Curriculum Vitae: perché le aziende non rispondono ai candidati

Decine di curriculum vitae inviati e poche o nessuna riposta: perché le aziende non rispondono ai candidati? Ecco i cinque motivi più comuni e le soluzioni per fare in modo che il curriculum vitae non venga scartato o ancora peggio, nemmeno considerato.

Decine di curriculum inviati e poche o nessuna riposta: è una situazione piuttosto comune sulla quale vogliamo riflettere. Perché le aziende non rispondono ai candidati?


perchè le aziende non rispondono ai curriculum

 

I 5 motivi per cui le aziende non rispondono ai candidati

Ecco i motivi più comuni e le soluzioni per fare in modo che il curriculum vitae venga preso in considerazione.

Il momento sbagliato

L’azienda è quella che stava cercando da sempre e il potenziale candidato ha deciso di inviare il curriculum. Per chi si candida potrebbe apparire tutto perfetto, ma il selezionatore o l’ufficio del personale potrebbe non aver bisogno di quella figura o ancora, star destinando tempo e risorse alla ricerca di un’altra figura professionale.

Ciò non significa che l’auto candidatura sia da evitare, ma semplicemente che è necessario considerare il rischio che il proprio curriculum non venga considerato, almeno in quel momento. Alcune aziende conservano le candidature ricevute per future necessità. In questo caso il curriculum potrebbe venire considerato successivamente, anche se questa opzione non è sempre scontata.

Abbiamo detto che un curriculum vitae giunto nel momento sbagliato potrebbe non ricevere risposta. Ma non consideriamolo un errore, semplicemente potrebbe essere il curriculum giusto al momento sbagliato. La soluzione in questo caso non c’è, ma consigliamo sempre di considerare il rischio di non essere considerati e di continuare nella ricerca.

Indirizzo generico

Il curriculum è perfetto, ma al momento dell’invio il candidato sceglie un indirizzo e-mail generico, come info, scrivici e simili. L’invio ad un indirizzo e-mail non dedicato espressamente alla ricerca di candidati, o all’ufficio delle risorse umane, potrebbe portare il curriculum a perdersi tra le comunicazioni generiche.

Di solito, in fase di pubblicazione di un annuncio di lavoro, l’azienda o chi effettua la selezione specifica i recapiti corretti a cui rivolgersi. Il consiglio per evitare l’errore è quindi quello di verificare sempre la correttezza dell’informazione, magari dedicando qualche secondo in più alla lettura dell’annuncio.

La stessa situazione potrebbe tuttavia verificarsi anche per l’invio cartaceo del curriculum vitae, che seppure sempre meno in voga, alcuni utilizzano ancora. Anche in questo caso, per evitare che la candidatura non venga considerata, sarebbe bene specificare il più possibile il referente o almeno indicare un destinatario generico come ad esempio “ufficio risorse umane“.

Errori nel curriculum

Un’altra motivazione che spesso spinge le aziende a non considerare un curriculum vitae è la presenza di errori nel curriculum stesso. Errori di battitura o piccole distrazioni possono capitare, ma sarebbe meglio accertarsi della correttezza di quanto scritto, magari facendo leggere curriculum e lettera di presentazione a qualcun altro.

Se piccoli errori di battitura possono verificarsi, non dovrebbero invece mai essere presenti errori più importanti, come gli errori grammaticali. In questo caso l’errore di scrittura verrà considerato anche in base al ruolo per il quale ci si candida. A prescindere dalla posizione, è bene però tenere presente che un curriculum con molti errori diventa un testo difficile da leggere e che, di conseguenza, non farà una buona impressione su chi lo riceverà.

Anche l’occhio del selezionatore vuole la sua parte: tra gli errori è bene evitare anche impaginazioni non corrette, colonne non allineate o caratteri diversi. Per evitare questo tipo di errori, è consigliato provare ad aprire l’allegato prima dell’invio, mettendosi nei panni di chi leggerà il testo. In caso di errore è necessario correggere e modificare l’allegato, anche se l’operazione dovesse far impiegare un po’ di tempo.

Il candidato anonimo

In molti casi le aziende non rispondono ai candidati perché non si sentono in dovere di farlo. Spieghiamoci meglio: quando un’azienda riceve un curriculum anonimo, magari inviato come allegato e senza alcuna presentazione, avrà più difficoltà a considerare il mittente come una persona, ma lo vedrà più come uno dei tanti candidati.

Un curriculum curato, personalizzato e correlato di una lettera di presentazione, aiuterà in primo luogo a far considerare il curriculum vitae e inoltre lo renderà più semplice da ricordare, nel caso in cui il selezionatore debba riprenderlo in un secondo momento.

Da questo punto di vista anche la fotografia può essere un ottimo alleato: attenzione a scegliere un’immagine dall’aspetto professionale e curato, in linea con il lavoro per il quale ci si candida.

Esperienza? Zero

L’intraprendenza è una caratteristica che può essere apprezzata, ma alcune professioni richiedono un’esperienza specifica. Non ci riferiamo solo a quelle più qualificate; talvolta anche mansioni all’apparenza semplici, necessitano di esperienza o di competenze specifiche.

Soprattutto quando l’azienda specifica nel dettaglio le caratteristiche ricercate, un rifiuto in caso di assenza di queste ultime è quanto di meno sorprendente il candidato possa aspettarsi.

Non è però solo l’esperienza l’aspetto a cui fare attenzione. Talvolta le aziende non considerano i curriculum perché le richieste del candidato non sono compatibili con le loro necessità. Un esempio comune è quello di una ricerca per una posizione full time, al quale si candidano persone che specificano di poter lavorare solo part time, e viceversa.

Curriculum errato

Magari si è utilizzato un modello curriculum europeo quando questo non è gradito all’azienda. O magari non si è utilizzato un buon modello CV, ben strutturato e completo. Attenzione quindi alla scelta del CV da inviare.

La reputazione online

Abbiamo lasciato per ultimo un errore più sottile, ma che spesso viene compiuto dal candidato. Nella selezione del personale non contano solo esperienza, un bel curriculum vitae ed un’ottima lettera di presentazione. È bene fare attenzione anche a chi si dimostra di essere online.

Non è raro che il selezionatore consulti anche i social media per saperne di più di un candidato. Alcune persone inoltre inseriscono i propri profili social nella candidatura, nella firma delle e-mail o nel curriculum stesso. Potrebbe succedere che un curriculum vena scartato per l’immagine che il candidato da di sé stesso in rete; consigliamo quindi di fare attenzione a ciò che si condivide e alle informazioni pubbliche.

Un consiglio: fate una ricerca su voi stessi in rete e verificate se l’immagine che di voi appare è quella che vorreste presentare ad un colloquio di lavoro. Questo non significa che non bisogna esprimersi in rete o prendere posizione. Semplicemente vuol dire che è necessario essere consapevoli di sé e delle informazioni che si comunicano, dentro e fuori di un curriculum vitae.

Ovviamente potrebbe accadere che i motivi per i quali l’azienda non risponde non dipendano affatto da errori del curriculum o del candidato, ma da aspetti e logiche interni all’azienda stessa. Come capire se si sta commettendo un errore quindi?

Ecco un ultimo consiglio: non inviate curriculum in massa, ma ponetevi un obiettivo, che può essere anche solo quello di trovare e selezionare cinque annunci di lavoro al giorno. Dopo aver inviato i curriculum per qualche giorno, rispettando questo obiettivo, verificate il numero di risposte. Se nessuno ha considerato la vostra candidatura, la probabilità che stiate commendo uno o più errori potrebbe essere più elevata.

Provate a rivedere qualche aspetto e ritentate: rinunciare alla ricerca di un lavoro è certamente l’unica soluzione da non prendere mai in considerazione.

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