
Secondo quanto dichiara il report, nel 2013 la media dei rapporti di lavoro attivati per trimestre è stata di 2 milioni e 403 mila, in calo di circa 160 mila rispetto al 2012 (-6,2%). Sul fronte dei rapporti di lavoro cessati, sempre nel 2013 si è registrata una media trimestrale pari a oltre 2 milioni e 447 mila, in calo di circa 144 mila cessazioni rispetto al 2012 (-5,6%). Ancora, nel biennio 2012 e 2013, il numero delle attivazioni trimestrali è risultato più elevato per le donne, mentre sul fronte delle attivazioni per area geografica, dal 2011 al 2013 si passa dal 41% al 39,2% per il Nord, contro una crescita della quota di contratti attivati nel Mezzogiorno dal 35,1% al 36,6
“Il contratto a tempo determinato” – afferma il comunicato ministeriale – “rappresenta la forma prevalente di formalizzazione di un rapporto di lavoro, con il 68% del totale contratti avviati, mentre il contratto a tempo indeterminato si attesta a 16,4%. Tutte le forme contrattuali fanno registrare cali che superano la soglia del 10%. Tiene solo il contratto a tempo determinato che aumenta dello 0,3% rispetto al 2012”.
Altresì, in termini di nuovi contratti, sono le regioni settentrionali a dimostrare i decrementi più significativi. Il macrosettore con la maggior parte dei contratti di lavoro dipendente e parasubordinato è ancora il Terziario con il 72,3% delle attivazioni totali; a seguire l’Industria con il 13,3% e l’Agricoltura con il 14,5%.
“Sempre nel 2013 il valore nazionale del numero medio di contratti pro capite si attesta a 1,78 contratti per lavoratore, (contro 1,75 dell’anno prima), a significare che ciascun soggetto presente sul mercato del lavoro ha avuto in media più di un contratto attivo nell’anno” – prosegue il comunicato ministeriale – “Per quanto riguarda le cessazioni di rapporto di lavoro, il triennio 2011-2013 mostra un rallentamento significativo del tasso di crescita, passando da una variazione pari a +3,7% registrata nel 2011, ad un più contenuto +0,8% registrato nel 2012 e un -5,6% del 2013. Il numero maggiore di cessazioni si registra nei settori della PA, istruzione e sanità, Alberghi e Ristoranti, Trasporti, comunicazioni e attività finanziarie e Agricoltura. Nel corso dell’anno 2013, i rapporti di lavoro cessati sono circa 9,8 milioni e hanno riguardato complessivamente poco più di 5,6 milioni di lavoratori di cui 2.979.435 maschi e 2.646.613 femmine”.
Per quanto infine concerne il riferimento all’età, nel triennio 2011 – 2013 la quota più rilevante di cessazioni ha riguardato lavoratori nella classe 35-54 anni (pari al 46,1% del totale); a seguire le classi 25-34 anni (27,8% del totale), fino a 24 anni (il 13,8%) e 55 e oltre (12,4% degli individui).
Giornalista e promotore finanziario abilitato, profondo conoscitore delle tematiche del lavoro. Si occupa in principali modo di legislazioni, normativa ed approfondimenti. Si muove a suo agio nelle tematiche giuridiche ed economiche.
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