GIG economy, è davvero solo l’economia dei lavoretti o anticipa il lavoro del futuro?

Gig Economy, ovvero di quel nuovo tipo di economia che, di fatto, fa lavorare molte persone e che in Italiano viene liquidata con l’espressione ‘economia dei lavoretti’. Possiamo parlare di ‘lavoro’ o è solo un’integrazione al reddito? Vediamolo insieme

Che ne pensi della Gig Economy, ovvero di quel nuovo tipo di economia che, di fatto, fa lavorare molte persone e che in Italiano viene liquidata con l’espressione ‘economia dei lavoretti’? Visto che questa economia eroga ormai un flusso di reddito a molte persone possiamo parlare di ‘lavoro’ o è solo un’integrazione al reddito?


gig economy

GIG economy: come si è arrivati a questa situazione?

In principio ci fu il fenomeno della ‘sharing economy’, l’economia della condivisione che, per funzionare davvero oltre alle piattaforme online per condividere auto, case, e oggetti vari, aveva bisogno di persone in carne e ossa che in quelle piattaforme inserissero i dati, rispondessero alle chat o, più spesso, fornissero ‘prestazioni di lavoro’ ogni volta che la piattaforma lo chiedesse loro.

E’ un fenomeno molto recente che dipende dall’evoluzione tecnologica. Tieni conto che solo 10 anni fa non era possibile pensare di essere ‘dipendenti’ di un’app del proprio telefono che ti diceva cosa fare, quando farlo e che, in base alle tue ‘prestazioni’, ti fornisse poi un compenso. Adesso questi ‘lavoretti’ sono una pratica comune per moltissime persone, più di quanto si pensi.

E’ stato infatti l’avvento degli smartphone che ha permesso alla Gig economy di prosperare in un mercato globale che si sa essere multimiliardario. Grazie alle app residenti negli smartphone si stima che solo negli Stati Uniti ci sono già 57 milioni di persone che lavorano per e con app come Uber, Airbnb ed Etsy – 57 milioni di persone che hanno un reddito grazie al lavoro ‘procurato’ da algoritmi.

GIG Economy, un fenomeno in continua evoluzione

Per avere un’idea di quanto vasto sia questo fenomeno della Gig economy pubblichiamo un’infografica prodotta da TitleMax con una lista di 150 app che, negli Stati Uniti, alimentano proprio l’economia dei lavoretti o appunto, Gig Economy, incluse molte che pagano direttamente i lavoratori. 150 app sono tantissime!

In Italia, questo tipo di economia, è associata principalmente con la consegna di cibo a domicilio pagata a cottimo (i famosi ‘Rider’), ma in realtà sono tantissime le app che le persone possono usare per trasformare il proprio tempo, le proprie abilità, i propri hobby o risorse (automobili, casa, parcheggi, ecc.) in flussi di reddito. Vediamo qualche esempio per ogni categoria. Le conosci tutte? Ne conosci altre? Scrivilo nei commenti.

Condivisione di passaggi in auto

Uber  e Lyft sono ciò che molti pensano quando sentono parlare della Gig economy, anche se in Italia esiste solo Uber e il suo servizio è poco diffuso. In Italia è molto presente invece la francese BlaBlaCar  che consente di monetizzare i posti in auto quando si viaggia da soli.

Commissioni

TaskRabbit, che è stato recentemente acquistato da IKEA, negli Stati Uniti trasforma commissioni come il montaggio di mobili o la pulizia di una grondaia in occasioni di lavoro pagate. In Italia provano a seguire la sua scia con applicazioni come Taskhunters e Vicker

Arte, design e creazioni artigianali

Etsy  un marketplace per i prodotti fatti a mano, è uno dei marchi più noti in questa categoria. Tuttavia, ci sono anche molte altre opzioni di nicchia: per esempio, UncommonGoods è specializzato in regali unici, mentre Society6  si concentra su stampe artistiche di qualità.

Scrittura ed editoria

Lulu e Kindle Direct ti permettono di pubblicare eBook online e venderli, mentre i correttori di bozze e i redattori possono essere pagati per i loro servizi di editing tramite Gramlee.

Consegna

I servizi di consegna veloci ed efficienti sono il fulcro della Gig economy, e qui non mancano davvero le opzioni. Deliveroo, UberEats, Foodora, e Glovo consentono ai loro ‘utenti’ di portare il cibo alla porta di chi lo consumerà in cambio di denaro, mentre le app come Supermercato24 si concentrano sulla consegna di generi alimentari.

Multimedia

Sappiamo tutti che si possono creare video e monetizzarli in applicazioni come YouTube o Twitch, ma sapevi che si può essere un doppiatore attraverso servizi come VoiceBunny? Si possono anche vendere i diritti delle proprie foto tramite Foap o fare lavori di freelance tramite Upwork  o Fiverr .

Sono sicuro che molte altre opportunità di lavoro retribuito verranno create man mano che nuove piattaforme si diffonderanno. Ma dobbiamo chiederci tutti come impatta, sulla vita dei lavoratori, il lavorare con piccoli task controllati da un algoritmo. Come possiamo prendere il buono portato da queste innovazioni – lavorare in modo autonomo, scegliendo cosa e quanto fare – e limitare o ridurre a zero ciò che danneggia i lavoratori – per esempio la concorrenza tendenzialmente sfrenata tra i lavoratori incoraggiata dall’algoritmo che gestisce i feedback?

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