Lavorare in fornace: cosa fa il fornaciaio e opportunità di lavoro

L’antico mestiere del fornaciaio, di cosa si tratta e dove è ancora possibile praticarlo.

Tra i mestieri più sconosciuti ma ancora oggi ben vivi e vegeti, annoveriamo il mestiere di “fornaciaio” o meglio dei produttori dicotto fatto a mano”. Questo antico e nobile mestiere ha la sua patria in Castel Viscardo, paesino che si trova in provincia di Terni a pochi passi dalla bellissima Orvieto. Qui si produce il “cotto” fatto a mano tra i più pregiati d’Italia, prodotto secondo tempi e metodi in uso all’epoca romana ovvero con argilla e fuoco a legna. Andiamo a conoscere qualcosa in più su questo antico mestiere e su come poterlo praticare tuttora.


Il fornaciaio: chi è e cosa fa

Certamente la tecnologia è arrivata anche qui ma a Castel Viscardo sono ancora attive fornaci a “pozzo” in grado di sfornare oltre 15-20.000 mattoni per cottura. Ogni fase della lavorazione richiede però esperienza, precisione, attenzione.

Lavorare in fornace

Come tutti i lavori di una volta, quello del fornaciaio è un lavoro duro e impegnativo ma la soddisfazione è tanta perché il mattone fatto a mano profuma di storia, di cultura, di antico, non per nulla viene impiegato per il recupero e restauro di chiese, conventi, ville del ‘500, cascine, casolari, casali di campagna, palazzi medievali.

Una delle fasi più affascinanti di questo mestiere è quello della lavorazione dell’argilla e della produzione del “crudo” utilizzando appositi stampi una volta in legno, ora in ferro. Gli addetti a questa fase sono prevalentemente giovani in quanto bisogna stare in piedi, battere forte l’argilla con le mani secondo una precisa tecnica, posare poi lo stampo sul pavimento riscaldato per l’essiccazione del crudo.

La velocità è fondamentale, perché in questo campo: velocità sta a significare guadagno. Oggi un giovane fornaciaio, con regolare contratto, può produrre, dopo un adeguato apprendistato, intono ai 500 pezzi al giorno con un  una paga mensile superiore ai 1.200.

Questo mestiere si addice anche ai giovani studenti che durante le vacanze o nel fine settimana possono impiegare una parte del l proprio tempo libero andando in fornace a produrre mattoni fatti a mano e guadagnare così  qualche soldino per i propri hobbies.

In questo ambiente, non mancano però i “professionisti del settore”, che hanno ormai una lunga esperienza e sanno “insegnare” questo mestiere a chi vi si avvicina oggi.

Fornaci attive in cui è possibile trovare lavoro

A Castel Viscardo sono ancora attive numerose fornaci, che mantengono viva la tradizione producendo varie tipologie di cotto fatto a mano venduto in tutto il mondo.

fornaciaio

Ecco un elenco delle più famose fornaci attive:

  • Sugaroni Vincenzo s.r.l.: l’azienda Sugaroni Vincenzo è un’antica fornace che in modo rigorosamente artigianale produce ‘il vero cotto fatto a mano’ con un’esperienza che si tramanda dal 1685. Oltre 1200 formati, diverse finiture ed effetti di complemento oltre a prodotti esclusivi.
  • Fornace Bartoccini: l’azienda rinasce sulle rovine di un antico forno seicentesco, mantenendo ancora oggi la tradizione del mattone artigianale.
  • Fornace Bernasconi: non è una fabbrica ma ama definirsi un laboratorio artigianale, che ha l’obiettivo di mantenere vive le tradizioni dei propri antentai, della storia e della terra, senza perdere di vista lo stile del vivere sano e moderno. Attenzione al dettaglio e cura artigianale con il fine ultimo di soddisfare i clienti con serietà e professionalità.
  • Fornace Vecchio Coppo: l’azienda, che prende il nome dalla Fornace costruita nel sedicesimo secolo, è gestita da Enzo Serranti, il quale costruisce direttamente i vari stampi che servono per la produzione di mattoni.
  • Fornace Enrico Palmucci: azienda dinamica che in pochi anni si è posta ai vertici qualitativi nella produzione di manufatti per l’edilizia in cotto.
  • Cotto Stefani: Stefano e Petronio Stefani sono, da quasi 40 anni, i titolari dell’azienda ed eredi di una tradizione secolare, tramandata di padre in figlio, che accompagna la storia della famiglia sin dal XVI secolo.
  • Fornace Calandrelli: tradizione familiare plurisecolare dal 1752 pavimenti e rivestimenti in cotto fatto a mano.

Se vi capita di passare per Orvieto, fate un salto a Castel Viscardo, scoprirete un antico mestiere e una atmosfera d’altri tempi.

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