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Lavoro: blocco dei licenziamenti fino all’estate. Le ipotesi al vaglio


L’attuale blocco dei licenziamenti nel mondo del lavoro, in scadenza il 31 marzo 2021 potrebbe essere prorogato ulteriormente almeno fino all’estate. Questa è l’ipotesi al vaglio del Governo Draghi. A rischio circa 250 mila posti di lavoro.

Lavoro e blocco dei licenziamenti

collega che cambia lavoro

La pandemia da coronavirus ha portato tante problematiche sul fronte lavoro. Molte aziende a causa delle misure restrittive sono entrate in crisi, con un calo di fatturato mai registrato precedentemente. Il Governo per aiutare i dipendenti ha indetto il blocco dei licenziamenti, rinnovato periodicamente nel corso dei mesi. Tale misura scadrà il prossimo 31 marzo 2021, ma già spunta l’ipotesi di prorogare la misura fino all’estate, garantendo un posto di lavoro ai dipendenti delle varie aziende. Il nuovo Governo Draghi con il ministro del Lavoro Andrea Orlando devono affrontare una situazione molto delicata e di particolare importanza, come quella del lavoro. Il ministro Orlando oltre ad incontrare i vari sindacati, a breve avrà un confronto con le imprese direttamente interessate allo stop dei licenziamenti. Intanto avanzano ulteriori ipotesi sulla questione.

Il blocco dei licenziamenti e la proroga fino all’estate

Molto probabilmente il blocco dei licenziamenti andrà avanti fino all’estate, con un’ulteriore proroga. Non basta, perché si dovrà comunque pensare ad una solida ed efficace riforma degli ammortizzatori sociali che riesca a mettere in accordo i sindacati e le imprese stesse. L’ipotesi prevede un rinnovo generalizzato della misura di altri due-tre mesi o comunque fino all’estate, dopo si procederà con la differenziazione. Cosa significa? Vuol dire che dopo l’estate, nel settore lavoro, il blocco dei licenziamenti sarà garantito solo ad alcune imprese, ossia quelle che si trovano in una situazione di maggiore difficoltà ed utilizzano la cassa integrazione Covid gratuita. Intanto il ministro Orlando a fine mese si prepara a presentare la sua proposta di riforma degli ammortizzatori sociali da sottoporre ai sindacati.

Lavoro e la riforma degli ammortizzatori sociali

In un periodo così delicato come quello di una pandemia mondiale, bisogna sostenere il mondo del lavoro con tante differenti misure ed ammortizzatori sociali. La crisi economica c’è e purtroppo avremo bisogno di tempo per risollevare la situazione, almeno per determinati settori professionali. Il ministro del Lavoro Orlando si trova così a dover affrontare una situazione fragile, da analizzare con calma e lucidità. Le imprese ed il loro lavoro non possono essere lasciate sole. A breve sarà presentata ai sindacati una nuova riforma degli ammortizzatori sociali con delle politiche attive per il lavoro molto più solide. Oltre a tutto ciò è necessario anche investire sulla riqualificazione dei lavoratori e delle loro competenze. Il mondo del lavoro si sta evolvendo sempre di più, dirigendosi verso il digitale e tecnologico. Infatti, la pandemia ha accelerato il processo di smart working che prima era adottato solo da poche aziende. Un cambiamento che necessita di personale con particolari competenze digitali e non solo.

Lavoro: a rischio circa 250 mila posti

Cosa succederà dopo il blocco dei licenziamenti? Ebbene, secondo le stime sono a rischio 250 mila posti di lavoro. Questa cifra si andrebbe ad aggiungere ai posti di lavoro persi lo scorso anno, quando la pandemia ha fatto a tutti gli effetti il suo ingresso. La fine del blocco dei licenziamenti potrebbe davvero rappresentare un problema più grande di quello che oggi il lavoro sta vivendo. Per questo motivo bisogna intervenire il prima possibile. Lo stop ai licenziamenti potrebbe entrare a tutti gli effetti nel prossimo decreto Ristori 5 con il relativo scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro. Il Decreto Ristori 5 tra le tante misure prevede anche la proroga della Naspi, l’incremento delle risorse economiche destinate al Reddito di Cittadinanza, il congedo riconosciuto ai genitori dei ragazzi in quarantena o in Dad. Non è tutto, perché sono previste semplificazioni delle varie procedure collegate al pagamento della cassa integrazione. La questione lavoro resta comunque delicata da affrontare in maniera delicata, lucida ed efficace.

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