Inventare e reinventarsi. Nel mondo del lavoro è ormai questo l’imperativo. Vale anche per i green jobs (in grande espansione) all’interno dei quali emergono con una certa facilità nuove figure professionali. Una di queste è senza dubbio il valorizzatore dei rifiuti. una figura che, come è ovvio che sia, strizza l’occhio all’eco-sostenibilità e all’innovazione, collocandosi nel panorama italiano in un settore tutto nuovo del mercato del lavoro. Che cosa fa il valorizzatore dei rifiuti? Il suo ruolo trova collocazione perfetta nelle cooperative sociali e nei centri di riuso pubblici e privati. Per comprenderne meglio le mansioni è bene analizzare tale figura in Francia ed in Belgio dove la professione esiste già. Il 31 ottobre scorso si è concluso Sifor (Sistema formativo al valore-lavoro del riuso) , il progetto europeo per il trasferimento nel nostro Paese di competenze per la valorizzazione dei rifiuti, progetto finanziato dalla Commissione europea, promosso dalla Regione Emilia Romagna e coordinato dall’Associazione ORIUS.
Green Jobs: cosa fa il valorizzatore dei rifiuti
Il valorizzatore dei rifiuti, come si apprende dalle parole di Serenella Sandri, project leader di Sifor, gestisce: “i processi di selezione, preparazione al riutilizzo e commercializzazione dei rifiuti recuperati a nuova vita” ribaltando così completamente la vecchia idea di rifiuto, e rivalutando di quest’ultimo anche l’immagine. Non più scarti e materiali inutili ma vera e propria “merce”, utile perché riutilizzabile, se smaltita correttamente. Cosa, quest’ultima, possibile solo dopo un’attenta analisi compiuta a monte di tutta la lavorazione.
Quali caratteristiche dovrà avere, infine, chi sceglierà la strada del valorizzatore dei rifiuti? Oltre ad un pollice verde e uno spiccato amore per l’ecologia e l’eco-sostenibilità, dovrà sicuramente possedere adeguate conoscenze di chimica, fisica e geologia e saper comprendere il territorio in cui vive, nonché avere ben chiare potenzialità e risorse di quest’ultimo. Il valorizzatore dei rifiuti dovrà inoltre avere anche buone doti manageriali ed essere in grado di gestire impianti e servizi di raccolta. E ancora: al valorizzatore di rifiuti sarà richiesto di riconoscere e, per così dire “prevedere” la spendibilità di un determinato prodotto una volta immesso sul mercato dopo la sua trasformazione partendo dal materiale di scarto.
Dall’impavida Emilia Romagna. In un paese tremendamente complicato come l’ Italia fare i giornalisti può essere molto, molto stimolante. Il mio capo dice di me che i collegamenti che “tiro fuori” esulano dalle possibilità dei comuni mortali. Non ho mai capito se prenderlo come un complimento o no.
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