosa forse più difficile di tutte – prenderti cura delle persone che quotidianamente spendono tempo, energia, talento ed idee per far sì che la tua impresa sia florida e competitiva. Dovrai amministrare le finanze e pensare al benessere dei tuoi collaboratori; ne sei capace? E se le cose dovessero complicarsi e qualcuno arrivasse a manifestare chiari segni di insofferenza? Saresti in grado di supportarlo riportandolo sul giusto binario? Ecco 3 consigli che possono aiutarti a “recuperare” i dipendenti in crisi.


Come aiutare i dipendenti in crisi

I tempi non sono certo facili: la pandemia che continua a flagellare il pianeta, imponendo lockdown più o meno generalizzati, ha portato stravolgimenti che, per quanto concerne il lavoro, si sono concretizzati nella necessità di ristrutturare o riorganizzare vecchi assetti e di applicare regole e protocolli del tutto nuovi. L’incertezza e la preoccupazione che scandiscono le nostre giornate non restano certo fuori dall’ufficio, ma cedere il passo all’angoscia e alla paura sarebbe un errore imperdonabile. Come capo dell’azienda che dirigi, devi assicurarti che tutte le risorse che lavorano per te lo facciano al meglio e che, per quanto possibile, stiano bene. Come si fa? Basta prestare attenzione alle persone che ti stanno accanto e cercare di aiutarle nel modo più adatto e garbato possibile.

Partiamo col dire che, se ti sei accorto che qualcosa non va, avvicinarti al dipendente imbronciato chiedendogli esplicitamente: “Stai bene?” potrebbe rivelarsi un passo falso perché gli lascerebbe intendere che non riesce a dissimulare il suo presunto malessere. La tua osservazione (del tutto bonaria) potrebbe, insomma, indisporlo uteriormente spingendolo a chiudersi a riccio sabotando il lavoro che dovrebbe fare. E alllora, è meglio mostrare disinteresse e lasciare che i dipendenti in crisi risolvano da soli i loro problemi? Assolutamente no. La difficoltà sta nel trovare la chiave giusta, che – sia detto per inciso – cambia da serratura a serratura, ovvero (fuor di metafora) da persona a persona. I dipendenti demoralizzati vanno trattati con cura, nel pieno rispetto delle loro individualità; ricordatelo quando proverai ad andare in loro soccorso, attenendoti a questi tre semplici consigli.

Mostra vicinanza

I dipendenti in crisi si sentono, spesso, soli ed incompresi. Dimostra che tieni al loro benessere ed interessati a quello che fanno, dicono, pensano o propongono. Ma studia bene come muoverti perché (come già detto) mostrare eccessivo interesse ad un tipo diffidente o riservato potrebbe rivelarsi un autogol. Evita di fare troppa pressione e limitati a mostrarti vicino e affabile, partendo dall’offerta di un semplice caffè o dall’avvio di una cordiale conversazione. Fai in modo che nessuno dei tuoi dipendenti si senta abbandonato, specie nei momenti di affanno o difficoltà.

Passa all’azione e fai autocritica

Una volta vinta la diffidenza, prova a passare all’azione offredo esplicitamente il tuo supporto. Non si tratta di curiosare, pretendendo di conoscere ogni più intimo segreto della vita dei tuoi dipendenti, ma di far sapere che ci sei. Mostrati disponibile a dare una mano in modo da evitare loro l’imbarazzo di dovertela chiedere; anticipare i loro bisogni è, in fondo, parte del tuo lavoro. Concentrati sui dipendenti in crisi e domandati se il loro malessere dipenda da un tuo errore. O da un fraintendimento che può essere chiarito. Procedi con metodo e tatto e cerca di capire se la crisi professionale dei tuoi sottoposti ha a che fare con la tua involontaria mancanza di attenzione nei confronti di qualcosa che hanno detto o fatto, senza ricevere il riconoscimento che speravano. Analizza il loro operato e recupera eventuali mancanze: la gratificazione può essere un toccasana per l’umore dei dipendenti in crisi.

Ascolta e non fare prediche

Se sei riuscito a sciogliere la ritrosia del tuo dipendente che faticava ad ammettere (soprattutto con te) che qualcosa non lo fa stare bene, non dilapidare tutto ergendoti a “grande consigliere”. La cosa migliore che tu possa fare è ascoltarlo con attenzione e partecipazione, evitando di interromperlo per propinare suggerimenti a buon mercato che lo farebbero sentire ancora più frustrato. Lascialo parlare ed aspetta che sia lui (o lei) a dettare i tempi del tuo intervento perché, spesso, quello di cui i dipendenti in crisi hanno bisogno è trovare qualcuno disposto a raccogliere il loro sfogo. A meno che il problema che ti esponga non abbia esplicitamente a che fare con te e con il ruolo che rivesti in azienda, limitati ad ascoltare e tenta di andargli incontro o di rassicurarlo con atti concreti piuttosto che con parole abusate.

Risolvere i problemi di tutti i dipendenti in crisi è impossibile, ma tentare di mitigare i malesseri legati alle dinamiche lavorative è un impegno che devi assumerti con serietà. Sforzati di creare un clima positivo in azienda ed evita di incentivare invidie e malumori tra chi deve concorrere a farla crescere e prosperare nel tempo. Aiutare i dipendenti in crisi, in fondo, significa aiutare anche te a diventare un capo più attento, premuroso e giusto; non perdere questa opportunità.