Aprire Franchising abbigliamento, lista ed analisi dei migliori

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Quali sono le migliori catene di abbigliamento in franchising? Abbiamo spesso parlato della formula imprenditoriale del franchising, perché si tratta di uno dei modi più “semplici” per iniziare un’attività commerciale in proprio. Sono state proprio delle aziende italiane, come ad esempio Benetton, tra le prime a costruire la propria rete commerciale di punti vendita monomarca, …

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Affittare con AIRBNB e guadagnare

Il sito airbnb.com è un portale internazionale di alloggi privati che si possono affittare per soggiorni brevi. Se hai una stanza o un appartamento disponibile potresti decidere di affittarlo e di diventare, così, un host. Che cosa bisogna fare per affittare con AIRBNB Creare un annuncio accattivante Scrivi un’accurata descrizione della camera o della casa …

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Guadagnare scrivendo e vendendo un ebook, ecco alcune dritte

L’invenzione dell’ebook, oltre a rendere più semplice ed economico l’acquisto e la lettura di molti libri, ha facilitato, e di molto, la vita degli aspiranti scrittori. L’autopubblicazione in ebook permette a chiunque di pubblicare, letteralmente a costo zero, un libro in formato elettronico, e sottoporlo al giudizio dei lettori. I lettori potrebbero “assaggiare” il mio libro per …

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Franchising: sempre più donne imprenditrici

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C’è uno specifico comparto – quello del franchising – che, nel nostro Paese, si colora sempre più di rosa. Le donne imprenditrici a capo di un punto vendita “affiliato” sono, infatti, 16.900 e rappresentano il 33,15% del totale costituito da 51 mila imprenditori. Una quota che risulta in crescita del 20% rispetto al 2008. I dati, relativi al 2014, sono stati elaborati dalla Rds & Company per il Salone del Franchising che si svolgerà a Rho dal 23 al 26 ottobre.

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image by Stokkete

Ma c’è di più: l’elaborazione ha rilevato che il franchising italiano muove qualcosa come 23 miliardi di euro di giro d’affari e conta 950 catene con 51 mila negozi che danno lavoro a 180 mila persone. E le cose sembrano destinate ad andare sempre meglio, visto che i dati relativi al primo semestre del 2015 hanno già fatto registrare una crescita dello 0,6%, dopo anni di stasi. Tornando alle donne imprenditrici, le loro preferenze si sono concentrate su settori merceologici ben precisi come quello dell’abbigliamento, degli accessori moda, dei cosmetici e della profumeria, degli articoli per la casa e di quelli per i bambini. Ma anche del  food & bevarage e della salute e del benessere perché se è vero che le donne hanno un occhio particolare per tutto ciò che fa moda, è altrettanto vero che non trascurano (quasi) mai l’importanza di una sana alimentazione e di un corretto stile di vita. Ancora: le regioni italiane che vantano il maggior numero di donne a capo di punti commerciali affiliati sono la Lombardia, il Lazio, il Veneto, la Campania e la Puglia. Quanto ai meriti che vengono riconosciuti loro dalle catene commerciali che scelgono di metterle a capo di qualche negozio, vanno sicuramente segnalate la forte auto-motivazione, la propensione a mettersi in gioco, la capacità di studiare, quella di gestire il personale e di organizzare il lavoro. Tutte cose che le donne imprenditrici farebbero meglio dei loro colleghi in giacca e cravatta.

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Finanziamenti per startup: come e dove reperirli

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Prima di andare alla ricerca di finanziamenti per startup è necessario quantificare con precisione la disponibilità finanziaria necessaria per l’avvio dell’impresa e le tempistiche con le quali si prevede di “rientrare” dagli investimenti sostenuti. Per questo la prima cosa da fare è redigere un business plan, ovvero un’analisi economico-finanziaria pluriennale dell’impresa. Solo a questo punto l’interrogativo che l’aspirante imprenditore deve porsi è: dove reperire e a chi chiedere i finanziamenti per far decollare un’idea imprenditoriale? Questa fase, che spesso è la più complicata e insidiosa dell’intero processo di avvio di un’azienda, apre una serie di strade.

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image by Goodluz

Il capitale proprio

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Lavori con le parole? Ecco 3 consigli per scrivere meglio

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Sei un giornalista freelance, uno scrittore, un copywriter? Se anche tu scrivi per vivere (e ci riesci) allora è chiaro che stai facendo qualcosa di buono. Ma “cullarsene” e vivere di rendita è pericoloso e i migliori professionisti sanno che affinare le proprie competenze è il modo migliore per continuare ad assicurarsi il successo.

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image by Minerva Studio

Detto questo, anche agli scrittori più esperti può capitare di sorvolare su alcuni passaggi obbligati per migliorare la propria scrittura: ecco tre semplici consigli per scrivere meglio oggi stesso.

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Vendere t shirt online: un business possibile

Un business che si può avviare anche senza una formazione specifica e senza grandi budget a disposizione: per vendere t shirt online occorrono fantasia, intraprendenza e dimestichezza con il web. Le T-shirt hanno fatto molta strada da quando sono nate, nel lontano 19° secolo: devono le loro origini alla Marina Militare statunitense e, c’è da scommetterci, non spariranno di certo, almeno per il momento. Basti pensare che solo negli Stati Uniti rappresentano un mercato da 25 miliardi di dollari ma che potenzialmente è molto più ampio se si considerano le riproduzioni abusive.

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image by hxdbzxy

Quanti ricordano i bei tempi dell’adolescenza, quando si stampavano delle t-shirt con slogan o personaggi famosi e si rivendevano durante l’estate per racimolare qualche soldo? Forse anche tu hai cercato varie offerte di lavoro in estate e magari venduto proprio T-shirt in gioventù! Ad ogni modo da allora le cose sono cambiate ma solo perché oggi è tutto sul web: l’industria delle T-shirt è esplosa grazie ad Internet e alla crescita dell’e-commerce e delle piattaforme di marketing. In teoria, oggi chiunque con un computer e una connessione  può mettere su un sito web e cominciare a vendere t shirt online ad un pubblico internazionale.

Dunque “hai la stoffa” per diventare un imprenditore e vendere t shirt online? Sicuramente sì ma sarà bene leggere alcuni consigli prima di buttarti in questo business.

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Cityteller: visitare le città attraverso i libri

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A quanti sarà capitato di soffermarsi davanti ai luoghi o ai monumenti descritti dagli scrittori? E a quanti sarebbe piaciuto poter scoprire una città attraverso i romanzi che vi sono stati ambientati? Cityteller nasce per dare una risposta a questo desiderio, e attraverso la creazione di una mappa geo-emozionale, consente di visitare le città attraverso i libri. Cityteller è una piattaforma social, con la quale gli utenti possono scoprire le città attraverso i libri, le cui citazioni sono raccolte e visualizzate su delle mappe. Alla piattaforma si accede tramite un’applicazione digitale.

Vediamo come funziona: all’avvio dell’app, viene chiesta all’utente l’autorizzazione al rilevamento della propria posizione. Dopo questo passaggio, sulla piattaforma verrà visualizzata la mappa del luogo in cui l’utente si trova e su questa mappa saranno visualizzati i contributi geo-localizzati. Nel contributo c’è una scheda di presentazione del libro, la citazione che da questo è tratta, il titolo, l’autore e la casa editrice.

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Registrandosi, l’utente può accedere alla piattaforma, commentare i contributi e sceglierne alcuni come preferiti.  Ma non finisce qui. L’obiettivo della piattaforma è quello di crescere grazie ai contributi che gli utenti stessi potranno caricare. Infatti punta ad ingrandirsi grazie alla condivisone delle citazioni e all’apporto degli user. In questo modo Cityteller si propone come un’alternativa alle classiche guide turistiche e intende riunire in una sola applicazione digitale tutte le citazioni dei libri su un determinato luogo, raccolte grazie al suo carattere social.

Il business plan di Cityteller

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Crowdfunding: ecco cosa fare prima di lanciare una campagna

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Lanciare una campagna di crowdfunding può rivelarsi davvero emozionante. L’idea stessa di raccogliere i fondi necessari a finanziare l’idea e smuovere decine di fan appassionati al proprio progetto, risulta chiaramente affascinante.  Ma quando poi cominci ad esplorare ogni angolo e a guardare nel dettaglio come funziona l’ingegnoso meccanismo, bisogna essere onesti: non è facile.

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Non si tratta semplicemente di postare foto, aggiornare un blog o realizzare un video e metterlo in rete. È necessario prepararsi bene e con largo anticipo, pensare in ottica di vero e proprio business plan e seguire alcuni accorgimenti specifici.

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Liberi professionisti, quanto sono realmente “autonomi”?

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Negli ultimi giorni ha assunto particolare rilievo il gruppo di statistiche emerse da “Vita da professionisti“, una ricerca rivolta ai soggetti non dipendenti, realizzata dall’Associazione Bruno Trentin in collaborazione con la Consulta delle professioni della Cgil e della Filcams Cgil. All’interno della ricerca, una panoramica non così “scontata” sulla vita dei liberi professionisti, la cui autonomia professionale è spesso messa a dura, durissima prova dalla realtà dei fatti.

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image by Vadim Georgiev

Insomma, quanto sono realmente autonomi i liberi professionisti?

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Microcredito, tutto pronto (o quasi!)

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Manca poco al click day del microcredito, il giorno che permetterà l’accesso al fondo da 40 milioni di euro per tutti quei soggetti, imprese e lavoratori autonomi, che non risultano essere in grado di accedere autonomamente ad un prestito bancario a causa di scarse garanzie. E che, sulla base di quanto previsto, potranno ottenere finanziamenti fino a un massimo di 35 mila euro, per periodi di tempo tra i 7 e i 10 anni di termine ultimo, al fine di sostenere alcune iniziative aziendali.

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Ma come funzionerà?

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Rds Startup Lab: al vincitore 35mila euro e un viaggio in Silicon Valley

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Il prossimo 21 marzo 2015 scadrà la possibilità per i giovani e futuri startupper di presentare i loro progetti per la seconda edizione di Rds Startup Lab,  che porterà il vincitore ad ottenere una somma pari a 35mila euro e un biglietto per l’America, più precisamente nella SiliconValley, per perfezionare le proprie conoscenze e acquisirne di ulteriori, per poi e ritornare in Italia, una volta formato, e dare vita al proprio futuro. Insomma il vincitore trascorrerà diversi mesi avrà la possibilità di“rubare”, nel senso più positivo possibile, competenze e segreti dei più noti e apprezzati imprenditori lavorando al loro fianco.
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Rds Startup Lab, come partecipare e a chi è rivolto

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