Lavoro: sempre più aziende tech assumono persone con autismo. Ecco il perché

Secondo il Wall Street Journal sempre più aziende operanti nel settore dell'alta tecnologia decidono si assumere persone con autismo. Questi avrebbero caratteristiche derivanti dalla loro situazione, adatte a svolgere lavori in determinati settori dell'alta tecnologia.

Secondo il Wall Street Journal, sono sempre di più le aziende tech, che soprattutto negli USA decidono di assumere persone affette da autismo. La motivazione è molto semplice, si tratta di persone con determinate capacità, derivanti dalla loro condizione, che le rende perfette per determinati lavori nel campo tecnologico. Mai come in questo caso, il lavoro è un diritto di tutti.


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Lavoro: aziende tech e autismo

Quando parliamo di persone affette da autismo, parliamo di una vera e propria risorsa e conquista  sia sociale che tecnologica. Secondo il Wall Street Journal, sono sempre di più le aziende operanti nel settore tech, che in America decidono di assumere persone con autismo. Trovare un lavoro per queste persone, diventa così semplice in determinati settori connessi alla tecnologia. Cosa c’è dietro questa scelta da parte delle aziende? Gli autistici, grazie alla loro stessa condizione, avrebbero una marcia in più e determinate caratteristiche che li rende più adatti a svolgere particolari tipologie di lavoro, soprattutto nel settore dell’alta tecnologia.

Ad esempio, tra i settori in cui questi soggetti sono più bravi, troviamo quelli connessi all’intelligenza artificiale e big data. Non a caso, alcune persone con autismo lavorano per Microsoft, Ernst & Young, Credit Suisse Group, la multinazionale Dell Technologies e Dxc Technology, azienda leader a livello mondiale di intelligenza artificiale.

Lavoro nelle aziende tech: quando l’autismo diventa una risorsa

Coloro che soffrono di autismo sono diventati una vera e propria risorsa per le aziende che operano nel settore della tecnologia. La stessa Marcia Scheiner, la fondatrice e presidente dell’Integrate Autism Employment Advidors, associazione no profit americana, che si occupa di mettere in contatto le aziende con i soggetti autistici, sostiene che questi forniscono un notevole contributo a determinati settori tecnologici. Gli stessi datori di lavoro sono in accordo con tale pensiero, scoprendo un’importante manodopera per determinati lavori nel settore della tecnologia avanzata. Infatti, essi hanno un ragionamento analitico che si adatta molto bene a tipologie di lavoro come lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale.

Questi soggetti, a differenza degli altri, sono in grado di rimanere concentrati per diverse ore, oltre al fatto che sono capaci di compiere lavori ripetitivi, senza perdere il grado di interesse in ciò che stanno facendo. Si tratta di una vera e propria risorsa che mette in accordo sia i bisogni aziendali che quelli dei soggetti di trovare un lavoro.

Datori di lavoro e nuove tipologie di colloquio

Solamente negli ultimi anni, anche grazie all’operato di varie associazioni no profit, il mondo del lavoro si sta aprendo alle persone affette da autismo. Molti datori, incominciano ad andare oltre i pregiudizi e le preoccupazioni connesse alla scarsa capacità di relazionarsi da parte di questi soggetti. Per tale motivo, aziende, come la Ernst e Young e Dxc, hanno eliminato il classico colloquio di lavoro, sostituendolo con una serie di test, in grado di misurare le abilità dei candidati con autismo. Si tratta di specifici test che possono durare anche svariate settimane. Una conquista di notevole importanza, se si pensa che, per uno studio risalente al 2015 condotto della Drexel University, il 42% delle persone con autismo a distanza di 6 anni dal diploma, non avevano ancora un lavoro retribuito.

Lavoro e autismo: alcuni esempi di successo

Il Wall Street Journal scrive di moltissimi casi in cui l’assunzione di persone con autismo è stata una mossa vincente per le aziende. Giusto per citarne uno, oggi ci sono circa 80 persone affette da autismo che fanno parte dello staff vincente di Ernst e Young l’azienda leader nei sevizi di intelligenza artificiale. Parte di loro hanno contribuito in maniera decisiva nella creazione di reti neurali, con le quali si può capire se un cliente è in grado di beneficiare di deduzioni fiscali, e di sviluppare algoritmi capaci di automatizzare la realizzazione di contratti di consulenza con il gruppo stesso. Tali invenzioni hanno permesso all’azienda di risparmiare circa 500 mila ore di lavoro all’anno. Siamo dinanzi ad una nuova era, dove il lavoro diventa la priorità per ogni soggetto.

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