Al lavoro in bicicletta, pagati per pedalare: da Torino e Milano passando per Rimini

Al lavoro in bicicletta venendo pagati per pedalare? Si può e si potrà. Tutto merito degli incentivi green di cui molti comuni stanno discutendo per via dei 35 milioni di euro che il ministro Galletti ha deciso di stanziare per promuovere la mobilità sostenibile e per cercare di trovare una valida alternativa al problema legato all’inquinamento atmosferico, soprattutto in città. Basta targhe alterne, giorni di stop o iniziative similari che potrebbero essere solo palliativi. Così come si fa già in Francia e in Norvegia, dove il bonus è di 40 centesimi al km, anche in Italia si potrà tentare di cambiare le abitudini dei cittadini, che verranno pagati per lasciare l’auto in garage e spostarsi su due ruote mettendo in moto le gambe e guadagnandone pure in salute. Torino, Milano, Rimini, ma anche Vicenza, dove tre consiglieri comunali hanno promosso una petizione che ha raggiunto circa 1000 firme, e Bari si sono già attivate per raccogliere la sfida.

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A Torino e a Milano, ad esempio, per accaparrarsi una parte dei fondi stanziati dal Ministero, sulla base del modello già in uso in Francia, che prevede che i cittadini che scelgono le due ruote vengano premiati con un’indennità di 25 centesimi al chilometro, l’assessore Enzo Lavolta insieme all’assessore milanese Pierfrancesco Maran, hanno unito le forze e stanno studiando un piano ad hoc per le due città.

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Morti sul lavoro: una preoccupante inversione di tendenza

Secondo quanto diffuso da Anmil in occasione della 65esima giornata nazionale vittime degli incidenti sul lavoro, per la prima volta dal 2006 i morti sul lavoro sono aumentati. Tra il gennaio e l’agosto del 2014, ad esempio, si sono contate ben 652 vittime di morti bianche. Nello stesso periodo del 2015,  ne sono state registrate 752. Nell’anno in corso vi sono stati 100 casi in più rispetto l’anno precedente, ma ciò che più colpisce è che il dato è in controtendenza rispetto a 10 anni di calo. Secondo l’ultimo rapporto dell’Inail, anche i casi di infortuni hanno fatto registrare una crescita rispetto al trend degli ultimi anni, passando dai 695 mila casi denunciati del 2013 ai 663 mila del 2014.

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Da cosa dipende questa inversione di tendenza? Dalla riduzione dei controlli, dall’età dei lavoratori e dall’aumento delle ore di lavoro in alcuni settori, come quello dei trasporti, quello dell’edilizia e quello manifatturiero (Più 5% di morti bianche, dati ancora provvisori, nell’industria manifatturiera, più 34,2% nel settore dei trasporti, più 6,2% nel settore delle costruzioni e più 6,1% nel commercio) Per quanto riguarda l’età, l’aumento registrato ha coinvolto soprattutto gli ultra sessantenni, potrebbero essere in parte alcune della cause di questo

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Occupazione femminile: la ricetta contro le disuguaglianze

Secondo un recente rapporto curato dalla giornalista Judith Warner e diffuso dal Centre for american progress l’occupazione femminile sarebbe la giusta medicina guarire un sistema ricco di disuguaglianze, come ad esempio quelle riguardanti il reddito. Il rapporto è andato così a confermare ciò che già era emerso nei paesi scandinavi. Citando l’ex ministro delle finanze svedese, Par Nuder, che più volte ha affermato come: “l’occupazione delle donne è fondamentale non solo per la crescita economica di un paese, ma anche come potente forza di compensazione per il flagello contemporaneo della disparità di reddito”, la giornalista ha puntato sul fatto che ci sia il bisogno di mobilitare tutta la forza lavoro, non solo quella maschile e che vi sia la necessità di implementare l’occupazione femminile per far così cessare le varie disuguaglianze.

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Dall’analisi dei numerosi dati raccolti dal Consiglio degli economisti della Casa Bianca inerenti alle ricerche decennali compiute dal Bureau of Labor, si può capire come dal 1970 al 2013 l’aumento del reddito sia dovuto ad un aumento dei redditi delle donne. Se negli ultimi quarantatre anni non vi fosse stato alcun aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, il reddito delle famiglie degli Stati Uniti sarebbe ora ben differente ed i dati raccolti avrebbero dipinto un quadro decisamente più negativo. Secondo le stime infatti, il reddito familiare medio sarebbe stato di circa 13 mila dollari inferiore rispetto quello attuale.

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Crescere in Digitale e Garanzia Giovani: previsti 3000 tirocini in azienda

Crescere in Digitale, il progetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Unioncamere e Google,rivolto a tutti gli iscritti a Garanzia Giovani, sta prendendo il via con l’attivazione di 3.000 tirocini a cui i giovani che non studiano e non lavorano potranno accedere attraverso un corso online e laboratori sul territorio acquisendo così competenze in campo digitale. Con Crescere in Digitale, l’obiettivo è quello di migliorare il quadro dipinto dai dati Istat, che hanno fotografato una situazione non proprio rosea per quanto riguarda l’istruzione tecnologica in Italia tanto che anche secondo l’Ocse il nostro sistema formativo a livello tecnologico è uno tra i meno dotati rispetto agli altri Paesi europei.

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L’iniziativa, quindi, andrà sì ad aiutare l’occupabilità dei giovani investendo sulle loro competenze, ma accompagnerà per mano anche le imprese all’interno del non ancora molto esplorato mondo di Internet.

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Lavorare come cheerleader: dall’America, all’Italia?

Lavorare come cheerleader? In America si può! Le bellissime ed atletiche ragazze che curano la coreografia delle proprio team e supportano le varie squadre di football potranno presto dire di svolgere questa attività proprio come una professione vera e propria e non solo un hobby. Fare la cheerleader diventerà infatti un lavoro a tutti gli effetti con diritti e doveri per chi, dal 2016, vorrà lavorare facendo qualcosa che ama realmente e per cui ha deciso di fare qualche piccolo sacrificio a discapito della vita privata ed in concomitanza con gli impegni scolastici.

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A stabilire tutto ciò, rivoluzionando il mondo delle cheerleader, è un disegno di legge californiano, della cui stesura si è occupata Lorena Gonzalez, che stabilisce che le ragazze che si occupano delle coreografie e del supporto delle varie squadre debbano essere assunte come dipendenti dai vari team ed avere un minimo salariale, la possibilità di rimborsi spesa per le varie trasferte e per le spese effettuate per creare coreografie ad hoc sempre nuove ed originali, ma anche gli straordinari pagati.

Lavorare come cheerleader: dalla California con furore

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Jovanotti e il lavorare gratis: “Lo facevo anche io”

In un incontro recentemente avvenuto all’Università di Firenze  Lorenzo Jovanotti ha parlato del fenomeno del lavorare gratis, spiegando che quest’ultimo avrebbe comunque una sua utilità. Per farlo ha fatto riferimento alle sue esperienze da “ragazzo”, ma il discorso ha comunque scatenato numerose polemiche. Il noto cantante, salito per un giorno in cattedra per via dell’incontro con gli studenti del polo delle scienze sociali, ha raccontato alla platea che aveva davanti di aver partecipato a diversi festival in America dicendo di essersi stupito nel vedere tantissimi ragazzi lavorare e di aver chiesto: “scusate, ma questi chi li paga?” Mi hanno risposto: “sono volontari, lavorano gratis, ma si portano a casa un’esperienza”.

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In questo contesto il cantante ha poi aggiunto: “mi sono ricordato che quando ero ragazzo anche io lavoravo gratis alle sagre e mi divertivo come un pazzo. Imparavo ad essere gentile con le persone, se mi avessero detto non lo fare, vai in colonia, sarebbe stato peggio. Ma per me quel volontariato lì era una festa, anche se lavoravo alla sagra della ranocchia”. Il discorso ha perl sollevato la polemica sui giovani che devono lavorare gratis per fare esperienza, che si è subito scatenata sui vari social network.

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A Roma il Premio idea innovativa dedicato all’imprenditorialità femminile

La Camera di Commercio di Roma e il Comitato per la Promozione dell’Imprenditorialità Femminile hanno dato il via alla quarta edizione del premio dedicato all’imprenditoria femminile e denominato “Premio Idea innovativa, la nuova imprenditorialità al femminile” messo in campo per valorizzare le piccole e medie imprese di Roma e provincia che scadrà il prossimo 15 Maggio 2015.

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Il Premio idea innovativa è rivolto: alle imprese femminili individuali, alle società cooperative in cui le socie siano almeno il 60% dei componenti, alle società di capitali in cui le donne siano in possesso di almeno i due terzi delle quote di capitale.

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GEC 2015: a Milano il congresso mondiale sull’imprenditorialità

Dal 16 al 19 marzo 2015 a Milano si terrà la settima edizione del Global Entrepreneurship Congress, ovvero il GEC 2015, un evento organizzato dalla Kauffman Foundation e che, con tutta probabilità, nei prossimi anni molti paesi faranno a gara per ospitare. GEC 2015 ha come obiettivi primari, quelli di accendere i riflettori sulla buona imprenditorialità, dare una spinta alla creazione di start-up offrendo esempi concreti di aziende di successo, ospitare momenti di confronto e soprattutto mettere in campo la possibilità concreta di emergere a giovani imprenditori talentuosi e desiderosi di entrare nel mondo del lavoro autonomo.

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Oltre 50 gli eventi previsti durante i giorni del Congresso, tra i quali anche il primo SME Ministerial, in programma il 17 marzo, al quale parteciperanno anche il Ministro Federica Guidi e Maria Contreras Sweet, 24mo amministratore della U.S. Small Business Administration e membro del Gabinetto del Presidente Obama. L’incontro patrocinato dalla Casa Bianca e nel quale interverranno i ministri dello Sviluppo economico dei principali paesi del mondo, daranno vita ai lavori del primo meeting internazionale volto a decidere le linee guida per start-up e Pmi e del conseguente sviluppo economico derivante.

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