HR Tech ed esperienza: il binomio vincente

La rapidità e l’efficienza dell’HR Tech al servizio dell’esperienza di senior Head Hunter; analisi di un binomio perfetto che naviga in maniera sinergica e spalanca le porte ad una visione del mondo HR proiettato al futuro. 

Hr Tech è un’espressione che richiama alla mente la visione di un settore che ingloba soluzioni digitali e software interamente dedicati al vasto mondo delle risorse umane. Esistono soluzioni che abbracciano tutti i processi HR: dalla ricerca e selezione del personale, ai gestionali, al payroll, alla analisi di performance. Un insieme di strumenti che possono migliorare ogni processo HR nella propria realtà aziendale.

Nel mondo, l’HR Tech è uno dei principali settori d’investimento nell’ambito dell’innovazione digitale. In Italia, negli ultimi 5 anni sono nate numerose Startup innovative che propongono tali soluzioni ma si tratta di un fenomeno che si muove ancora prevalentemente tra Torino e Milano (In-recruitng, Mappatura Mercato HR Tech Italia – 2° Edizione, 30/01/2019).

Gli strumenti offerti dalle aziende HR Tech

Gli strumenti offerti dalle aziende HR Tech sono stati dapprima accolti dalle grandi imprese che ne hanno intuito le potenzialità, ed oggi anche le piccole aziende ne stanno lentamente comprendendo il valore; un’innovazione utilissima ma che è osservata ancora con sospetto e diffidenza a causa della mancanza di consapevolezza e della paura nei confronti di tutto ciò che è diverso e nuovo.

kekyjob

Se ci soffermiamo per un attimo sul mondo della ricerca e della selezione del personale ed analizziamo il contributo che l’Hr Tech fornisce all’attività dei recruiter, resteremo stupiti  dal numero e dall’efficacia delle innovative soluzioni esistenti, che vanno dai software Ats, alla gamification, ai video-colloqui in differita: tutti strumenti che  aiutano ad erogare un servizio rapido ed efficiente, riducendo tempi e costi.  Il Digital Recruiting rappresenta l’ultima frontiera nell’attività di ricerca e selezione del personale. 

Intervista a Francesco Margreth, Ceo di Kekyjob srl

Per saperne di più, abbiamo incontrato oggi il dott. Francesco Margreth, Ceo di Kekyjob srl, moderna e vivace società milanese di Head Hunting che fa dell’utilizzo dell’Hr Tech il suo punto di forza, ponendo la tecnologia di ultima generazione nelle mani di Senior Head Hunter e creando un binomio perfetto che unisce l’esperienza dell’uomo con i più moderni software di ricerca e selezione.

 Com’è nata Kekyjob?

Kekyjob nasce dalla mia volontà imprenditoriale e da un intuito commerciale affinato dopo molti anni di esbperienza nel settore sales.

Non provengo dall’ambito HR, ho iniziato a conoscerlo pochi anni fa, ma ho approcciato questo settore per me nuovo da buon commerciale, incontrando di persona numerosi direttori HR, imprenditori e conoscendo varie realtà aziendali. Ho compreso i problemi e le esigenze di questi ultimi nell’ambito della ricerca e della selezione; ho capito di cosa avevano bisogno ed ho deciso d’investire in questo mercato.

Kekyjob è un’azienda totalmente smart, con collaboratori impegnati nel lavoro agile ed una sede fisica ricavata in una struttura di coworking. Una realtà efficiente per raggiungere il miglior risultato, diffondere cultura digitale e, grazie ai costi di gestione ridotti, offrire un servizio di ricerca e selezione a prezzi congrui.

Da un’analisi del settore delle risorse umane è emerso che esistevano già aziende che offrivano servizi HR Tech per la ricerca e selezione ma gestite da giovani con poca esperienza nell’Head Hunting; dall’altra parte invece c’erano senior Head Hunter che non conoscevano i vantaggi degli strumenti Hr Tech.

Ho deciso quindi di dotare di strumenti Hr Tech i senior Head Hunter; volevo combinare la loro impagabile esperienza alla tecnologia. E’ come dare un’imbarcazione in carbonio da America’s cup ad esperti marinai abituati a navigare con barche di legno. Hanno accettato la sfida mostrando la loro apertura mentale, hanno voluto imparare un modo nuovo di lavorare; alla fine il risultato è stato vincente ed hanno iniziato ad andare con il vento in poppa.

I senior Head Hunter hanno riscoperto anche il piacere di concentrarsi su quella che è la loro vocazione: curare i rapporti umani con i candidati, selezionando persone e non numeri, perché molte attività lunghe e ripetitive legate alla fase di pre-selezione sono svolte molto più rapidamente grazie alle soluzioni Hr Tech. Il tempo guadagnato in fase di preselezione può essere impiegato dagli Head Hunter nella fase più strategica e che richiede tutta la loro esperienza: il colloquio one to one.

Dopo un anno di attività, giovani recruiter stanno entrando nel nostro equipaggio. I senior Head Hunter li accolgono mettendo a disposizione tutta la loro esperienza e dando vita ad un positivo scambio intergenerazionale. Posso dire che Kekyjob è un buon esempio di reverse mentoring! I giovani infatti ci aiutano a comprendere meglio il mondo digitale e noi siamo ben contenti di condividere la nostra esperienza.

Quali sono gli strumenti HR Tech che utilizzate?

Il fine di ogni ricerca è trovare la persona migliore al momento disponibile sul mercato. Per raggiungere questo obiettivo scegliamo gli strumenti HR Tech più adatti a quella posizione specifica. (Versatilità)

Per ricercare candidati attivi: utilizziamo sistemi ATS (Applicant Tracking System), software che permettono di diffondere l’annuncio e organizzare le candidature ricevute.(Rapidità)

Per i candidati passivi: adoperiamo Linkedin Recruiter professional, unico database costantemente aggiornato dai candidati stessi e fonte di informazioni preziose.

Per la selezione: procediamo ad una prima scrematura tramite specifici strumenti Hr Tech individuando i profili maggiormente in linea con quelli ricercati; poi invitiamo i candidati a interagire con soluzioni all’avanguardia come video in differita. Infine agli Head Hunter è affidato il compito di analizzare i risultati e procedere con i colloqui one to one.

Perché utilizzate video-colloqui in differita oltre al colloquio one to one?

I video-colloqui in differita, oltre a far emergere i profili più motivati e valutare le prime soft-skills, permettono anche di condividere le informazioni dei candidati con il cliente, “aggiustando il tiro” in ogni momento, prima dell’incontro candidato/azienda.

Com’è cambiato il ruolo del recruiter oggi?

Innanzitutto grazie ai social è mutato il rapporto con il candidato. Viene favorita una comunicazione diretta con le potenziali risorse e tramite l’ Hr Tech fornito un feedback ad ogni candidato, evitando che si aspetti invano di conoscere l’esito di una selezione.

Inoltre, il recruiter oggi rappresenta l’azienda ed ha un ruolo fondamentale nella tutela della “brand reputation” (Employer branding); è per questo che gli viene affidato il compito di svolgere con professionalità il suo lavoro.

Infine i recruiter hanno bisogno di maggiori competenze digitali e di padronanza nell’uso di nuovi strumenti per gestire l’enorme mole di informazioni che oggi possiamo ottenere. Tuttavia la formazione, l’astuzia e la sensibilità rimangono elementi essenziali. L’idea che chiunque possa fare selezione solo grazie alla tecnologia, è un po’ come credere che chiunque possa vincere l’America’s cup se ha l’imbarcazione migliore: l’elemento più importante resta sempre uno, l’uomo che governa l’ottima imbarcazione.

Conclusioni

Le aziende oggi bramano rapidità e costi ridotti, consulenza e risorse in linea, pertanto ricercare e selezionare candidati idonei si rivela un’attività strategica di primaria importanza. Gli strumenti proposti dall’Hr tech offrono l’opportunità di innovare questo processo, migliorandone, di molto, tempi e risultati e permettendo di navigare a vele spiegate verso risultati mai raggiunti prima.