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Licenziata per aver usato “male” i giorni della legge 104: il Tribunale dispone il reintegro

Licenziata per l’uso “incongruo” dei giorni della legge 104, il Tribunale del lavoro dispone l’immediato reintegro.

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Era stata licenziata da una nota catena di supermercati italiani per aver utilizzato “male” i giorni e le ore di permesso che sono concesse dalla legge 104. La dipendente non si è tuttavia arresa e, al termine di una disputa processuale, ha ottenuto il reintegro nel posto di lavoro grazie a una sentenza del Tribunale del lavoro della Spezia. Ma cosa è accaduto? E in che modo è stato possibile arrivare a una simile pronuncia da parte dei giudici del lavoro?

arton23369-1b6f3La vicenda ha come protagonista una commessa di un supermercato italiano, in provincia della Spezia. A fine 2015, nei giorni 24 dicembre e 31 dicembre, la lavoratrice aveva usufruito dei giorni della legge 104 per poter assistere il fratello affetto da disabilità. Due permessi che non sono però andati giù al datore di lavoro, visto e considerato che si tratta di due giornate cruciali: la vigilia di Natale e quella di Capodanno rappresentano un momento fondamentale per le vendite del punto, e per gli addetti al lavoro si tratta certamente di un picco di impegno evidente.

Proprio la coincidenza della fruizione dei giorni della 104 nelle suddette date, ha insospettito i responsabili dell’azienda, che hanno ingaggiato un investigatore privato per poter controllare la dipendente.

Ebbene, al termine delle indagini, l’investigatore ha confermato che in quei giorni la lavoratrice stava effettivamente accudendo il fratello: nonostante ciò, l’azienda l’ha ugualmente licenziata sostenendo che il permesso non era stato utilizzato in modo conferme. Immediatamente, la lavoratrice ha deciso di fare causa al proprio datore di lavoro, ottenendo il reintegro grazie alla già ricordata pronuncia dei giudici del Tribunale spezino, che hanno riconosciuto il diritto all’assistenza dei familiari disabili.

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