Naspi: quando arrivano i pagamenti di novembre 2020?

Quando arrivano i pagamenti Naspi novembre 2020? Ecco come accedere al servizio Inps per controllare la data di erogazione e lo stato della domanda

Sono tanti i percettori di Naspi che stanno aspettando i pagamenti del mese di novembre 2020. Ecco quando dovrebbe arrivare l’indennità di disoccupazione e come controllare la data di erogazione sul sito dell’Inps in maniera totalmente autonoma.


Che cos’è la Naspi?

Naspi 2019

Si tratta dell’indennità di disoccupazione mensile spettante ai dipendenti che hanno perso il lavoro in maniera del tutto involontaria. Questa misura è stata istituita dall’articolo 1 del decreto legislativo n.22 del 4 marzo 2015, in relazione a vari eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a partire dal 1° maggio 2015. Per beneficiare di tale sostegno economico bisogna presentare apposita domanda perché non si tratta di una misura che si attiva automaticamente nel momento in cui si perde il lavoro.

Naspi: in attesa del pagamento di novembre

Molti beneficiari della Naspi, sono in attesa di conoscere la data in cui saranno effettuati i versamenti novembre 2020. Ricordiamo che per la Naspi, i pagamenti sono sempre riferiti al mese precedente. La data di erogazione del dovuto non è uguale per tutti i beneficiari, ma dipende da quando è stata presentata ed accettata la domanda. Solitamente l’accredito arriva entro la prima metà del mese. In ogni caso i beneficiari di questa misura possono controllare sul sito dell’Inps lo stato e la data di erogazione dell’indennità di disoccupazione, per avere un’idea generale su quanto ancora bisognerà attendere. In linea generale il pagamento arriva entro il 10 e 15 del mese.

Come controllare lo stato delle Naspi

I beneficiari di questa particolare misura economica, hanno la possibilità di accedere ai servizi online messi a disposizione dall’Inps per controllare lo stato della domanda e la data di pagamento. Si tratta di un procedimento semplice ed intuitivo. Tutto quello che bisogna fare è accedere al servizio online Inps con le proprie credenziali, ossia tramite Spid, CNS, CIE. Una volta entrati nell’area riservata, accanto alla dicitura: “pagamento in corso” dovrebbe apparire la data in cui la Naspi sarà accreditata sul conto corrente del beneficiario in questione. Oltre a questo, è possibile anche controllare e verificare la data di elaborazione Naspi di novembre. Bisogna considerare che tra elaborazione e pagamento passano di solito alcuni giorni, che in linea generale non dovrebbero mai superare i sette.

Naspi, cassa integrazione e misure di sostegno economico

La Naspi è una tra le tante misure di sostegno economico a cui possono accedere i cittadini, quando rispondono ai requisiti richiesti. Soprattutto in questo periodo particolarmente delicato, poter contare su misure economiche è di vitale importanza. La pandemia da coronavirus che non sembra allentarsi nonostante siano state applicate ulteriori misure restrittive, comporta una crisi non solo sanitaria ma anche economica. Le attività costrette a chiudere e limitare il proprio operato professionale sono tante, con fatturati che si abbassano sempre di più. Molti dipendenti sono in cassa integrazione, altri usufruiscono della Naspi, altri ancora pensano con ansia al futuro, a quando il blocco sui licenziamenti non sarà più prorogato. Insomma una situazione particolare da cui in qualche modo bisogna uscire a testa alta, nella speranza che il numero dei contagi possa diminuire.

Crisi economico-sanitaria e Regioni a rischio

L’ultimo decreto ha suddiviso l’Italia in tre fasce, identificate da tre colori a seconda dell’indice di contagio. Ebbene, ieri nuove Regioni sono passate dalla zona gialla a quella arancione, con l’inasprimento delle misure di contenimento. Parliamo di: Basilicata, Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria e la Provincia autonoma di Bolzano. Oggi invece si decideranno le sorti della Campania che rischia seriamente di diventare zona rossa. Inoltre, se la situazione non dovesse migliorare non si esclude un lockdown totale. Sono tanti i medici e le associazioni sanitarie a richiedere un blocco del Paese per evitare criticità sanitarie. Gli ospedali sono molto vicini al collasso, cosa che non possiamo più permetterci.