Corte dei Conti promuove il Reddito di Cittadinanza ma resta scettica

Corte dei Conti promuove il Reddito di Cittadinanza ma resta dubbiosa sul taglio delle tasse proposto dal Governo: pubblicata la relazione sul rendiconto generale dello Stato.

Reddito di Cittadinanza promosso dalla Corte dei Conti che, tuttavia, rimane scettica nei confronti di alcune delle proposte avanzate dal Governo recentemente. A distanza di poche settimane dall’inizio dei lavori per la Legge di Bilancio 2020, il dibattito sul deficit è ancora aperto.


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Pubblicata la relazione della Corte dei Conti sul rendiconto generale dello Stato

Ogni anno la Corte dei Conti è chiamata a esprimersi sull’operato del Governo tramite la relazione sul rendiconto generale dello stato. Il parere che i magistrati contabili esprimono sull’andamento dei conti del nostro paese e sulle pianificazioni di spesa è molto importante, perché serve per dare un quadro generale della situazione economico – finanziaria dell’Italia e procedere, se necessario, con apposite parificazioni, aggiustamenti o modifiche degli interventi in programma.

Questa volta, però, la relazione della Corte dei Conti era particolarmente attesa. L’Unione Europea ci continua a chiedere di rivedere i nostri conti, con un debito pubblico sempre più insostenibile, il rischio di deficit eccessivo è sempre maggiore, e questo preoccupa Bruxelles. Lo sforamento del 3% del rapporto debito/Pil, inoltre, secondo la Commissione Europea non può essere accettato senza che l’Italia riveda prima il suo sistema fiscale. Gli aiuti previdenziali promossi dal contratto di Governo firmato da Lega e Movimento Cinque Stelle, in particolare, rischierebbero di costare troppo alle casse statali, già fortemente in crisi.

Interventi come quelli del Reddito di Cittadinanza e/o l’introduzione della Quota 100, stando a quanto più volte sottolineato dai Commissari Ue, possono non peggiorare le sorti dell’economia italiana. Uno scenario poco allettante che, comunque, potrebbe migliorare se e solo se i soldi spesi dall’Erario per far fronte a questi interventi vengono in qualche modo ammortizzati tramite una maggiore tassazione. Questa prospettiva, però, non è mai stata presa in considerazione dall’Esecutivo.

Il Governo, piuttosto che alzare le tasse per far fronte all’emergenza e scongiurare una procedura di infrazione contro l’Italia, si è mosso per mettere insieme tutte le risorse necessarie per pareggiare i conti con l’Ue. Tali fondi sono stati recuperati battendo cassa (per esempio chiedendo i dividendi a Cassa Depositi e Prestiti) e ricorrendo agli avanzati in bilancio (come quelli derivanti dalla minore spesa sostenuta per l’introduzione del Reddito di Cittadinanza).

Corte dei Conti promuove il Reddito di Cittadinanza ma resta dubbiosa sul taglio delle tasse proposto dal Governo

Le ultime mosse del Governo Giallo – Verde non hanno molto convinto la Corte dei Conti. Sebbene i magistrati abbiano promosso il Reddito di Cittadinanza, riconoscendo i costi contenuti dello stesso, altri dubbi sono stati avanzanti una volta portati a termine i lavori della relazione sul rendiconto generale dello stato. Le principali perplessità riguardano nello specifico “i rischi gravi di uno shock fiscale” che, stando a quanto emerso, potrebbe essere conseguente all’introduzione della Flat Tax.

Senza copertura adeguate e un debito pubblico “ai limiti massimi della sostenibilità”, il rischio è che la crescita tanto attesa e tanto auspicata dalla maggioranza potrebbe non avvenire mai. Continuando così, ha spiegato il procuratore generale Alberto Avoli (presente in seduta insieme ai magistrati, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli), il pericolo a cui va incontro il nostro paese non è solo quello di dover affrontare la procedura per deficit avanzata dall’Ue.

La situazione debitoria italiana non riuscirebbe a rispondere bene ad uno shock fiscale e, come ha sottolineato Avoli, finirebbe col pesare sul futuro del paese (con ripercussioni negative su almeno tre/quattro generazioni future).

Il parere espresso dai magistrati riuniti in Viale Mazzini, comunque, resta complessivamente positivo. A tal proposito, difatti, è stato ribadito che: “sembra assodato che il costo complessivo della riforma stia rispettando le previsioni ed anzi si stia mantenendo nella sua forbice più prudente”. Restano ferme, tuttavia, tutte le altre questioni da risolvere che, come abbiamo visto, rischiano di azzerare gli effetti positivi di tutte le previsioni di bilancio.

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