Reddito di cittadinanza: le agevolazioni riconosciute ai datori di lavoro

Reddito di Cittadinanza, cosa promette la legge ai datori di lavoro che assumono i beneficiari del sussidio: gli incentivi economici riconosciuti e come fare domanda.

Del Reddito di Cittadinanza si continua oggi a parlare con grande passione e interesse. Dopo aver discusso tanto e a lungo sulle agevolazioni da riconoscere ai destinatari di questo sussidio, adesso le Istituzioni si stanno concentrando sugli incentivi da garantire a chi assume o è intenzionato ad assumere uno o più beneficiari del Reddito di Cittadinanza. In questo modo, dunque, si sta cercando di andare incontro a precise necessità, ovvero: ridurre i costi del lavoro, favorire l’occupazione e cercare di assicurare l’inserimento nel mondo del lavoro a chi ha difficoltà a trovare un impiego.


 

Reddito di Cittadinanza: cosa promette la legge ai datori di lavoro che assumono i beneficiari del sussidio

Come stabilito dal Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 (ovvero il Dl introduttivo del Reddito di Cittadinanza), importanti incentivi economici devono essere riconosciuti ai datori di lavoro che assumono un soggetto percettore di Reddito di Cittadinanza. Questo è quello che stabilisce l’ordinamento attuale ed è di questo che, probabilmente nelle prossime settimane, si ritornerà a parlare. Sulle modalità e i tempi di fruizione di questi incentivi, difatti, sarà chiamato ad intervenire l’Inps in primis, poiché molto importante è a questo punto fare chiarezza sui tempi e le procedure da seguire per poter beneficiare di questa misura agevolata.

Reddito di Cittadinanza: gli incentivi economici riconosciuti ai datori di lavoro

All’Inps, in quanto Istituto responsabile del Sistema Previdenziale Nazionale, spetterà definire tutti i passaggi propedeutici al riconoscimento delle agevolazioni economiche ai datori di lavoro intenzionati ad assumere percettori del Reddito di Cittadinanza. In attesa di un intervento dell’Istituto, però, possiamo sempre concentrarci su quello che di certo sappiamo fino ad oggi sull’argomento.

Prima di tutto, in che cosa consiste questo incentivo economico? Ebbene, stando a quanto previsto all’art. 8 del Decreto 4/2019, al datore di lavoro che assume un fruitore del Reddito di Cittadinanza verrà riconosciuta un’agevolazione economica sotto forma di sgravio contributivo. Il datore di lavoro, nello specifico, sarà esonerato dal pagamento dei contributi previdenziali per un periodo uguale alla differenza tra i 18 mesi del Reddito Cittadinanza(durata del sussidio) e quanto già goduto dal lavoratore/percettore.

L’importo dell’agevolazione, comunque, non sarà mai inferiore alle cinque mensilità. Lo sgravio contributivo, inoltre, verrà riconosciuto a tutti i datori di lavoro. Non solo aziende di grandi dimensioni e imprenditori affermati potranno usufruire di questo sconto sul costo del lavoro, ma anche piccole realtà come studi professionali, associazioni, fondazioni, società cooperative etc. È importante precisare in fine che, come il Decreto 4/2019 ha previsto, lo sgravio riguarderà sia i contributi a carico del datore di lavoro che la quota carico lavoratore.

Sgravio contributivo ai datori di lavoro che assumono soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza: come fare domanda

Il datore di lavoro interessato ad usufruire dello sgravio contributivo, riconosciuto per l’assunzione di un beneficiario del Reddito di Cittadinanza, dovrà presentare apposita domanda. Le modalità precise restano ancora da definire. Quasi sicuramente le richieste potranno essere presentate online, tramite un’apposita piattaforma di prossima istituzione. Le procedure da seguire, salvo disposizioni future diverse, saranno due:

  • il datore di lavoro si registrerà sulla piattaforma digitale e comunicherà i posti a disposizione nella sua azienda (ovvero farà sapere quanti lavoratori è disposto ad assumere tramite questo sistema);
  • l’assunzione avverrà tramite intermediari, ovvero con l’intervento di un ente accreditato (agenzie del lavoro, agenzie di somministrazione etc.) a cui verrà trasferita la quota del Reddito di Cittadinanza destinata allo sgravio contributivo e che gestirà il reclutamento del personale da assumere con agevolazione per conto del datore di lavoro.

Eccezioni e precisazioni

Lo sgravio contributivo riconosciuto ai datori di lavoro che assumono soggetti fruitori del Reddito di Cittadinanza, come appena ribadito sopra, coinvolgerà tutte le attività economiche e riguarderà sia tutti i contributi previdenziali. A tal proposito, tuttavia, è bene fare delle precisazioni. Tra i contributi non dovuti all’Erario statale non rientrano quelli che il datore di lavoro è tenuto a versare all’Inail.

Il premio dovuto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali resta dunque esente da sconti (e quindi il datore di lavoro sarà tenuto a versarlo per intero). L’agevolazione invece verrà aumentata di una mensilità nel caso in cui si sia provveduto all’avviamento al lavoro di donne e/o i cosiddetti lavoratori “svantaggiati”. Tra i soggetti svantaggiati, per esempio, rientrano quelli che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, i giovani di età compresa tra i 15 e 24 anni oppure i disoccupati che non possiedono un diploma di scuola media superiore o un diploma professionale o quelli di età inferiore ai 50 anni (l’elenco completo è comunque contenuto all’art. 2 del Regolamento UE 651/2014).

In ogni caso, è bene ribadirlo, l’esonero contributivo non potrà essere maggiore a 780 euro mensili né superare il tetto mensile dei contributi dovuti per il lavoratore beneficiario del Reddito di Cittadinanza. Le agevolazioni ai datori di lavoro, comunque, verranno riconosciuti solo per le assunzioni che rispettano determinate condizioni, ovvero:

  • le assunzioni devono essere a tempo indeterminato e pieno (sono esclusi i part – time);
  • le assunzioni devono avere natura incrementale, e cioè è necessario che le stesse determinino un aumento dell’organico rispetto alla situazione occupazionale relativa ai 12 mesi precedenti;
  • i lavoratori assunti non potranno essere licenziati se non per giusta causa o giustificato motivo, in caso contrario il datore dovrà restituire l’agevolazione di cui ha usufruito maggiorata delle relative sanzioni civili;
  • l’assunzione deve rispettare tutti gli obblighi di legge e rispettare le condizioni imposte dall’ordinamento in merito al rapporto di lavoro instaurato (e quindi essere in regola con il DURC e con le disposizioni vigenti in materia contributiva, fiscale, assicurativa etc.).

Questa agevolazione, in fine, è sottoposta alla regola del “de minimis”. Secondo questa regola, in pratica, lo Stato e le Pubbliche Amministrazioni possono erogare aiuti alle imprese sempre e solo nel rispetto di determinati limiti. Il limite massimo di aiuti economici ad un’impresa è definito appunto dal “de minimis” che, a sua volta, è quantificabile in un massimo di 200 mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari (non futuri ma precedenti alla presentazione della richiesta). Per le imprese operanti nel settore agricolo, invece, la soglia del “de minimis” corrisponde a 15 mila euro, mentre la stessa si alza a 30 mila per le imprese attive nel settore della pesca.

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