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Coronavirus: verso il nuovo Dpcm con lo stop all’asporto di cibo e bevande

In arrivo il nuovo Dpcm con regole restrittive per contrastare il coronavirus. Stop al servizio d’asporto dopo le 18.00. Ecco cosa ci attende


In questi giorni il Governo sta lavorando ad ulteriori misure restrittive da inserire nel nuovo Dpcm. Tra le ipotesi arriva lo stop all’asporto di cibo e bevande da bar a partire dalle ore 18.00. Confermato anche il coprifuoco, i divieti di spostamento e tanto altro. Resta il problema della scuola che sta risentendo molto degli effetti negativi portati dal coronavirus.

Coronavirus: si lavora al nuovo Dpcm

coronavirus

La pandemia da coronavirus non si ferma. I contagi continuano ad interessare l’Italia intera da Nord a Sud. Per questo motivo il Governo sta lavorando alle misure restrittive che faranno parte del nuovo Dpcm. Proprio ieri si è concluso il vertice a Palazzo Chigi, mentre per oggi è previsto l’incontro con le Regioni. Si va verso strette maggiori per evitare la movida ed ogni forma di assembramento. Si fa strada l’ipotesi di vietare il servizio d’asporto a partite dalle ore 18.00, mentre molto probabilmente saranno consentite le consegne a domicilio. Resta confermato il coprifuoco dalle ore 22.00 così come continuerà a valere la divisione italiana per fasce, a seconda dei contagi da coronavirus presenti sul territorio. A tal proposito non si esclude l’introduzione della zona bianca, nella quale l’unica restrizione sarà indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale gli uni dagli altri.

Le misure del nuovo Dpcm

Nuove strette all’orizzonte per cercare di mantenere la situazione sanitaria abbastanza gestibile. Nonostante l’arrivo del vaccino, la pandemia da coronavirus non sembra fermare il suo cammino. Bisogna non abbassare la guardia e continuare a rispettare tutte le misure restrittive previste. Intanto la prossima settimana dovrebbe essere varato il nuovo Dpcm con determinate restrizioni anti covid. Tra le novità c’è il divieto di asporto di cibi e bevande da bar dopo le ore 18.00. Tale misura è stata pensata per evitare la movida con aperitivi organizzati in strada e relativi assembramenti. A tal proposito potrebbero però essere consentite le consegne a domicilio fino alle 22.00 ora in cui si entra nel coprifuoco. Confermate anche le restrizioni relative gli spostamenti tra le Regioni gialle. Ed ancora possibile rinvio dell’apertura degli impianti sciistici. Si discute anche l’ipotesi di confermare le misure restrittive sulla visita ai parenti, così come sono state applicate nel periodo natalizio. In ogni caso si attendono anche le indicazioni dei tecnici e l’incontro con le Regioni per definire le ultime misure anti coronavirus che saranno introdotte nel Dpcm.

Scuola e didattica a distanza

Uno dei nodi da risolvere è quello relativo il settore scuola. Oggi rientrano in classe al 50% gli studenti delle superiori in Toscana, Abruzzo, Valle d’Aosta, mentre le altre Regioni hanno deciso di rinviare la data di apertura. Intanto, molti insegnanti e ragazzi chiedono di poter ritornare in classe, continuando a protestare su tutto il territorio nazionale. Lo stesso Ministro dell’Istruzione Azzolina ha dichiarato che ormai la didattica a distanza non funziona più. I ragazzi hanno bisogno di andare a scuola, di interagire con i compagni e con gli insegnanti, cosa che studiare davanti uno schermo di computer non potrà mai garantire. Ci sono poi gli esperti che considerano ancora troppo pericoloso consentire il rientro in classe degli studenti, ed invitano il Governo a non prendere decisioni precipitose, che potrebbero portare ad un repentino aumento dei contagi da coronavirus. Una questione davvero molto delicata a cui bisogna dare una soluzione senza mettere a repentaglio la salute di studenti, professori e di tutto il personale scolastico.

Coronavirus e stato d’emergenza

Ci si avvicina alla scadenza dello stato d’emergenza prevista per il 31 gennaio, ma non si esclude assolutamente un suo rinnovo. Tutto dipenderà dall’andamento dei contagi da coronavirus sul territorio nazionale. In ogni caso sembrerebbe proprio che la proroga sia un passaggio obbligatorio e necessario. Sicuramente l’applicazione ed il rispetto delle norme sulla sicurezza devono continuare ad essere varate e rispettate da tutti. La pandemia non è scomparsa, continua a viaggiare senza rispettare confini o restrizioni.