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Coronavirus: l’ipotesi di vietare gli spostamenti fino al 31 marzo

Pandemia da coronavirus, avanza l’ipotesi di vietare gli spostamenti sul territorio nazionale fino al 31 marzo. Intanto la variante inglese continua la sua diffusione


Il Governo Draghi potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di prorogare il divieto degli spostamenti sul territorio nazionale fino al 31 marzo. Lo scopo è quello di evitare il più possibile la circolazione della variante inglese e delle altre varianti del coronavirus che sono state individuate.

Coronavirus e spostamenti

dpcm e sport

Per evitare la circolazione massiccia delle varianti del coronavirus, specialmente l’inglese, la soluzione resta quella di limitare il più possibile la circolazione e gli spostamenti. Così, il Governo Draghi si trova a dover prendere una decisione molto importante a riguardo. Avanza l’ipotesi di vietare gli spostamenti tra le varie regioni fino al 31 marzo 2021. Attualmente il 25 febbraio scade tale divieto che in ogni modo sarà prorogato considerando la situazione dei contagi e la diffusione delle varianti su tutto il territorio nazionale. Una decisione che non farà felice chi già pensava di potersi spostare liberamente, ma che si rende necessaria per evitare il peggio. Purtroppo la pandemia da coronavirus non si ferma a più di un anno dalla sua comparsa. Gli esperti confermano che il cammino per uscire definitivamente da questa situazione è ancora lungo e tortuoso, soprattutto perché il virus ha la capacità di cambiare e di evolversi in continuazione.

Gli spostamenti vietati fino al 31 marzo

Una tra le prime decisioni che il Governo Draghi potrebbe prendere è proprio quella relativa gli spostamenti sul territorio nazionale. Tra le ipotesi che stanno prendendo piede nelle ultime ore c’è proprio quella di prorogare il divieto agli spostamenti fino il 31 marzo. Inoltre, ricordiamo che in data 5 marzo scadrà anche l’attuale Dpcm in vigore, quindi si attende con ansia il nuovo decreto con ulteriori norme per il contenimento del coronavirus. Oggi a preoccupare sono le varianti, in particolare quella inglese con una contagiosità maggiore. Lo scopo è quello di mantenere la sua diffusione sotto la soglia del 50% dei casi coronavirus. Attualmente la soglia di questa variante è del 39% sul totale dei casi ed in maniera molto veloce si sta diffondendo su tutto il territorio nazionale, a causa della maggiore trasmissibilità di questo particolare ceppo.

Zona arancione, gialla e rossa

Continua la suddivisione del nostro Paese in tre fasce di colori, quella arancione, gialla e rossa a seconda del numero dei contagi presenti sul territorio. Attualmente nella zona arancione troviamo: Toscana, Liguria, la Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna, Sicilia, Campania, Molise e P.A. di Trento. In zona gialla c’è: Calabria, Basilicata, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Marche, Puglia, Sardegna, Valle D’Aosta e Veneto. Nessuna regione in zona rossa, anche se ci sono delle piccole aree rosse, ossia dei Comuni e Province con restrizioni massicce proprio perché hanno dei contagi maggiori.

Coronavirus e l’ipotesi di portare tutta Italia in zona arancione

Le ipotesi su come contrastare i contagi da coronavirus sono davvero tante e differenti. Nelle ultime ore alcuni esponenti politici hanno suggerito di portare tutta Italia in zona arancione, adottando delle misure comuni a tutti sul nostro territorio nazionale. Sarebbe una sorta di lockdown nazionale in versione light. In ogni modo è ancora tutto da vedere e da considerare, visto che non tutti gli esponenti politici sono in accordo con questa eventuale mossa. In particolare il ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato più volte che la divisone del nostro Paese in tre differenti fasce di colore funziona e nel caso in cui ci sia un aumento dei contagi, le singole zone interessate passeranno automaticamente da zona gialla a quella arancione, senza dover imporre le stesse restrizioni a livello nazionale.

Evitare assembramenti e contatti

Rispettare le regole è importantissimo perché ancora non siamo usciti da questa pandemia ed il rischio di contagi è ancora alto. Evitare assembramenti è indispensabile, così come cercare di uscire il meno possibile e solo in situazioni di reale necessità. Sono dei sacrifici che tutti dobbiamo fare, perché il pericolo di nuove ondate è ancora presente e può essere scongiurato solo ed esclusivamente rispettando le regole previste, quelle che ormai tutti dovremo conoscere e mettere in pratica alla perfezione.